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Film masterizzati? Legali grazie al chiosco stampa-dvd

http://www.flickr.com/photos/spadgy/313252882/
La svolta era già stata decretata dal Dvd Copy Control Association, l’organismo che stabilisce le regole del supporto digitale più usato nel mondo, con l’abbattimento dello storico sistema di protezione utilizzato sui dischetti digitali: il Css. Ora a seguito di questa decisione arriva anche il primo frutto maturo per l’utente cinematografico: il chiosco per la masterizzazione dei dvd. Ad aprire le danze sarà Walgreens, la mega-catena americana di drugstore che proprio in questi giorni ha fatto sapere che inizierà a lavorare con l’industria dei contenuti cinematografici per la creazione, all’interno dei propri centri, di installazioni multimediali self-service per la stampa dei dvd. Ben presto, in pratica, qualunque cinefilo americano desideri avere in casa una copia autorizzata del proprio film preferito non dovrà fare altro che recarsi in uno dei 6000 punti vendita della catena, digitare il titolo sull’apposito chiosco e attendere che questo completi la masterizzazione. Il tutto in modo legale e, assicurano i ben informati, in meno di 15 minuti; a un prezzo che presumibilmente si aggirerà a metà strada fra il costo di un dvd originale e quello di uno a noleggio.

Va detto che il supporto sul quale il film verrà “inciso” non sarà un comune dvd vergine, bensì un dischetto ad hoc, conforme cioè alle specifiche approvate proprio dal Dvd Copy Control Association. Per questo motivo Walgreens sta lavorando con Sonic Solutions, società che sta sviluppando tutta la parte tecnologica di supporto al nuovo modello di distribuzione dei contenuti cinematografici, aprendola a tutti i soggetti che - oltre a Walgreens - saranno interessati al mercato. Fra questi dovrebbe esserci anche Blockbuster, la catena di videonoleggio più nota al mondo, che secondo quanto affermato dal suo portavoce Randy Hargrove starebbe valutando l’opportunità, soprattutto in relazione alla recente acquisizione di Movielink, il servizio per il download dei titoli cinematografici partecipato dalle major di Hollywood. Sulla carta, il mercato c’è eccome: basti pensare che Parks Associates, società di ricerche di mercato specializzata in tecnologia digitale, ha stimato che entro il 2011 l’area dei dvd on-demand genererà ricavi fino a 1,3 miliardi di dollari.

Tribunale di Milano: un euro alla Siae per ogni Cd masterizzato

Se il cittadino compera un cd o un dvd vergine, è giusto che paghi un surplus per compensare musicisti o registi dalla violazione del diritto d’autore che potrebbe scaturire dalla masterizzazione di un film o di una raccolta di canzoni.
Lo ha confermato il tribunale di Milano che ha dato torto a una società produttrice di supporti digitali, la Computer Support Italcard srl ora fallita, che dal 2003 evadeva una sorta di tassa, il cosiddetto “equo compenso“, che avrebbe dovuto pagare alla Siae per risarcire i musicisti e i registi danneggiati dalla copia privata - masterizzata - di un’opera d’arte.

Nel 2003 infatti il Governo italiano per implementare una direttiva comunitaria, ha introdotto con decreto una sorta di compenso agli autori di opere d’arte che, quando applicato, va a raddoppiare il prezzo del cd vuoto. Il punto è che non tutti i produttori hanno obbedito alla norma. Alcuni di essi fino ad oggi hanno evaso il compenso proponendo sul mercato i cd allo stesso prezzo di prima, con la speranza che un giudice, presto o tardi, potesse riconoscerli vittima di qualche forma di violazione della libera concorrenza.
Secondo i produttori - Computer Support Italcard per primo, ma anche TDK, Verbatim e altri membri della loro associazione di categoria (Asmi) - l’aumento del prezzo dei cd, li avrebbe sfavoritri rispetto ai concorrenti on line e ai rivenditori di Paesi limitrofi. Il tribunale di Milano però ha riconosciuto la leggittimità di questa specie di tassa, “con una sentenza”, dice l’avvocato della Siae Cristiano Castrogiovanni dello studio Nava, “che potrebbe dettare il risultato anche di un altro contenzioso pendente di fronte alla corte di Milano”. Castrogiovanni si riferisce alla battaglia giudiziale sulla stessa questione sollevata contro la Siae dall’Asmi. In questo caso il compenso evaso raggiunge qualche decina di milioni di euro. Computer Support che contava un arretrato di 8 milioni di euro probabilmente non potrà saldare il suo debito con Siae perchè nel frattempo ha dichiarato la bancarotta.

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