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MusicDNA (e gli altri): l’Mp3 è davvero al capolinea?

(Credits: Creative)

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Bach Technology, l’azienda che lo sta sviluppando, non ha dubbi: “Stiamo preparando una Ferrari che rimpiazzerà un vecchio Maggiolone arrugginito”. La fuoriserie in questione si chiama MusicDNA e altro non è che il formato musicale che si candida a rimpiazzare l’Mp3.
Continua

Napster in lotta con iTunes riduce le tariffe mensili

Una persona tra due pile di cd
La società di musica digitale Napster ha annunciato di aver abbassato a 5 dollari la sua tariffa d’iscrizione mensile aggiungendo download di canzoni al suo servizio di streaming in un tentativo di estendere la sua base di utenti e concorrere con iTunes di Apple .Si tratta dell’ultimo tentativo di Napster di inseguire iTunes, leader nel settore della musica digitale, e la sua prima mossa strategica da quando è stato acquisito dalla catena commerciale Best Buy lo scorso ottobre.Napster con sede a Los Angeles ha detto che gli utenti possono ora ottenere un accesso illimitato alla musica in stream dal suo archivio di sette milioni di canzoni e cinque canzoni gratis ogni mese per una tariffa di iscrizione di 5 dollari. In precedenza, la tariffa era di 12,99 dollari per il solo servizio a streaming.Napster lancerà una campagna promozionale nei 1.031 negozi Best Buy degli Stati Uniti.

  • admin
  • Martedì 19 Maggio 2009

Apple Store: un miliardo di download in nove mesi

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Ci sono voluti solo nove mesi dal lancio dell’Apple Store dentro iTunes per raggiungere un obiettivo che allora sembrava inimmaginabile. Ma oggi con 25.000 applicazioni e circa 21 milioni di iPhone venduti dal 2007 a oggi, Apple ha segnato anche l’ultimo traguardo del miliardo di download effettuati dall’Apple Store.
Gli ultimi dati sulla trimestrale (il secondo quarter) resi noti mercoledì agli analisti finanziari parlano di un andamento inaspettatamente positivo, nonostante la crisi economica e il periodo tradizionalmente poco favorevole (il trimestre dopo lo shopping natalizio), tanto da far dire al CFO Peter Oppenheimer che questo è stato il miglior secondo trimestre nella storia di Apple sia come profitti che come fatturato. L’utile netto è cresciuto del 15% arrivando a 1,21 miliardi di dollari mentre il fatturato del trimestre è stato di 8,16 miliardi di dollari.
Apple ha venduto meno Macintosh (2,22 milioni di unità rilasciate nel trimestre, -3% rispetto allo stesso quarter del 2008) ma più iPhone e iPod: rispettivamente 3 milioni e 790 mila (+123%) e 11 milioni (+3% rispetto all’analogo periodo del 2008).

Yahoo Music adesso diventa portale

La via di Internet di Yahoo!

In un certo senso è una resa: Yahoo - nonostante le grandi promesse e la presenza in molte operazioni relative alla musica online - non ha mai avuto troppa fortuna in questo settore. Per fare un paio di esempi, nel 2007 aveva chiuso MusicMatch per trasferire gli sventurati utenti sul proprio servizio di abbonamenti, a sua volta chiuso a febbraio 2008 per cedere la baracca a Rhapsody.

Yahoo Music ora si “apre” ad altri servizi: il termine utilizzato è “open up”; piuttosto che mettersi a vendere musica in proprio o accordarsi con un unico fornitore, Yahoo Music diventerà una specie di “portale” che indicizza e linka contenuti musicali altrui, iTunes Music Store e Amazon Mp3 in testa. Ma se ciò servirà a qualcosa è ancora tutto da vedere. Dopotutto ci sono un paio di illustri precedenti e non è che siano proprio brillanti: c’è stato un tempo in cui Listen.com era un portale di questo genere con link a siti e servizi legali come l’originale Mp3.com. Anni dopo le posizioni si sono invertite: Listen.com - divenuto Rhapsody - si è messo a vendere contenuti musicali, diventando uno dei nomi più importanti del settore, ma restando sempre a grande distanza dal “numero uno”, Apple. Nel frattempo Mp3.com - versione 2 in mano a CNET - ora indicizza i contenuti, persino quelli di Rhapsody.

