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Nikon P80: la compatta che vorrebbe essere una reflex

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Gli anglosassoni la definirebbero una bridge camera, ovvero una fotocamera che fa da “ponte” fra le tradizionali compatte digitali e il mondo reflex. E in effetti la nuova Coolpix P80 di Nikon sembra proprio rivolgersi a quanti non si accontentano della classiche compatte da viaggio ma che al tempo stesso non si sentono ancora pronti per fare il grande salto nella fotografia professionale. Rispetto alle prime, la nuova P80 può vantare un obiettivo decisamente fuori dalla media, sia per la presenza di un sensore da 10 megapixel di risoluzione (con stabilizzatore), sia per “tele” incorporato per ingrandimenti da 18 x. Le dimensioni e il “tocco” non sono ovviamente quelle di una reflex, anche se il design e alcune funzionalità interne sono chiaramente ispirate al mondo professionale. Anche il prezzo (circa 400 euro) si colloca perfettamente a metà strada fra i due mondi.

Con la P80, Nikon ha annunciato anche l’arrivo della S52 e la S52c, una coppia di compatte da 9 megapixel con stabilizzatore e display da 3 pollici. Pezzo forte della dotazione è in questo caso la presenza (sulla versione S52c) di un modulo integrato per la connessione Wi-Fi, che permette agli utenti di collegarsi al web direttamente dalla fotocamera per scaricare gli scatti ed eventualmente condividerle con altri utenti. Da 260 a 300 euro i prezzi suggeriti dal produttore.

Una reflex e sette compatte: Nikon rinnova le digitali

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Raffica di novità in casa Nikon. In un sol colpo, infatti, la casa giapponese ha messo a catalogo otto nuovi modelli digitali, rimpolpando sia il segmento reflex sia quello delle compatte. La novità più attesa riguarda senza dubbio l’arrivo della D60, una reflex base che molti considerano come l’evoluzione della D40X, la “piccola” della casa. La nuova fotocamera si presenta all’insegna della leggerezza (meno di mezzo chilo il peso del corpo macchina) e della semplicità d’uso, senza però rinunciare ad alcune diavolerie tecnologiche tipiche dei modelli di fascia più alta. È il caso per esempio del sistema D-Lighting per la compensazione automatica delle zone d’ombra o della funzione Stop-Motion che consente di creare animazioni basate su immagini catturate a tempi prefissati (come ad esempio un fiore che si apre o un tramonto nelle sue varie fasi). In termini di dotazione, la nuova D60 mantiene l’obiettivo da 10,2 megapixel con un sistema antipolvere che promette di convogliare le particelle “indesiderate” lontano dal percorso d’immagine; sugli scudi anche il display giroscopico integrato, in grado di orientarsi automaticamente secondo il verso di lettura. Sul versante delle ottiche, la D60 viene proposta anche in un kit che comprende il nuovo obiettivo stabilizzato AF-S Dx Nikkor 18-55mm f/3.5-5.6G VR al prezzo di 699 euro.
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Molte le novità anche per ciò che riguarda l’area delle compatte digitali, arricchita da sette nuovi modelli Coolpix, due della serie Life (L16 e L18), quattro della serie Style (S600, S550,S520 e S210) e uno della serie Performance (P60). Su tutti la casa giapponese ha installato sistemi per la riduzione delle vibrazioni e per la stabilizzazione dell’immagine nonché una funzione High Iso per l’ottimizzazione degli scatti in condizioni di luce debole. Presente pure il “pacchetto” di funzionalità Nikon Image Innovations che include il sistema D-Lighting, l’Auto-focus con priorità al volto e il metodo per la riduzione dell’effetto occhi-rossi.

