Un corridoio d’ospedale
Poca sensibilità, mancanza di rispetto e umanità nel rapporto tra medico e ammalato e liste d’attesa eterne. Questa la fotografia che emerge dall’annuale rapporto sulla sanità italiana stilato dal Tribunale del malato-Cittadinanzattiva che quest’anno si è focalizzato sulla “umanizzazione” nel rapporto tra cittadini e Servizio sanitario nazionale.
Ciò che emerge con forza è che i cittadini si sentono troppo spesso presi poco in considerazione, ascoltati con disattenzione o trattati con mancanza di rispetto, con il risultato che si sentono abbandonati e lasciati a loro stessi. Questa tendenza sta di fatto dando impulso alla nascita di numerose realtà associative, ma espone al rischio dell’aumento dei conflitti e alla crescente diminuzione di fiducia nelle figure professionali.
Liste d’attesa Tra le maggiori criticità del sistema sanitario, il problema delle liste d’attesa resta primario e, secondo il Rapporto del Tribunale del malato, è percepito maggiormente nelle regioni meridionali. L’area più interessata è la diagnostica con il 51 per cento delle segnalazioni, seguita dalla specialistica con il 23 per cento e dagli interventi chirurgici (20 per cento). Crescono notevolmente rispetto al 2007 (+ 11 per cento) le segnalazioni riguardanti le attese per interventi chirurgici.
720 giorni per un Ecocolordoppler In base ai dati diffusi nel rapporto, i tempi massimi di attesa riguardano gli esami di ecocolordoppler 720 giorni; mammografia 420; ecografia al seno 360. Per quanto riguarda le prestazioni specialistiche, per una visita di cardiologia si può attendere fino a 390 giorno, 270 per una visita senologica e 180 giorni per neurologica. In tema di interventi per una protesi al ginocchio o di seno si attendono anche 1080 giorni; 540 giorni per intervento al menisco e 360 per quello urologico.
Maglia nera ai pediatri Ai primi posti in fatti di ”carenza di umanizzazione”, i cittadini mettono i pediatri (32 per cento), i medici di medicina generale (25 per cento) e la riabilitazione ambulatoriale (21). Seguono la assistenza residenziale (20), le strutture riabilitative (18) e i ricoveri (10). L’esigenza di maggior garbo e interesse nei confronti dei pazienti è sentita da 10 Regioni sulle 19 che hanno partecipato alla stesura del Rapporto. “Abbiamo pensato di inserire - ha detto il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio - l’umanizzazione nell’Ecm, l’educazione continua in medicina. Ne stiamo parlando con medici di famiglia e associazioni”.
Aumenta la malasanità In quasi un caso su cinque le segnalazioni giunte riguardano presunti errori medici o diagnostici, confermandosi come il principale problema segnalato dai cittadini. Tra le tipologie di sospetti errori figurano gli interventi (53 per cento) le diagnosi errate (26). La gran parte si registra in strutture pubbliche (88 per cento). Sette le aree specialistiche maggiormente interessate da presunti errori medici, nell’ordine: ortopedia (17,5 per cento, oncologia (14), ginecologia e ostetricia(7), chirurgia generale ed oculistica (5), odontoiatria (5), emergenza e pronto soccorso (3).
Invalidità civile Risulta essere uno degli aspetti con il maggiore tasso di crescita rispetto al 2007 (+1,7 per cento). I cittadini che denunciano problemi e ritardi nella procedura di riconoscimento, sono in particolare malati oncologici (40 per cento), seguono coloro che sono affetti da una patologia cronica e degenerativa, anziani, disabili e pazienti con malattie rare.
- Mercoledì 6 Maggio 2009


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