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Liquid Galaxy, il mondo (di Google Earth) come non lo avete mai visto

La Tour Eiffel su Google Earth (Foto: Flickr)

La Tour Eiffel su Google Earth (Foto: Flickr)

La leggenda vuole che le idee migliori, a quelli di Google, vengano in quel 20 per cento di tempo libero nel quale sono invitati a sguinzagliare la propria fantasia. Proprio in una di queste “ricreazioni creative” è nato Liquid Galaxy, una versione immersiva 3D di Google Earth che ora Big G apre al grande pubblico. Continua

Google Earth su Maps: il mondo visto dal browser

Sydney: Opera House

Google Earth è un software interessante che permette di visualizzare le mappe mondiali in 3D con un notevole dettaglio. Tuttavia il team di Google sa bene che la fruizione via browser estende di molto l’utilizzo di determinate tecnologie.
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Mappe per l’ambiente: sull’iPhone e non solo

Una schermata dell'applicazione

Una schermata dell'applicazione

L’ultima follia dell’iPhone? Una mappa dettagliatissima del mezzo milione di alberi presenti a New York, censiti fino all’ultimo ramo, registrati fino alla più rigogliosa fronda. L’applicazione si chiama Trees Near you e chi la scarica (sul sito trovate una demo) può conoscere il numero esatto, la tipologia e perfino il diametro del tronco di ogni singolo esemplare presente in ciascuna strada di Manhattan e dintorni, e anche farsi un’idea del contributo che questo esercito verde dà all’ambiente. Quanta Co2 incamerano i 3.000 alberi presenti nella porzione di mappa inquadrata sullo schermo? Quanta ombra fanno e quindi quanta aria condizionata in meno possono usare abitazioni e uffici nelle vicinanze?
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Una mappa interattiva svela le emissioni dal 1950 a oggi

Un impianto chimico Usa negli '70 (Credit: http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives)

Impianto chimico negli anni ‘70 (Credit: Flickr/UsNationalArchives)

Quante tonnellate di anidride carbonica sparavamo nell’atmosfera 50 o 60 anni fa? E quanta oggi? Chi inquina di più tra Cina e Usa? E di quante emissioni è responsabile il singolo cittadino russo, australiano o francese? Soddisfa queste curiosità la mappa interattiva basata sui dati del Carbon Dioxide Information Analysis Center che si trova sul sito del Washington Post nella sezione dedicata al clima. In una forma grafica molto semplice e intuitiva si vede il peso dei diversi paesi nel computo delle emissioni da combustibili fossili, e facendo scivolare la leva del tempo lungo i decenni si può osservare come aumentano le emissioni globali.
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Dalla citazione al clic: l’audience rivela il successo anche nella scienza?

La mappa della lettura di riviste scientifiche online

Le riviste online sono una lente d’ingrandimento sulle scelte dei lettori: rivelano i percorsi attraverso gli articoli. Una sorta di zigzag sul web che può anche offrire spunti creativi e nuove direzioni d’indagine ai ricercatori. Tanto da ricostruire una mappa degli interessi fra le pubblicazioni sul internet: uno studio del laboratorio di Los Alamos sulla lettura delle riviste scientifiche online evidenzia un maggiore interesse del pubblico per l’area umanistica e politica rispetto alle citazioni degli autori di ogni ricerca, il criterio più diffuso per valutare l’impatto di uno studio. Non soltanto: dopo la pubblicazione sono necessari almeno due anni prima che un articolo scali le classifiche attraverso il “voto diretto” delle citazioni: l’analisi dei percorsi dei lettori sul web, invece, fornisce già alcuni indizi sui contenuti più rilevanti. È, insomma, una sorta di “audience” formata da esperti e appassionati in grado di portare alla luce aspetti imprevisti e casuali. L’analisi è stata condotta su 35mila giornali pubblicati tra il 2006 e il 2007. Nel campione erano inclusi nomi prestigiosi come Nature.
Ma di recente sono state proprio le citazioni di articoli a rivelare connessioni profonde nel sapere umanistico e scientifico. Lo studio di due ricercatori dell’Università della California è imponente: hanno analizzato 60 milioni di citazioni in 7mila giornali scientifici per dieci anni, dal 1997 al 2005. I dati sono stati sintetizzati in un’elegante circonferenza colorata che riunisce differenti aree del sapere: cliccando sulla mappa è possibile vedere ricchi fasci di connessioni nelle ricerche scientifiche tra economia e fisica, psicologia e biologia.