Con Alpha 700 Sony lancia la sua sfida ai colossi Nikon e Canon


Il primo passo era stato compiuto l’anno scorso, con l’acquisizione di Konica-Minolta e con l’uscita della Alpha 100, di fatto la prima vera reflex digitale a marchio Sony. Ora per la casa giapponese arriva anche il secondo tassello per la sua fresca collezione di apparecchi semi-professionali. Si tratta della Alpha 700, una reflex che punta a conquistare le simpatie dei fotoamatori che non si accontentano, quelli che – per dirla senza mezzi termini – sono disposti a spendere cifre superiori ai 1000 euro pur di avere una fotocamera che si posizioni un gradino sopra le moderne macchine consumer. Per fare breccia in questa fascia di consumatori più attenta, Sony si affida a un sensore da 12,24 megapixel effettivi che integra un nuovo sistema di conversione analogico-digitale; in questo modo la nuova ammiraglia reflex promette di contenere il cosiddetto “rumore” in condizioni di bassa luminosità, puntando a riprodurre la grana tipica delle pellicole ad alta sensibilità. Confermati il sistema antipolvere e lo stabilizzatore di immagine già apprezzati sulla Alpha 100; in più la nuova reflex integra un mirino ottico con pentaprisma, un sensore autofocus a 11 punti, e l’uscita per il collegamento diretto ai televisori ad alta definizione di ultima generazione.
Con la Alpha 700, Sony prova a colmare la distanza che ancora la separa dai marchi fotografici più blasonati, Canon e Nikon in primis. In particolare, la neonata reflex di Sony se la dovrà vedere con due ossi duri come la Eos 40D e la Nikon D300. Il prezzo (circa 1400 euro per il solo corpo macchina) appare competitivo, la gamma delle ottiche a disposizione un po’ meno.

Fotocamere, la riscossa delle compatte


Compatte digitali atto terzo. Dopo la scoperta del digitale e la fase dell’evoluzione, il settore delle fotocamere da “taschino” è pronta ad accogliere la terza stirpe della sua progenie. Una generazione certamente più matura che colpisce in prima battuta per l’eccellente rapporto qualità-prezzo. Provare per credere: le compatte di oggi dispongono di risoluzioni elevatissime, hanno funzioni manuali che permettono di personalizzare gli scatti in lungo e in largo e integrano tecnologie piuttosto raffinate. Tanto che per alcuni non è più una bestemmia azzardare paragoni con alcune reflex di fascia bassa.

Quanto ai prezzi, poi, basta raffrontare gli attuali listini dei produttori con quelli proposti solo due o tre anni fa per farsi un’idea della democratizzazione sempre più spinta delle tecnologie per l’immagine: si parte da poco più di 100 euro e non si superano i 400 euro per i modelli al top della gamma.
Ma dove si realizza in concreto l’evoluzione dell’ultima generazione di fotocamere? Non certo nell’incremento della risoluzione (ormai pressoché costante, anno dopo anno), anche se i produttori sembrano spesso sfidarsi in gare di strombazzamento all’ultimo pixel. Decisamente più sostanziosi sono i miglioramenti registrati sul piano della velocità, autentica croce dei primissimi modelli: soprattutto nell’accensione, il gap con le rapidissime reflex non è più così vistoso. Lo stesso dicasi dei sistemi di autofocus, decisamente più raffinati di un tempo e ora in grado di cavarsela in maniera egregia anche in condizioni di luce non ottimali. Non bisogna dimenticare, infine, l’avvento dell’ultima infornata di tecnologie a supporto dell’imaging, dai sistemi cosiddetti AntiShake, per stabilizzare gli scatti mossi, alla recente Face Detection Technology, una funzionalità che permette di individuare il volto umano all’interno dell’inquadratura e di regolare su di esso i parametri principali, come fuoco ed esposizione.

Diamo allora uno sguardo a quello che offre il mercato, partendo dai modelli più accessibili. Decisamente aggressiva nel prezzo (119 euro) è la BenQ Dc C-640, una digicam da 7 milioni di pixel con funzionalità anti-shake (digitale) e face detection; per gli amanti delle soluzioni ultracompattte, il produttore taiwanese propone (al doppio del prezzo) la C700, altro apparecchio da 7 megapixel con display touch-screen che, grazie alla possibilità di registrazione video in continuo, può essere usata come Web cam.
Più o meno allineate sia in termini di tecnologie che di prezzi, Canon e Nikon offrono due modelli di fascia media (circa 320 euro) da 7 megapixel: sono, rispettivamente, la Power Shot A570is e la Coolpix S500, entrambe dotate di stabilizzatore meccanico delle lenti (decisamente più efficace rispetto al digitale) e tecnologia face detection. Per una cinquantina di euro in più, i due colossi giapponesi offrono due interessanti alternative da 10 megapixel, la Canon PowerShot A640, dotata del versatilissimo display snodabile (peccato per la mancanza dello stabilizzatore), e la Nikon P5000, punta di diamante della collezione Coolpix che ammicca ai canoni stilistici delle reflex.
Alle due regine del mercato Pentax contrappone le Optio W20 e W-30, due digitali da 7 megapixel che possono essere utilizzate anche sott’acqua, rispettivamente fino a un metro e mezzo e tre metri di profondità. Vi sembrano pochi? Se amate gli abissi potete sempre acquistare le speciali custodie subacquee che quasi tutti i produttori mettono ormai a disposizione per la fotografia sottomarina. Il consiglio, in questo caso, è di valutare da subito questa eventualità, cercando quei modelli che dispongono già fra gli accessori di un guscio protettivo per l’immersione ad alte profondità.

