
Messaggi selvaggi (Foto: Flickr)
Confuso, arrabbiato, irritabile, ansioso, insicuro, solo, depresso, paranoico, pazzo. Sono alcuni degli aggettivi che mille studenti di 10 paesi coinvolti nello studio “The world unplugged” hanno usato per descrivere come si sono sentiti dovendo stare per 24 ore “scollegati” da tutti i media. I ricercatori dell’Università del Maryland, che hanno condotto lo studio, hanno scoperto che dall’Uganda agli Stati Uniti, dalla Cina al Messico, tutti gli studenti danno in egual misura forti segnali di dipendenza dai mezzi di comunicazione. Continua

L’iPad? Uno strumento che può trasformare l’informazione in distrazione. L’affermazione non suonerebbe di per sé così rilevante se a pronunciarla non fosse stato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Ma come, il Web Presidente ora ha improvvisamente paura delle nuove tecnologie?
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Un esperimento dimostrativo
In principio fu Entertainment Weekly, che portò il digitale tra le sue pagine di carta con le inserzioni pubblicitarie in formato video. Dopo di lui, il nulla o quasi. Adesso un nuovo passo avanti, per la verità molto più articolato e coraggioso di quello osato dal magazine statunitense.
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- biker
- Mercoledì 10 Marzo 2010

Rupert Murdoch (AP Photo/Virginia Mayo, file)
“Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava“.
La frase (epica) pronunciata da Clint Eastwood nel film Il buono, il brutto e il cattivo sembra fatta apposta per raccontare il duello di nervi fra Rupert Murdoch e i padroni di Internet.
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Navigano sempre di più in rete e sono i primi in Europa nella frequenza d’uso del telefonino. Ma nell’ultimo quadriennio, contro ogni previsione, i giovani italiani hanno anche ripreso a leggere libri. Spesso bistrattati dai recenti confronti con i colleghi europei per lo scarsa preparazione e il basso rendimento scolastico (Ocse - Education at glance 2006), gli italiani tra i 14 e i 29 anni sembrano finalmente iniziare a riscattarsi. Dal settimo rapporto del Censis su L’evoluzione delle diete mediatiche giovanili in Italia e in Europa, infatti, emergono interessanti spunti di riflessione sul rapporto tra giovani e media. Il tempo libero delle nuove generazioni italiane è sempre più dedicato alla lettura di libri e alla navigazione sul web. Se nel 2003 i ragazzi mettevano sul gradino più alto del podio la televisione (31%), al secondo posto la radio (29%) seguita da libri (28%) e internet (16%), i dati del 2007 rivoluzionano completamente il panorama. Navigare sul web è ciò che i ragazzi italiani preferiscono fare nel tempo libero (40%). E a tallonare internet c’è la lettura. A sorpresa, il libro è il passatempo preferito da due ragazzi su cinque (39%). Oggi, il 74% dei giovani legge almeno un libro all’anno (+6% rispetto al 2003) e tre ragazzi su cinque ne leggono almeno tre. Ed è qui che gli italiani hanno avuto la loro piccola rivincita culturale sui coetanei di altri paesi europei. Quando non studiano o non lavorano i giovani spagnoli si collegano a internet (40,5%) e guardano la tv (34%). Lo stesso fanno i ragazzi britannici: rispettivamente il 43% usano internet e il 41% prediligono la tv. I giovani francesi e tedeschi amano in primo luogo guardare la tv (rispettivamente 42 e 53%) e poi navigare sul web (37 e 49%). Ma solo i ragazzi italiani mettono al secondo posto nelle attività predilette nel tempo libero, dopo internet, la lettura. Certo, nel paese in cui la telefonia mobile ha la maggiore diffusione e la palma dell’uso in Europa, i giovani italiani non potevano essere da meno. Il 96,5% dei ragazzi dichiara di usare il cellulare, laddove la media europea si attesta attorno all’86%. Tuttavia i giovani spagnoli, francesi e tedeschi leggono abitualmente un 20% in meno rispetto agli italiani. Solo i ragazzi d’oltremanica dedicano un po’ più di tempo alla lettura (+4%) rispetto ai giovani del nostro paese Per quanto riguarda le distinzioni di genere, il libro è preferito dalle donne (42%), mentre gli uomini prediligono il web (51%). La lettura è poi più diffusa nella fascia dei 25-29enni (42% contro il 38% della fascia 19-24 e il 24% dei 14-17enni).
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