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Microsoft Office 2010: tutto casa e ufficio

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Dici Office e pensi subito a lavoro, ufficio, produttività. Ma nel 2010 è tempo di guardare oltre. A ciò che gli utenti fanno in casa, per esempio. E a quelle attività che ormai hanno cambiato il nostro modo di utilizzare il computer. Come i social network.
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Perché Microsoft mette Office gratis su Internet?

Guardiamo ai fatti prima di tutto: Microsoft propone agli utenti della rete una versione leggera online e gratuita di Office: Office Web Apps.
E questa è un’ottima cosa, soprattutto per chi è affezionato a Office.
Per intenderci, Office Web Apps diventa un concorrente diretto di Google Docs (di Google Docs ho raccontato i meriti un paio di settimane fa) e dovrebbe agevolare gli utenti che vogliono lavorare online senza tenersi programmi sul proprio pc.

Ancora non si sa con precisione che cosa offrirà Office Web Apps - annunciato contestualmente alla nuova versione delle applicazioni Office 2010 - salvo il fatto che avrà il wordprocessor, lo spreadsheet, l’applicazione per le presentazioni e quella per le annotazioni.
Viene da pensare che queste applicazioni online potrebbero essere anche migliori di quelle di Google. O, se non vogliamo azzardare, che sarà più semplice interagire fra le Web Apps e Office, cosa che a Google Docs ancora non riesce benissimo.

Come spiegare la mossa di Microsoft?

La spiegazione più sensata è:
- Microsoft vede come pericolosa la concorrenza di Google Docs, quindi preferisce provare a tenersi nella propria sfera di influenza gli utenti, offrendo anche online un’esperienza di lavoro con le applicazioni, simile a quella che hanno offline, con Office.
Va tenuto presente che i ricavi di Microsoft provenienti dal business di Office (e di qualche altra applicazione usata nelle aziende) sono di 14,3 miliardi di dollari con profitti pari a 9,3 miliardi di dollari.

- Microsoft vuole portare traffico Internet nel suo “ecosistema” legato a Bing, il motore di ricerca da poco rinnovato e del quale si dicono cose piuttosto buone.
Portare traffico nell’area di Bing significa però provare a imitirare il formidabile modello di business di Google: più persone stanno on line più viene alimentato il processo virtuoso di visualizzazione e (quindi) vendita dei micro annunci, AdWords. Questa macchina da soldi che Steven Levy ci ha raccontato nel dettaglio qualche settimana fa su Wired.

Ma questo è proprio il punto: con Bing, Microsoft cerca di entrare nel mondo dominato quasi senza contrasto da Google; cerca di riprodurre quel modello di business. Ma con quali possibilità di successo?

Per Google d’altra parte, Google Docs non rappresenta un tentativo di minacciare Microsoft nel suo ecosistema; significa invece contribuire a far restare più utenti dentro la rete, a usare ancora di più il suo motore di ricerca e quindi ad arrivare con buona probabilità sulle pagine su cui la stessa Google porta AdWords. Google Docs è piuttosto coerente con il business di Google. Office online poco con quello di Microsoft. Almeno per ora.

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