Con quale risultato, però, è ancora tutto da capire. Scommettiamo che con precedenti del genere, Yahoo Music finirà per cambiare ancora nel giro di poco tempo?

Musica digitale: arriva Songbird, l’anti-iTunes di Mozilla

Songbird
Ci sono almeno tre buoni motivi per cui vale la pena parlare di Songbird, il player musicale che molti considerano il primo vero antagonista di iTunes. Primo: l’iniziativa parte da Mozilla, la comunità Open Source che ha portato alla luce Firefox, con Explorer il browser web più utilizzato al mondo. Secondo: nessuno, finora, è ancora riuscito a creare una valida alternativa ad iTunes. E che Songbird punti a rosicchiare quote al media-player della Apple lo si capisce già a una prima e rapidissima occhiata della schermata di avvio del programma. Che – azzarda Ars Technica - se non fosse per il colore nero dell’interfaccia si farebbe quasi fatica a distinguere da quella di iTunes. Naturalmente, come il più quotato concorrente, anche Songbird permette di importare brani musicali nei principali formati compressi (mp3, quindi, ma non solo), di acquisire podcast, creare e gestire playlist. Le analogie però finiscono qui. Perché di fatto sotto il vestito si nasconde un’anima profondamente diversa, e forse un modo differente di intendere la fruizione dei contenuti musicali. A differenza del servizio offerto da Apple, Songbird non utilizza infatti un modello proprietario per la vendita dei contenuti, ma può interfacciarsi con più negozi di musica online, dallo stesso iTunes Music Store ad Amazon, da CDbaby ad eMusic. Volendo, poi, Songbird può utilizzare una qualsiasi pagina web come una playlist; il che rappresenta una vera e propria manna per tutti quei gruppi “minori” o quelle etichette indipendenti che intendono aprire il proprio personalissimo negozio di musica a un pubblico più ampio.
In ultimo, a favore di Songbird gioca la natura aperta del programma che, proprio come Firefox, può essere arricchito come un mosaico attraverso le “estensioni” create ad hoc da tutta la comunità di sviluppatori. Il risultato è che gli utenti possono di fatto comporre il proprio lettore con le funzionalità che preferiscono, ad esempio aggiungendo le copertine degli album o le note di Wikipedia sugli artisti inseriti in playlist. Basterà per battere Apple? C’è chi sostiene che Songbird non abbia la potenza di fuoco per arrivare a infastidire Steve Jobs e soci. Ma si diceva lo stesso di Firefox ai tempi in cui Explorer non aveva rivali; poi sappiamo bene come è andata a finire.

MySpace inaugura Transmissions, audio e video originali a pagamento

Contenuti video inediti da guardare e tracce audio con performance originali da ascoltare e acquistare, per il momento solo per i residenti negli Usa. Questo è MySpace Transmissions, nuova piattaforma del social network che inaugura il servizio con il cantante inglese James Blunt.
Si entra in sala di registrazione con l’autore delle hit “You’re Beautiful” e “1973″ e si butta l’occhio dietro le quinte della realizzazione di un album. Online ci sono 5 tracce audio live di altrettante canzoni di Blunt, incluso il nuovo singolo “Same mistake”, registrate appositamente per MySpace e vari brani video di un’intervista al cantante, fatta in esclusiva per l’inaugurazione di Transmissions.


“Mi dà l’opportunità di entrare in contatto diretto con i miei fan”, commenta Blunt, descrivendo la soddisfazione che prova nel “suonare i miei nuovi pezzi con i ragazzi della band sapendo che i fan sono in grado di ascoltarli in un modo nuovo e unico”.
Un segnale che l’industria ha bisogno di trovare fonti di guadagno alternative alla vendita dei cd, offrendo contenuti che gli utenti siano disposti a pagare? L’iniziativa è cucita addosso alle esigenze di produttori e distributori, tant’è che non esiste, come su iTunes, negozio di musica di Apple, un prezzo fisso per ogni traccia, ma sono i discografici a stabilire pacchetti e prezzi per i propri artisti. I quali trovano qui una platea ampia e molto interessante di ascoltatori: nel solo mese di ottobre, fa notare il New York Times, MySpace Music ha attirato una media di quasi 18 milioni di visitatori unici. Tutti potenziali acquirenti di tracce originali dei propri cantanti preferiti. Con un guadagno anche per MySpace, che incasserà una percentuale, alla quale rinuncia soltanto per questo esordio.