Io sono qui, e tu? La localizzazione come mezzo per socializzare

Tu sei qui
Dove sei? E’ la prima domanda che il 90 per cento di noi fa quando parla con qualcuno al cellulare. Non importa che il nostro interlocutore si trovi a Londra, in Australia o nel nostro quartiere, l’essenziale è localizzarlo. Certo, se poi l’amico al telefono sta in effetti passeggiando sotto le nostre finestre, quale migliore occasione per invitarlo a bere un caffè? Fin qui tutto regolare: sapere dove sono i nostri amici per poterli eventualmente incontrare è ciò che siamo abituati a fare da sempre. Ora però la “localizzazione” diventa grazie al web uno strumento per farsi nuovi amici. Come? Tramite una serie di social network o servizi web 2.0, accessibili anche dal cellulare, che permettono all’utente di cercare non più le persone ma le aree geografiche. Insomma, nell’universo sociale virtuale si marca anche a zona e non più solo a uomo. E se fino ad oggi eravamo abituati all’idea di creare nuovi legami a distanza con persone sconosciute sulla base di interessi comuni, questi nuovi servizi capovolgono la prospettiva e ci incoraggiano a provare a fare amicizia con le persone che camminano intorno a noi.

Un salto dal virtuale al reale? Non è detto, anche se sicuramente si fanno passi in questa direzione. Si tratta comunque piuttosto della naturale risposta all’esigenza di usufruire di servizi di social networking in mobilità, unita alla passione contagiosa per le mappe che Google per prima ha saputo cogliere e sfruttare al massimo. Un altro caposaldo che ha fornito idee e fatto da base per mashup di vario genere, compresi quelli di localizzazione, è Twitter, servizio di mibroblogging che ha conosciuto un successo planetario e che si presta a essere piegato alle più svariate esigenze.
Ma quali sono questi strumenti per fare amicizia con chi passa dalle nostre parti? Cominciamo proprio da un mashup di Twitter: Twitterlocal. La timeline di Twitter è quasi impossibile da seguire, perché fatta di aggiornamenti di persone che scrivono da tutto il mondo. Certo, possiamo decidere di seguire solo gli aggiornamenti degli amici o delle persone che troviamo interessanti. Oppure, come suggerisce questo servizio, solo quelli che provengono da un’area geografica ben definita: per esempio un chilometro intorno al nostro ufficio, per captare per esempio i commenti dei colleghi, o intorno a casa, per seguire gli aggiornamenti dei condomini e così via.

Poi c’è ByNotes, che si definisce un sito di geoblogging, il cui slogan è: dì ai tuoi amici dove sei e manda loro messaggi, foto, eventi, video e così via. Ci si iscrive in 20 secondi e si comincia a mandare messaggi con allegati di vario tipo accompagnati, se lo si desidera, dalla propria localizzazione. Basta digitare un indirizzo e subito sulla Google map comparirà il segnalino.

IPoki è un “social network basato sul Gps”. Il sito galiziano, la maggior parte degli utenti finora scrive in spagnolo, ha lo scopo di permettere agli utenti di localizzare le persone e seguirne eventualmente gli spostamenti, su Google Maps e Google Earth. Si immette la propria posizione, si invitano gli amici a fare altrettanto, e coloro che hanno un dispositivo con Gps, noti o sconosciuti che siano, possono essere rintracciati in qualunque momento. L’invito del sito è anche quello di “connettersi” agli utenti che condividono la propria posizione, come dire, appunto, “conosci gente che si trova intorno o vicino a te”. Nella pagina del download si può scaricare il plug-in per cellulari e smartphone a seconda del sistema operativo utilizzato. L’applicazione può integrarsi con altri social network come Twitter, Facebook e Flickr.

