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Ask.com: una sola interfaccia, tante fonti. La ricerca si rinnova


La rete è per definizione multimediale e sono sempre più numerosi i navigatori che vanno a caccia di materiali diversi dal semplice testo. Perché allora non dovrebbe essere possibile saltare qualche passaggio e utilizzare un motore di ricerca che consenta di cercare, del nostro attore preferito, direttamente i filmati presenti su internet, o soltanto le news? Ci ha pensato Ask.com, motore di ricerca americano che detiene oltre il 5% del mercato Usa e vuole farsi largo tra i suoi giganteschi concorrenti, Google in testa, personalizzando le ricerche e rendendo più facile cercare ciò che si vuole nella forma in cui serve davvero. Ecco allora che la mascherina della versione americana -in Italia l’innovazione non è ancora sbarcata- offre all’internauta la possibilità di cercare non solo genericamente nel web, ma anche per immagini, all’interno di città o aree geografiche, nei siti di news, nei blog, tra i video, fra mappe e indicazioni stradali oppure all’interno di siti di shopping. Ho fatto una prova con il divo del telefilm Prison Break, Wentworth Miller, alla ricerca di video che lo riguardassero e sono rimasta stupefatta dalla mole di risultati. Posizionando il mouse sul singolo fotogramma si possono vedere i primi due o tre secondi del filmato. Sulla parte destra della schermata il motore di ricerca propone una biografia dell’attore, il suo profilo tratto da Wikipedia, e le news più recenti che lo riguardano. Sulla sinistra invece c’è la possibilità di affinare la ricerca, se cerco interviste, sfondi, gallerie fotografiche del mio idolo. Oppure posso espandere la ricerca al telefilm di cui è protagonista o ad altri film o serie tv cui ha partecipato (e che Ask già conosce e mi propone). O, ancora, posso decidere di visitare i blog in cui si parla di lui o di passare decisamente allo shopping e comprare un bel calendario con il suo faccione.
Anche gli altri motori di ricerca stanno andando nella direzione di ampliare le ricerche a criteri differenti dal solo testo. Lo fanno Yahoo, Microsoft e Altavista, e lo fa Google con il suo mondo di servizi. Anche Dogpile, il motore di ricerca che unisce le funzionalità di diversi motori, ha già provveduto ad aggiungere i video ai suoi criteri di ricerca, ma per adesso l’approccio integrato di Ask.com sembra del tutto originale. C’è da scommettere che i colossi non staranno a guardare.

Google si tinge di nero per amore dell’ambiente

La tecnologia ha un cuore ecologico. O almeno così sembra di intuire a giudicare da iniziative e gadget sfornati da aziende grandi e piccole che aiutano a risparmiare energia, acqua, risorse.
Cominciamo dai pezzi grossi. Il motore di ricerca Google darà ascolto a un blogger ecologista che qualche mese fa gli aveva fatto i conti (energetici) in tasca? Il blogger sosteneva che la sua bella schermata bianca fa consumare al monitor di un computer circa 15 Watt in più di quello che consumerebbe una schermata completamente nera. Moltiplicando il risparmio per i milioni di utenti che ogni giorno, più volte al giorno, consultano il motore, il blogger arrivava alla cifra di 750 Megawatt risparmiati ogni anno grazie a un Goolge versione all black. Detto fatto, è arrivato Blackle che non è affiliato a Google, e che da quando è nato ha già fatto rismparmiare oltre 4 milioni di Watt rispetto a quelli che si consumerebbero con la pagina tradizionale del più popolare motore di ricerca.
Un altro modo di aiutare il pianeta è usare energia solare per ricaricare tutti i nostri piccoli apparecchi portatili. O almeno questa è la filosofia di Solar Technology, società inglese specializzata in dispositivi alimentati a energia solare, che ha sfornato un caricabatterie portatile quasi universale che sfrutta proprio la luce del sole. Essendo inglese, Freeloader funziona anche quando il cielo è parzialmente nuvoloso, e grazie a un kit di cavi molto consistente, può dare energia a telefonini, smartphone, palmari, macchine fotografiche, lettori Mp3, tutta la gamma iPod, la playstation portatile Sony e il navitagore satellitare Tom Tom. In caso di pioggia, Freeloader può essere ricaricato da un qualsiasi computer tramite cavo Usb. Il costo del kit completo, acquistato dall’Italia, è di 50sterline, circa 75 euro. In vendita sul sito ci sono molti altri gadget alimentati a energia solare, tra cui anche diversi ventilatori.

La quantità di prodotti hi-tech gentili con l’ambiente è in aumento anche grazie a concorsi che invitano i giovani designer a riflettere sui temi ecologici. Come Next Generation, concorso di desing inventato dalla rivista americana Metropolis, che nel 2007 ha avuto per tema proprio l’energia. Speriamo di vedere presto in commercio almeno alcuni dei prototipi che hanno partecipato. Come il vincitore, Lunar Resonant Street Lamps, un sistema di illuminazione stradale sensibile alla luce lunare, che permette di risparmiare fino al 95% dell’energia. Oppure il progetto del cinese Reamon Yu, iSave, un display luminoso da collegare a rubinetti e docce, che segnala i litri d’acqua consumati. È alimentato dal flusso stesso dell’acqua ed è un sistema che, visualizzando in maniera chiara e immediata i consumi, può essere un buon deterrente agli sprechi.

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