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Videogiochi piratati, l’Italia è al primo posto nel mondo

Nintendo Wii

L’Italia è il primo Paese al mondo per videogiochi piratati: un “bottino” annuale di oltre mezzo miliardo di euro: adesso il Governo ha deciso di dire basta.
Quando alla fine degli anni ‘90 si trovavano videogiochi PlayStation copiati su tutte le bancarelle abusive della penisola, nessuno ci faceva quasi più caso. Oggi, con l’avvento di Internet e delle nuove tecnologie, la situazione è ancora più grave e l’Italia si è rapidamente affermata come il primo Paese al mondo per videogiochi pirata, un danno che, considerato il giro d’affari che i videogiochi ormai realizzano nel nostro Paese (circa 1,2 miliardi di euro tra 5 diverse console), è ancora più consistente.

Talmente consistente che è intervenuta persino l’associazione americana dei publisher di videogame (ESA), pubblicando uno studio che dimostra come l’Italia sia al primo posto per numero di videogiochi scaricati illegalmente attraverso Internet (con il 17% di tutti i download illegali portati a termine) e che Telecom Italia è l’ISP attraverso le cui reti viene scaricato il numero maggiore di videogame.
Il problema principale, a detta dei diretti interessati (rivenditori e aziende) è culturale: in Italia acquisire videogiochi e altri contenuti multimediali gratuitamente attraverso la rete non è visto come un reato dalla grande maggioranza delle persone. Eppure per realizzare un videogioco ci vogliono anni di lavoro e molte piccole realtà italiane sopravvivono - e creano posti di lavoro - grazie a questo commercio. Mentre fino a qualche mese fa il problema era ancora limitato, oggi, con la crisi economica che ha eroso il potere d’acquisto, sta assumendo dimensioni drammatiche.
Tanto più che in alcuni casi non è più necessaria neanche la cosiddetta “modifica” (un chip dai installare nelle console per leggere i giochi copiati): su Nintendo DS i giochi pirata girano attraverso una scheda chiamata R4, che viene venduta a fiere itineranti dell’elettronica o da negozianti disonesti, con decine di giochi precaricati. La nuova DSi, che verrà lanciata ad aprile, non sarà piratabile ma molti sono pronti a scommettere che in pochi la compreranno.

Un altro problema è che la Guardia di Finanza e le forze dell’ordine in generale non hanno ancora ricevuto direttive precise sulle azioni da intraprendere per fermare queste chiare violazioni dei diritti d’autore, perché le leggi attuali non sono sufficientemente aggiornate ed esplicite nel vietarne la vendita e anche perchè questo fenomeno non veniva considerato una priorità.
Per questo è intervenuto anche il governo. Il Consiglio dei Ministri ha istituito il Comitato Tecnico contro la Pirateria Digitale e Multimediale, guidato da Mauro Masi, che ha indetto una serie di audizioni con le varie associazioni di settore, tra cui AESVI, l’associazione italiana dei publisher di videogiochi. Per voce del segretario generale Thalita Malagò, AESVI ha chiesto di attuare, con la collaborazione degli ISP, un piano di risposta graduale, sul modello dei programmi già implementati in Francia e Inghilterra, che prevede “l’implementazione di appositi avvisi agli utenti che scaricano illegalmente e la sospensione della connessione Internet a coloro che compiono ripetutamente atti illeciti gravi e a cui siano stati prima rivolti un numero di avvisi a desistere da tale attività”.

LEGGI ANCHE: Sony, vendute 10 milioni di Playstation in Italia

Nokia, con il 2008 il cellulare si trasforma in consolle

Di Guido Castellano

Il 2008 si aprirà con una sorpresa per gli appassionati di videogiochi e cellulari. Con un piccolo software gratuito che si scaricherà da internet, dal sito www.n-gage.com, si potranno trasformare tutti i cellulari Nokia di nuova generazione in altrettante console per videogiochi portatili. E non per i soliti giochetti dalla grafica scalettata e le musiche luna park, ma per veri e propri videogame. Quelli che girano sulle console tipo la Playstation portatile.
La filosofia del primo produttore di cellulari al mondo è quella che ha già fatto la fortuna della Apple con l’iPod. Ossia creare un mondo di servizi via internet che semplifichino e migliorino la vita dell’utente che acquista un oggetto hardware (in questo caso un cellulare, nel caso della Apple un iPod). Servizi a pagamento che permettono di mantenere un contatto con il cliente anche dopo l’acquisto del telefonino.
Il colosso finlandese aveva già provato alcuni anni fa a entrare nel mondo dei videogiochi con un cellulare chiamato N-Gage. Ma il successo era stato modesto. L’innovazione del 2008 è che tutti i nuovi telefonini potranno trasformarsi in console e i giochi si potranno scaricare da internet direttamente sul telefonino. Hanno fiutato il business già tutti i più grandi produttori, tanto che per il lancio della nuova piattaforma, nei primi mesi del 2008, saranno disponibili titoli come Fifa 2008 della canadese Electronic arts, il gioco del calcio più venduto al mondo, o The Sims (sempre della Electronic arts), il simulatore di vita reale più giocato al mondo.
Rispetto ai titoli per console i prezzi saranno più bassi. Un gioco scaricato dal web costerà tra 6 e 10 euro. La piattaforma Nokia offrirà un altro vantaggio ai suoi utenti: grazie all’offerta Try e buy si potranno acquistare licenze di gioco giornaliere o settimanali a prezzi scontati e provare gratuitamente tutti i giochi prima dell’acquisto.

