- Tags: Firefox, iPod, itunes, Mozilla, mp3, music-store, Songbird
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Ci sono almeno tre buoni motivi per cui vale la pena parlare di Songbird, il player musicale che molti considerano il primo vero antagonista di iTunes. Primo: l’iniziativa parte da Mozilla, la comunità Open Source che ha portato alla luce Firefox, con Explorer il browser web più utilizzato al mondo. Secondo: nessuno, finora, è ancora riuscito a creare una valida alternativa ad iTunes. E che Songbird punti a rosicchiare quote al media-player della Apple lo si capisce già a una prima e rapidissima occhiata della schermata di avvio del programma. Che – azzarda Ars Technica - se non fosse per il colore nero dell’interfaccia si farebbe quasi fatica a distinguere da quella di iTunes. Naturalmente, come il più quotato concorrente, anche Songbird permette di importare brani musicali nei principali formati compressi (mp3, quindi, ma non solo), di acquisire podcast, creare e gestire playlist. Le analogie però finiscono qui. Perché di fatto sotto il vestito si nasconde un’anima profondamente diversa, e forse un modo differente di intendere la fruizione dei contenuti musicali. A differenza del servizio offerto da Apple, Songbird non utilizza infatti un modello proprietario per la vendita dei contenuti, ma può interfacciarsi con più negozi di musica online, dallo stesso iTunes Music Store ad Amazon, da CDbaby ad eMusic. Volendo, poi, Songbird può utilizzare una qualsiasi pagina web come una playlist; il che rappresenta una vera e propria manna per tutti quei gruppi “minori” o quelle etichette indipendenti che intendono aprire il proprio personalissimo negozio di musica a un pubblico più ampio.
In ultimo, a favore di Songbird gioca la natura aperta del programma che, proprio come Firefox, può essere arricchito come un mosaico attraverso le “estensioni” create ad hoc da tutta la comunità di sviluppatori. Il risultato è che gli utenti possono di fatto comporre il proprio lettore con le funzionalità che preferiscono, ad esempio aggiungendo le copertine degli album o le note di Wikipedia sugli artisti inseriti in playlist. Basterà per battere Apple? C’è chi sostiene che Songbird non abbia la potenza di fuoco per arrivare a infastidire Steve Jobs e soci. Ma si diceva lo stesso di Firefox ai tempi in cui Explorer non aveva rivali; poi sappiamo bene come è andata a finire.
- Venerdì 14 Marzo 2008

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