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Quasi quasi mi faccio la reflex. Digitale

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In principio fu la reflex, per molti la macchina fotografica per antonomasia, l’unica in grado di regalare agli appassionati una reale corrispondenza fra l’inquadratura e la riproduzione sulla pellicola. Poi venne la rivoluzione del digitale, e anche per il mondo delle 35 mm arrivò il momento di guardare con curiosità alla grande frontiera del bit: l’arrivo dei sensori permetteva di godere di nuove e mirabolanti opportunità, prima fra tutte quella di poter rivedere immediatamente gli scatti appena realizzati. Era il 1999 quando Nikon presentò la D1, di fatto la prima reflex digitale progettata ex-novo (non cioé come rielaborazione di un modello per pellicola). Peccato che il prezzo – circa 5 mila dollari – relegasse quel paradiso a un Eden per pochi eletti, nella maggior parte dei casi fotografi professionisti che avevano deciso di compiere il grande salto. Il mercato di massa dovette attendere quattro lunghi anni per avere una reflex a prezzi accessibili: fu Canon, nel 2003, a rompere per prima gli indugi, immettendo sul mercato un modello – la Eos 300D - appositamente pensato per l’uso (e soprattutto per il portafogli) dell’utenza consumer. Finalmente anche il fotoamatore poteva permettersi il lusso di una vera macchina fotografica, con tanto di controllo dell’esposizione, apertura del diaframma, regolazione manuale del fuoco e dei tempi di posa.

A quattro anni di distanza da quella svolta epocale il mercato delle reflex digitali può dirsi pienamente maturo, con cifre di crescita entusiasmanti e prospettive ancora più rosee. Non è un caso che ad oggi tutti i principali player abbiano a catalogo almeno un modello di reflex digitale, con prezzi che in molti casi scendono abbondantemente sotto i 1000 euro. Le attuali eredi delle 35 mm possono contare su sensori decisamente evoluti con risoluzioni fino a 10 megapixel, sistemi “aspirapolvere” e tecnologie anti-vibrazione per consentire anche alle mani meno esperte di ottenere scatti stabili e precisi.
Già, ma quale fotocamera acquistare? Paradossalmente, per l’utente medio di oggi il problema non è più quello del costo, quanto piuttosto quello di trovarsi disorientati al momento dell’acquisto. Qui di seguito vi offriamo una breve carrellata delle principali reflex digitali entry-level presenti sul mercato con alcuni dei loro punti di forza.
Iniziamo da Canon, che propone la Eos 400D (nella foto sotto), ultima erede di quella 300D che, si è visto poc’anzi, ha inaugurato il filone delle reflex digitali di fascia bassa. Piatto forte della cosiddetta digital rebel della casa giapponese è il sensore da 10 megapixel che integra un sistema automatico di pulizia del sensore. E naturalmente il prezzo – circa 830 euro per il corpo macchina – che appare decisamente abbordabile.

Diretta concorrente della Eos è la Nikon D80, anch’essa da 10 megapixel, ma leggermente più costosa rispetto alla rivale (circa 1300 euro); da qui la decisione della casa di introdurre un modello di fascia più bassa, la D40x, una macchina da 6 megapixel venduta a circa 800 euro. Chi volesse spendere ancor meno (circa 600 euro) può orientarsi sull’acquisto dell’Olympus E-400, altra fotocamera da 10 milioni di pixel con dimensioni e pesi da record, che ne fanno probabilmente il modello più facile da maneggiare. Nell’arena delle reflex entry-level non poteva mancare Pentax, che propone addirittura tre modelli - la ist Dl, la K100D e la K10 D - a prezzi decisamente concorrenziali (rispettivamente 690, 790 e 1190 euro) ; da segnalare la presenza di funzionalità di livello superiore (soprattutto sulla K10D) che ne fanno una valida alternativa ai più costosi apparecchi semiprofessionali. Sviluppata proprio in collaborazione con Pentax è la Gx-1S, prima reflex digitale di Samsung, proposta a 699 euro con obiettivi Schneider. Da poco sul mercato è anche la α100 di Sony, un modello basato su meccaniche Minolta dal rapporto qualità-prezzo decisamente competitivo: bastano 800 euro per portarsi a casa un dispositivo (corpo più obiettivo) da 10 megapixel che integra anche un sistema di stabilizzazione dell’immagine. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, dunque; senza dimenticare, però, che la macchina (anche la migliore reflex) non fa il fotografo.

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