Mario testimonial per Greenpeace contro le console che inquinano

http://www.flickr.com/photos/oscarmota/1155248969/
I protagonisti dei videogame sono sempre impegnati a salvare il mondo. Peccato che le console che utilizziamo per farli entrare in azione contengano una gran quantità di sostanze tossiche, come ritardanti di fiamma bromurati e PVC, che il mondo contribuiscono a mandarlo in rovina. Per questo Greenpeace ha arruolato tre beniamini dei videogiocatori di tutto il mondo (Kratos, Master Chief e Mario) che hanno il difficile ruolo di convincere gli utenti delle rispettive console (PlayStation, Xbox e Wii) a fare pressioni perché i produttori, Sony, Microsoft e Nintendo eliminino dai loro prodotti le sostanze nocive e pericolose per l’ambiente.
Greenpeace ha creato un sito apposito, Clash of the consoles in cui per ciascuna console si trovano i dati riguardanti la politica dell’azienda rispetto alle materie tossiche, i consumi energetici, ma anche il livello delle forze del bene, sotto forma di numero di mail inviate dai consumatori al produttore per richiedere più rispetto per l’ambiente.
Il mercato delle console di videogiochi ha conosciuto negli ultimi anni una crescita esponenziale che ha pochi paragoni con quella di altri prodotti hi-tech: 62,7 milioni di unità vendute nel 2006, con una crescita del 15% sull’anno precedente. E c’è da giurare che venderanno molto bene anche questo Natale. Ma stando alla Ecoguida di Greenpeace, che nell’edizione più recente comprende per la prima volta anche le console, le aziende che le costruiscono sono molto indietro sul fronte del rispetto ambientale al confronto di chi produce altri articoli tecnologici, come cellulari o computer.
Riusciranno i nostri eroi, protagonisti di uno spiritoso video, a smuovere le coscienze e creare una pressione sufficiente sui produttori al fine di spingerli a fare la cosa giusta?

Il video di Greenpeace

Se la Playstation ti toglie il sonno

23 marzo 2007[i](Credits: Ap)[/i]
L’allarme arriva dall’organizzazione britannica Sleep Council: giocare ai videogiochi, stare incollati a pc e telefonini ha effetti negativi sulla salute e sul rendimento scolastico. O meglio: da una ricerca condotta dall’ente inglese risulta che un terzo dei ragazzi britannici tra i 12 e i 16 anni dormono solo dalle tre alle sette ore per notte, spesso con la tv accesa e le cuffie nelle orecchie (il 58% ha nella camera da letto telefono, stereo e consolle per i videogiochi).

Gli esperti hanno ribattezzato questa forma di riposo giovanile come “junk sleep”, ovvero sonno spazzatura: le ore notturne, infatti, sono sempre più spesso dedicate alla vita virtuale, invece che ad una corretta attività onirica, che serve a ricaricare il fisico e, soprattutto, il cervello.

Il risultato è che, in molti casi, la stanchezza arriva all’ora della scuola, il rendimento cala e si ha difficoltà di concentrazione: il 40% dei ragazzi intervistati dichiara di sentirsi stanco già durante il giorno. E studi recenti hanno collegato proprio il fenomeno del poco sonno all’aumento dei casi di obesità giovanile: non dormire porta l’organismo a chiedere cibi fortemente calorici, per soddisfare la necessità della carica energetica che manca. Anche se mettere in fila in un rapporto di causa-effetto playstation, insonnia e obesità sembra comunque azzardato.

Sony Ericsson, il futuro è un telefonino playstation

Dopo Nokia e il suo N-Gage ora toccherà a Sony Ericsson provare a fondere telefonia mobile e gaming. Rispetto al tentativo non proprio fortunato della società finlandese, però, il colosso nippo-svedese potrà contare su un’arma in più, e per di più già pronta in casa: la Playstation. Dal quartier generale della società fanno infatti sapere di avere ufficialmente depositato il brevetto e il marchio di un nuovo apparecchio che stilisticamente si rifà alla PlayStation portatile. Caratteristica principale del futuro Psp-phone sarà, a quanto si vede, la presenza di un display centrale rotante che, a seconda della posizione, potrà essere utilizzato come schermo telefonico, come console di gioco, o ancora come mini-tv.
Per Sony-Ericsson si tratterebbe del terzo atto di una strategia di valorizzazione delle sinergie interne che ha già portato allo sfruttamento del marchio Walkman per la propria gamma di music-phone e della tecnologia Cyber Shot per lo sviluppo di cellulari dedicati agli appassionati di fotografia digitale.

Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto Il futuro di Facebook
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
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