Molto frequentato è poi Brightkite, social network basato sulla “location”, che invita gli utenti a scoprire chi visita i loro posti preferiti, seguire in tempo reale gli spostamenti degli amici e, esortazione vagamente inquietante, “incontrare amici nel mondo reale: Rivela la tua posizione, fai amicizia e chatta con le persone intorno a te”. Il servizio è ancora in Beta, ma per essere invitati basta fornire un indirizzo di posta elettronica.

Plazes è un sito tedesco di social networking geografico, i cui servizi sono già stati acquisti da Nokia, che consente di condividere la propria posizione, cercare quella altrui e “fare amicizia con chi incrocia il nostro cammino”. Quelli del sito ci tengono a precisare che non servono telefonini particolarmente sofisticati (leggi iPhone e compagni) per utilizzare Plazes: basta mandare un sms e la nostra posizione comparirà sulla mappa a beneficio di quanti ci vogliono localizzare.

Infine FireEagle, servizio di localizzazione di Yahoo!, integra quasi tutti i servizi citati, e moltissimi altri, perché ci sono infiniti modi in cui localizzazione fa rima con socializzazione. Quanto a quelli che sono già nostri amici, l’adesione a questi servizi rende più difficile inventare scuse per rifiutare inviti non graditi: conviene farci trovare dove diciamo di essere.

Discutine sul FORUM: “Internet è un luogo adatto per trovare un compagno di vita?”

Epidemie e disastri: in arrivo la mappa hitech firmata Google

http://flickr.com/photos/gisuser/53632555/
“Rilevamento tempestivo, risposta tempestiva”: è il motto di Larry Brilliant, direttore della fondazione umanitaria Google.org, per spiegare il progetto InSTEDD, un software che permette di raccogliere notizie sulle emergenze sanitarie nel mondo, e di far circolare rapidamente le informazioni attraverso il web e gli sms. Dall’hiv alla tubercolosi, dalle inondazioni agli tsunami: InSTEDD rileva gli ultimi dati su internet di epidemie e disastri, li visualizza in una mappa, consentendo di ridurre il tempo di gestione e di intervento in situazioni di pericolo. Nel caso dell’aviaria, per esempio, le segnalazioni spontanee in Thailandia erano arrivate su internet sei settimane prima di quelle delle autorità sanitarie. InSTEDD è un’iniziativa ancora in fase di sviluppo che ha appena ricevuto 5 milioni di dollari di finanziamento. L’attesa è comunque grande perché Larry Brilliant è quasi una leggenda: con l’Oms ha portato a termine nel 1980 la campagna per l’eradicazione del vaiolo, la più temibile malattia infettiva per gli esseri umani, e sta per debellare la poliomelite.

Quello di Google.org è un progetto che sfrutterà le reti dei social network: sarà integrato con Facebook e con Twitter, un popolare sistema di microblogging. Le informazioni sulle epidemie saranno sintetizzate anche attraverso mappe tridimensionali (come Google Earth e Microsoft Virtual Earth). E sarà possibile inviarle alle persone nelle aree colpite con un servizio sms. Un progetto simile, ma meno sofisticato, è quello sviluppato dall’università di Harvard con la Healthmap.

Navigatori satellitari: il cellulare è pronto a indicarci la strada


Prima gli sms, poi le foto, ora il navigatore. Per la telefonia cellulare è il momento di compiere un altro passo verso la multimedialità a tutto tondo, quello che porta ai servizi di localizzazione geografica. C’era d’aspettarselo; visti i numeri snocciolati dal mercato dei navigatori satellitari era chiaro che, presto o tardi, i produttori di telefonia avrebbero provato a metterci il naso. In fondo il telefonino è l’apparecchio portatile per eccellenza e allora perché non affidargli anche il compito di indicarci la retta via? Basta un’antenna Gps integrata, un software di mappe preinstallato e l’utente è servito.

