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Muxlim, apre la Second Life dei musulmani

Il mondo online musulmano Muxlim

Chi indossa il velo nella vita normale ora può farlo anche online: un intraprendente imprenditore musulmano, Mohamed El-Fatatry, ha lanciato Muxlim, un mondo virtuale dove i personaggi possono indossare l’hijab e arredare la propria stanza secondo lo stile architettonico dei paesi del Medio oriente. Eppure le nazioni dal Marocco all’Iran sono quelle che restingono l’accesso degli utenti al web: chi, allora, abiterà le stanze di Muxlim?

Gli ideatori si rivolgono soprattutto ai musulmani nel mondo occidentale che vogliono sperimentare un ambiente immaginario dove ritrovare le radici e il senso di appartenenza. Appena entrati, gli utenti possono spendere alcune monete virtuali per comprare i vestiti e arredare la casa: poi, se vogliono fare ulteriori acquisti, devono pagare in monete sonanti per ottenere valuta virtuale. Un modello di business che ricorda quello di Second Life.

Per adesso è una versione in prova: il lancio ufficiale sarà nel 2009. Eppure dal Medio oriente cresce l’attenzione per spazi online dove incontrare persone: se Facebook è un successo in Egitto, i giovani degli Emirati arabi uniti si rivolgono sempre più spesso ai social network per incontrare coetanei.

La globalizzazione sbarca sui mondi virtuali

Abbattere le frontiere tra i mondi virtuali è l’obiettivo del progetto Opensim: una piattaforma sperimentale che permetterà agli avatar di spostarsi tra Second life e altri pianeti online. Una sorta di teletrasporto che consentirà di esplorare altri spazi senza dover affrontare lunghe procedure tecniche. E senza “passaporti”. Per ora è un esperimento, ma è anche il primo passo concreto verso l’interoperabilità per facilitare le “migrazioni” di utenti.
Ormai Second Life non conquista più le prime pagine dei giornali, eppure in questi mesi sono stati lanciati nuovi mondi tridimensionali dove le persone viaggiano e si incontrano. Come rivela un “documentario” sbarcato di recente su Youtube: un vero e proprio tour tra universi virtuali in quaranta tappe. Come il cinese Hipihi: perfino lì si temono contestazioni dei tibetani e del gruppo religioso Falun Gong.

Il documentario su 40 mondi virtuali

Oppure gli avatar in miniatura di Weblin e di Rocketon (ancora in fase di sviluppo): sono in grado di seguire l’utente durante la navigazione sulle pagine del browser, come quelle aperte per controllare la posta elettronica o per guardare un video. E se contemporaneamente altri avatar si fermano sulla stessa pagina online iniziano party o raduni improvvisati. E ancora le stanze tridimensionali e coloratissime di Yoville e Google Lively: luoghi dove si incontrano i membri di Facebook o gli utenti di Google. Nel reportage non manca il classico Second Life, seguito da luoghi molto originali come Webkinz, dove gli avatar sono cagnolini, e Barbie online, un mondo sovrappopolato da bambole bionde.

Una passeggiata nel web con gli avatar di Weblin

Com’è facile fare il giardiniere nei mondi virtuali

Un albero realizzato con il software Dryad. (fonte: Stanford University)
Nella mitologia greca sono le ninfe dei boschi: le Driadi hanno ispirato gli autori di Dryad, un nuovo software per aiutare i neofiti dei mondi digitali a creare in modo semplice alberi in tre dimensioni. Non bisogna imparare linguaggi informatici complicati né è necessario comprare programmi costosi. Dryad appare ai navigatori come una foresta immensa dove si può scegliere tra le varietà di alberi, ingrandendo le aree dove appaiono quelli più affini ai propri gusti. Si clicca poi sulla pianta, salvando un file obj, uno dei formati più diffusi nei programmi di grafica tridimensionali, che potrà essere successivamente utilizzato per “arredare” gli ambienti di un mondo virtuale.

