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Sabato 7 giugno a Milano tutti in marcia per l’ambiente

La locandina della manifestazione

Legambiente, Federparchi, Lipu e WWF sono tra i promotori della manifestazione “In marcia per il clima“, a sostegno di una proposta per contrastare i cambiamenti climatici dovuti alle emissioni provocate dalle attività umane. La proposta è quella di ridurre in dieci anni del 20% il consumo complessivo di energia attraverso risparmio e maggiore efficienza, di far dipendere per almeno il 20% il fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e di ridurre del 30% le emissioni di gas che alterano il clima sulla terra. “L’Italia”, si legge nell’appello di adesione all’iniziativa, “fino ad oggi ha marciato in direzione opposta, aumentando i propri consumi di combustibili fossili. Ora dobbiamo dimostrare al mondo di saper invertire la tendenza”.
Sabato 7 giugno a Milano sarà una giornata di mobilitazione nazionale. Al mattino, dalle 10 ai giardini di Porta Venezia, piazze tematiche, spettacoli, mostre, concerti, dibattiti. Al pomeriggio un corteo con partenza alle 15 da piazza San Babila. La marcia vedrà impegnate associazioni ambientaliste, come Greenpeace, Forum Ambientalista, Medici per l’Ambiente, a fianco di sindacati e associazioni di categoria, insieme a organizzazioni che si battono per il commercio equo come Fairtrade e Altromercato.
Il “popolo delle energie pulite” che sarà in piazza a Milano preme per un’alternativa energetica alle fonti fossili, e crede in una gestione diversa e sostenibile del territorio e dell’agricoltura (il fallimento del vertice Fao proprio sulla questione dei biocarburanti è storia di questi giorni). Inoltre tutte le organizzazioni promotrici dell’evento respingono con forza ogni ipotesi di ritorno al nucleare.
Non solo manifestazione di protesta e occasione per avanzare proposte e soluzioni, la Marcia per il clima sarà prima di tutto un momento dedicato all’informazione. In Corso Venezia, chiuso al traffico dai Bastioni di Porta Venezia ai Giardini Montanelli, e nei Giardini Pubblici, saranno allestiti gazebo, divisi in aree tematiche, dove i cittadini potranno informarsi sulle cause e gli effetti del cambiamento climatico e sulle alternative di produzione e consumo rispettose dell’ambiente.
Ad accompagnare l’evento, fin dalla mattina, un sottofondo musicale garantito da un sound system, ovviamente alimentato a energia solare.

A Milano il verde pubblico va in verticale

Giardino verticale

Un giardino verticale, alimentato soltanto dall’energia del sole, al posto di un muro cieco, residuo della guerra: nasce così a Milano - con il Patrocinio dell’Assessorato Sviluppo del Territorio del Comune - il “Muro Verde” Enel, alimentato soltanto da energia rinnovabile. In corso di Porta Ticinese 93, il giardino sorge su una struttura alta 18 metri e profonda 60 centimetri, all’interno della quale vivranno 180 piante di specie diversa e accuratamente selezionate, che troveranno proprio sul muro il loro habitat naturale.
L’energia per alimentare l’impianto di irrigazione automatico e garantire la corretta illuminazione notturna verrà fornita dai pannelli solari fotovoltaici posti alla base del muro, che convertiranno l’energia solare in elettricità senza emissioni, producendo circa 1.270 kilowattora all’anno ed evitando l’immissione in atmosfera di 750 chilogrammi di CO2.
Un impianto fotovoltaico è un impianto per la produzione di energia elettrica che permette di trasformare direttamente l’energia solare in energia elettrica sfruttando le proprietà di materiali semiconduttori, quali il silicio. I principali vantaggi di impianti di questo tipo sono l’assenza di emissioni inquinanti, l’estrema affidabilità (vita utile superiore a 25 anni) e costi di manutenzione molto ridotti.
Il “Muro Verde” è un progetto che Enel porterà avanti per un periodo minimo di tre anni, fino a quando partiranno gli interventi di ristrutturazione dell’area adiacente al Museo Diocesano. Nel frattempo i milanesi potranno godersi lo spettacolo di questa gigantesca tavolozza formata dalle varie essenze che, mescolandosi fra loro, garantiranno un forte impatto visivo fatto di colori che cambieranno seguendo il ciclo delle stagioni.

Il 24 maggio “ospedale aperto” all’Humanitas di Milano

Ospedale aperto

Una foto della precedente edizione.