Touch screen e wi-fi, arrivano i nuovi iPod

Steve Jobs presenta le ultimissime versioni dell'iPod, prodotto di punta di Apple, che sviluppano le tecnologie già disponibili sull'iPhone, il cellulare-palmare e telefonino lanciato lo scorso 29 giugno, come wi-fi, wireless per Internet e touch-screen.<br>  Le novità includono anche l'iPod Nano, dotato di schermo da 2,5 pollici per la visione di film o per giocare ai videogame, disponibile nelle versioni da 4 gb per 149 dollari e da 8 gb per 199 dollari. L'iPod Touch, che monta la tecnologia touch-screen di iPhone, ha connessione wi-fi e Internet browser: 299 dollari per gli 8 giga e 399 per quella i 16 giga. Quanto al modello tradizionale, iPod classic, si sale alla potenza di 80 e 160 Gb (contro i 30 e 80 gigabyte attuali) con dimensioni piu' sottili: i prezzi, in questo caso, sono di 249 e 349 dollari.<br>  [i](Credits: Ansa)[/i]
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Arriva l’iPod di sesta generazione. Sempre più simile all’iPhone, lanciato da Apple il giugno scorso e le cui vendite negli States hanno recentemente superato quelle del “collega” Blackberry. Steve Jobs ha presentato al West Moscone Center di San Francisco la nuova linea di lettori digitali, con quasi tutti i modelli rinnovati nelle funzioni e nel look. Il pezzo di punta è senz’altro il nuovo iPod touch. “La settima meraviglia del mondo” l’ha definito Jobs. Il lettore mp3 utilizza la tecnologia touch-screen, che contraddistingue l’iPhone, con cui è possibile controllare l’apparecchio semplicemente premendo con le dita sullo schermo a cristalli liquidi. Il nuovo iPod può anche connettersi a internet in modalità wireless, senza fili. L’iPod Touch è disponibile nella versione da 8 o da 16 gigabyte, al prezzo, rispettivamente, di 299 e 399 dollari. Sono inclusi il programma di navigazione Safari, l’applicazione Apple Youtube e iTunes, per comprare canzoni direttamente dal proprio iPod. Ecco, da Youtube, un breve video esplicativo dell’iPod Touch:

Ma le novità ci sono per tutti. Il nuovo iPod Nano è dotato di schermo da 2,5 pollici e permette di archiviare canzoni e immagini su chip di memoria flash anziché sull’hard drive, che ora supporta film e videogame. Anche qui disponibili due versioni, da 4 gb, per 149 dollari, e da 8 gb, per 199 dollari.

Un video sul nuovo iPod Nano (da Youtube):

E anche l’iPod classic cambia. Innanzitutto si snellisce. Inoltre dai 30 e 80 gigabyte attuali passa a 80 e 160 gb, al prezzo di 249 e 349 dollari. La Apple rinnoverà o rimpiazzerà l’intera linea dei popolari lettori di musica Mp3 con i nuovi modelli. Jobs ha annunciato pure una versione aggiornata per iTunes, che consentirà agli utenti di creare suonerie per il telefono iPhone, dai brani musicali, al prezzo di 99 centesimi l’una.

<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]

Sfida a iTunes: la Nokia lancia Ovi

Seduti al bar o passeggiando in strada si potrà scaricare sul cellulare una canzone da un immenso juke box su internet: è il progetto della nuova piattaforma multimediale lanciata da Nokia, Ovi, che in questo modo sfida l’egemonia di iTunes della Apple e fa concorrenza agli operatori telefonici. Il servizio dell’azienda finlandese sarà disponibile in autunno in alcune nazioni europee: una singola canzone scelta nel catalogo di Ovi (parola che in finlandese significa “porta”) costerà un euro e un intero album dieci. Chi vuole ascoltare la musica in streaming dal computer potrà farlo pagando una sottoscrizione mensile di dieci euro.

Le principali differenze rispetto a iTunes sono due: i brani musicali potranno essere scaricati sul computer e direttamente su cellulari compatibili (per ora N81 e N95), a differenza del servizio della Apple che non consente il download sul telefono portatile. E, inoltre, Ovi ospiterà un servizio per i giochi su telefonino, N gage.

Il futuro di Facebook

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