A crederci più di tutti sono per il momento quelli di Nokia, che prima con l’N95 e poi con il il 6110 Navigator e il 6263, hanno già fatto capire le proprie intenzioni. Come dimostra la recente proposta di acquisizione di Navteq, uno dei big del settore della cartografia digitale. L’intenzione è chiara: affondare il colpo nel settore dei servizi di localizzazione mobile, mercato nel quale la casa di Helsinky può già vantare numeri di tutto rispetto grazie al servizio Nokia Maps.
Gli altri vendor non stanno però a guardare. Asus, Blackberry e Htc sembrano al momento i più attivi, ma anche i produttori meno orientati al business sembrano aver fiutato l’affare. Samsung, per esempio, ha dotato il suo nuovo Sgh-i550 di un Gps integrato e lo stesso ha fatto Motorola con il suo i425; Sony Ericsson, che non ha ancora un vero e proprio dispositivo con navigatore incorporato, ha però presentato il suo primo cellulare (il K530i) compatibile con il Gps Enabler, un accessorio simile a un auricolare che, una volta collegato al terminale, permette a quest’utlimo di dialogare con un sistema satellitare.
È un mercato che muove anche gli interessi degli operatori: Vodafone può contare da qualche tempo sul suo personalissimo servizio di mapping ad abbonamento, mentre Tim ha attivato una partnership strategica con TeleNav per la fornitura di servizi di localizzazione sui dispositivi Blackberry.
La palla ora passa agli utenti ai quali, come sempre, è affidata l’ultima parola sulle nuove killer application.

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Google vola basso con Street view


Continua, a colpi di annunci pirotecnici, la battaglia delle mappe fra Microsoft e Google. Alla casa di Bill Gates che solo qualche giorno fa aveva lanciato il primo servizio di localizzazione tridimensionale di New York all’interno di Live Search Maps, risponde ora il colosso di Mountain View presentando Street View, l’ultimo scenografico servizio di Google Mappe.
Attivo per il momento nelle sole città di San Francisco, New York, Las Vegas, Miami e Denver, il nuovo sistema di navigazione stradale offre una visuale completamente differente rispetto a quella alla quale eravamo stati finora abituati: non più una piatta panoramica dall’alto, bensì una realistica visione da terra. Il funzionamento è molto semplice. Basta infatti posizionarsi sulla strada desiderata e Street View farà magicamente comparire una finestra con la visuale dal basso. Cliccandoci sopra l’utente potrà navigare a 360° sull’intera area selezionata e, attraverso una freccia direzionale, sarà in grado di percorrere in entrambi i sensi di marcia il tragitto stradale, proprio come se ci stesse camminando sopra. Quel che più sorprende di Street View è l’incredibile precisione dei dettagli, che possono essere ingranditi fino al più piccolo particolare, dal cartello stradale fino ai minuscoli tariffari dei parcheggi. Tutto talmente dettagliato da sollevare perplessità e polemiche per quanto riguarda la tutela della privacy.

Il lancio di Street View segue di poche ore quello di Google Mapplets, altro nuovo strumento integrato all’interno di Google Maps che permette di sviluppare applicazioni combinate per arricchire le cartine geografiche con contenuti selezionati. Il servizio permette per esempio di visualizzare all’interno dello stradario le agenzie immobiliari, piuttosto che le sale cinematografiche che programmano un determinato film o ancora le distanze fra un luogo e l’altro.
È di queste ore, inoltre, l’annuncio dell’acquisizione di Panoramio, il sito web che permette di condividere le immagini scattate da tutte le parti del mondo e di localizzarle geograficamente all’interno di Google Earth. Per Google, verrebbe da dire, la conquista del mondo è appena iniziata.

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