L’ospedale è un luogo di dolore, sofferenza, malattia, o invece un posto in cui si cura, si migliora, si guarisce? Secondo l’Istituto Humanitas di Milano dell’ospedale si può fare, almeno per un giorno all’anno, non solo un centro di alta specializzazione, dove si svolgono cure, terapie e diagnosi, ma un luogo di cultura della salute. Quella cultura che dovrebbe aiutarci a vivere meglio e quindi in ultima analisi anche a frequentare meno gli ospedali.
Così sabato 24 maggio l’Humanitas apre le porte a tutti: familiari dei ricoverati e dei dipendenti, ma anche famiglie che abbiano voglia di passare un pomeriggio all’insegna del benessere e del divertimento, come accade da ormai nove anni. Un’iniziativa all’insegna dell’apertura e della trasparenza che permettere di vivere un rapporto diverso con medici e ospedale entrando nei suoi meandri più segreti, dalle sale operatorie ai laboratori di anatomia patologica.
Ogni anno l’iniziativa si focalizza su una o più attività fisiche. Questo sabato sarà la volta della danza e del calcio. Saranno presenti dei medici (un angiologo, un fisiatra…) che daranno indicazioni su come svolgere questo tipo di attività in salute.
Tra un mini-corso di ballo latino americano e tango e qualche prova di abilità calcistica svolta sotto la supervisione dei preparatori atletici dell’Inter calcio i bambini di tutte le età avranno di che divertisti. Ma cosa c’entra il calcio con la salute?
“Il gioco del calcio è molto formativo, dal punto di vista sia fisico, sia relazionale - spiega Stefano Respizzi, responsabile del Dipartimento di Riabilitazione di Humanitas -. L’attività sportiva stimola infatti uno sviluppo armonico dell’organismo agendo sui muscoli, sul cuore, sui polmoni e sul cervello. Il ragazzo impara a controllare i movimenti e a essere coordinato. Ma occorre fare attenzione alla preparazione atletica, imparando a prevenire gli infortuni, e ricordarsi che la cosa importante è che il ragazzo si diverta e impari la sportività”.
E per chi andrà all’Humanitas sabato 24 maggio sarà anche possibile svolgere gratuitamente alcuni semplici test diagnostici. Non si tratta di vere prestazioni, ma di prove che hanno l’obiettivo di far conoscere alcuni disturbi. Dal test veloce per la celiachia, l’intolleranza permanente al glutine contenuto nel grano, che si svolge in maniera rapida su una goccia di sangue, alla valutazione del rischio vascolare, da un test per diagnosticare la sindrome del tunnel carpale alla prova gratuita dell’agopuntura, svolta grazie all’aiuto di alcuni anestesisti dell’ospedale. E alla fine del pomeriggio grande spettacolo di Flamenco.

Google, l’occhio della telecamera arriva in Italia. Ma solleva dubbi sulla privacy

Webcam a Milano. (credits: Imb)
Nelle ultime settimane un’automobile ha attraversato Roma e Milano a passo d’uomo con una telecamera installata sul tetto. L’obiettivo è di fotografare le strade per costruire una mappa “tridimensionale”, da esplorare come un turista che ammira un quadro di una città: si possono vedere vedere negozi, abitazioni e incroci. Ma anche le persone presenti al momento dello scatto, per strada o davanti a una vetrina. È un progetto di Google chiamato “Street view”. I passanti però non l’hanno presa bene: il corrispondente in Italia del Times, Bernhard Warner, racconta che le persone in strada al momento delle riprese sono fuggite dall’occhio della telecamera. Nascondendosi nei bar più vicini. Giovedi scorso il garante europeo per la protezione dei dati Peter Hustinx ha avvertito “big G” di tenere presenti le leggi locali sulla privacy. Street View è già in funzione in una trentina di città negli Stati Uniti, da New York a San Francisco. Se da una lato è un servizio comodo per automobilisti e turisti, dall’altro le fotografie hanno creato non pochi problemi. Il responsabile per la privacy di Google, Peter Fleischer, ha annunciato che saranno rispettate le norme di ogni singola nazione per la tutela della riservatezza personale. Una delle ipotesi è di rendere irriconoscibili i volti e le targhe delle automobili.

Ma sulle strade delle città italiane sono puntati ben altri occhi, già accessibili al pubblico attraverso internet: chi vuole vedere in diretta Piazza San Babila a Milano può collegarsi con una webcam attiva 24 ore su 24. E così per centinaia di altri centri abitati, da Torino a Firenze. Strumenti utili per chi vuole conoscere il traffico, le condizioni meteorologiche o vedere i tesori artistici di un luogo. Anche se ogni sguardo sottrae un frammento di privacy a chi si ritrova nell’immagine.

Il futuro di Facebook

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