Come spiega alla Techology Review il capo del progetto di Dryad, Vladlen Koltun dell’università di Stanford, l’obiettivo di lungo termine del loro software è di trovare un sistema facile da usare, consentendo alle persone non esperte di disegnare oggetti comuni e individui nei mondi virtuali. E la scommessa è anche quella di “coltivare” in questo modo una generazione di giardinieri virtuali. Secondo autorevoli analisti la navigazione sul web nel futuro sarà sempre più caratterizzata da ambienti tridimensionali: Dryad è uno dei primi tentativi di facilitare la partecipazione di massa all’evoluzione di internet.

Astronauti su Marte in contatto con casa grazie ai mondi virtuali

Nasa
La NASA si appresta a sbarcare su Marte con una storica missione che durerà ben 800 giorni. Oltre due anni di navigazione nello spazio e intorno al pianeta rosso, durante i quali gli esploratori dovranno fare i conti con un ambiente ostico e poco familiare: montagne di ghiaccio, canyon, deserti disabitati e distese color cacao. Parenti e amici saranno lontani oltre 400 milioni di chilometri. Certo, ci sarà la possibilità di ricevere e-mail ed effettuare telefonate, ma basteranno mai a superare il senso di solitudine interplanetario?
Nel tentativo di superare questi scogli psicologici non da poco, la NASA ha ben pensato di ricorrere a strumenti di interazione più umani e coinvolgenti. Come? Utilizzando i mondi virtuali alla Second Life (su cui già da tempo ha avviato un vasto progetto di insediamento) e World of Warcraft per mettere in comunicazione gli astronauti con le persone più care. “Vogliamo permettere ai nostri esploratori di telefonare a casa in un modo che li faccia sentire come intorno a un tavolo con la famiglia, di aiutare i bambini con i compiti a casa e discutere delle scoperte recenti con i loro amici che stanno sulla Terra”, ha spiegato un esponente della NASA a Wired.
L’idea è certamente interessante, ma prima l’agenzia spaziale dovrà risolvere problemi di natura tecnologica: quando Marte si troverà nel punto più lontano dalla Terra, i messaggi potranno arrivare anche con 20 minuti di ritardo.

VIDEO: L’inaugurazione della stazione spaziale della NASA su Second Life

NASA Colab su Second Life

Synthravels, alla scoperta dei mondi virtuali. Con un occhio alla Cina

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/cosmickitty/]Cosmic Kitty[/url] by Flickr)[/i]
Il mondo virtuale più atteso del 2008 è China recreation district, un gigantesco centro commerciale dove le persone potranno fare shopping nei negozi senza muoversi da casa, utilizzando servizi sicuri per i pagamenti online. Gli spazi del nuovo colosso delle vendite online saranno una vetrina globale dedicata soprattutto all’elettronica, all’abbigliamento e ai servizi “made in China”. Anche aziende straniere, però, potranno aprire una loro sede. È un progetto sostenuto dal governo di Pechino: l’inaugurazione è prevista per il prossimo giugno.

Gli avatar di Second Life, insomma, sono sempre meno soli sul web. Altre comunità crescono rapidamente: There, The Sims, Entropia. Chi non è troppo esperto dei paesaggi artificiali nati su internet può rivolgersi a Synthravels, un’agenzia di viaggi virtuali dove guide esperte accompagnano i turisti tra le stanze e i sentieri delle galassie digitali, ancora isolate l’una dall’altra. “Second Life è la meta più richiesta dai nostri utenti” sottolinea Mario Gerosa, uno dei fondatori di Synthravels “ma c’è molto interesse anche per il gioco World of Warcraft. I turisti che viaggiano con noi imparano che in ogni mondo si possono scoprire personaggi e culture locali”. Finora un migliaio di persone ha preso parte all’iniziativa, completamente gratuita: tra le località più gettonate di Second Life, le isole dei grandi marchi (come Dior, Gabetti, Ibm) e quelle new age come Svarga. “La difficoltà principale e più comune è quella di agire in questi spazi: tanti pensano che sia difficile muoversi. Chi ha già giocato con i videogame, però, è molto facilitato” osserva Gerosa.

Per ora gli edifici e gli oggetti dei mondi virtuali somigliano a quelli reali. Ma stanno nascendo culture locali creative: l’ultima tendenza di Second Life, per esempio, sono i ritratti di avatar: l’anno scorso a Brescia è stata organizzata una mostra con una galleria di queste immagini provenienti da Second Life. E si è dimostrata interessata anche la Tate Gallery di Londra.

Che ci facciamo in Second Life? Nuove amicizie e molto shopping

http://www.flickr.com/photos/saschapohflepp/1230445144/
Mentre anche le università italiane iniziano a muovere i primi passi nei mondi virtuali (presto due studenti della Sapienza discuteranno la tesi di laurea su Second Life), arriva un studio che smentisce molti timori che circondano il metaverso più chiacchierato (e criticato) del momento. Alla base della ricerca c’è il tentativo di spiegare perché mai SL piace tanto. In fondo non c’è nessun mostro da uccidere, scopo da raggiungere o punteggio da accumulare. Certo, c’è molto sesso virtuale e gioco d’azzardo. Ma non sembra essere questa la principale motivazione a spingere i residenti a fare log-in ogni giorno. Dal sondaggio condotto da due ricercatori tra oltre 650 residenti è emerso piuttosto che le attività più coinvolgenti sono lo shopping e la socializzazione. Solo il 13,6% dei residenti ha dichiarato di praticare “spesso” o “sempre” cyber-sesso; mentre una risicata minoranza (2,2%) frequenta regolarmente i casino. Nella maggior parte dei casi, invece, i residenti sono per lo più interessati a fare nuove amicizie, teletrasportarsi insieme per scoprire nuovi angoli e isole, al limite flirtare un po’. Molto gettonato anche lo shopping, per personalizzare e rendere più attraente l’avatar personale. E così aumentare le chance di socializzazione, senza per forza voler andare oltre.

I mondi virtuali sono tanti e l’avatar diventa universale

http://www.flickr.com/photos/pathfinderlinden/174071418/
In Italia si sente parlare solo di Second Life. Ma in rete ormai è tutto un proliferare di universi virtuali in 3D, altrettanto affollati e promettenti. Si pensi che all’ultimo Virtual Worlds Expo di San José ne sono stati presentati una trentina (qui una guida rapida in italiano). Altri ancora, come il super-chiacchierato Second Earth di Google, potrebbero presto arrivare, inaugurando l’era del world wide web immersivo e a tre dimensioni.
Quanto basta, però, a far nascere un problema non da poco. Attualmente, ogni singolo mondo rappresenta un’esperienza chiusa in se stessa: non è possibile, ad esempio, spostare il nostro avatar (magari costruito con tanta pazienza) da un universo all’altro.
E’ per questo che IBM e Linden Lab (l’azienda proprietaria di Second Life) hanno iniziato a lavorare su un sistema aperto che consenta agli utenti di creare avatar universali, in grado cioè di poter migrare liberamente da un metamondo all’altro. Si tratterebbe di una sorta di passaporto digitale contenente tutte le informazioni (aspetto fisico, dati personali, memoria) del nostro alter-ego virtuale. Una scommessa non da poco, considerato che per anni si è provato a creare una password unica per i nostri account online, senza alcun successo.
Sempre a proposito di Second Life, dal Giappone arriva poi la notizia di un’interfaccia di controllo remoto in grado di gestire l’avatar senza mouse o joystick, ma con la sola forza del pensiero. Un altro passo verso una più completa identificazione tra la nostra identità reale e quella virtuale?

Il futuro di Facebook

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