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Dodici atomi per fare un bit? Roba a non crederci. E fidatevi di quello che vi dico anche se magari non sapete nemmeno cos’è un bit e vi sentite spaesati come Marty McFly davanti agli 1,21 gigowatts del dottor Emmett Brown in Ritorno al futuro. Fidatevi e pensate che questa notizia potrebbe cambiare radicalmente lo scenario dello storage, quella branca dell’informatica che si occupa dell’archiviazione dei dati. Nel futuro, per dirla senza troppi giri di parole, avremo dispositivi in grado di archiviare milioni di dati in unità piccole, piccolissime. Roba che l’hard disk sembrerà a confronto un oggetto preistorico. Continua

Lavatrici vuote (DenisDenis@Flickr)
Cestinate il vostro detersivo al sapone di Marsiglia, appendete lo stendi-panni al chiodo, mettete la lavatrice in soffitta: presto i vostri vestiti non avranno più bisogno delle vostre cure e, soprattutto, dei vostri lavaggi; basterà un passeggiata all’aria aperta per rimetterli a nuovo. Fantascienza? No, a quanto pare: un gruppo di ricercatori cinesi starebbe infatti lavorando su quello che molti hanno già ribattezzato “il tessuto autopulente”. Continua

(HRL Laboratories LLC - Dan Little)
Immaginate un materiale fatto di aria al 99,9% di aria, cento volte più leggero del polistirolo. Roba che se lo appoggiate su un soffione lo vedreste rimanere (miracolosamente) in equilibrio sospeso. Continua

Credit: Ansa/Franco Silvi
A quasi cinque anni dall’uscita del primo iPhone, l’oggetto che più di ogni altro ha segnato il passaggio dalla telefonia mobile 1.0 al fantastico mondo degli smartphone tuttofare, com’è cambiato l’approccio degli italiani con il proprio compagno digitale? A tracciare un primo bilancio ci ha provato A-Tono, agenzia di marketing interattivo multicanale che ha commissionato ad AstraRicerche uno studio sugli usi e costumi dei nostri connazionali dinnanzi ai cellulari di nuova generazione.
Ciò che ne è uscito è uno spaccato piuttosto variegato che ci mostra almeno cinque grandi profili tipo dell’utente tricolore in base al rapporto più o meno stretto con le nuove tecnologie mobili. Continua

Agli italiani piace navigare su Facebook e sugli altri siti sociali. Lo dice una ricerca presentata da Nielsen in occasione della Social Media Week secondo la quale ben l’84% dei nostri connazionali frequenta blog e social network spendendo in media circa un terzo del proprio tempo online. Continua

(Credits: Nokia)
Il cellulare – pardon lo smartphone – sta diventando uno strumento fondamentale anche nel rapporto fra consumatori e aziende. Lo rivela un sondaggio effettuato da Weber Shandwick su 2000 utenti in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, che si è concentrato proprio sul cosiddetto smart marketing, ovvero sulle strategie di comunicazione e promozione orientate ai telefonini di ultima generazione. Continua

(Credits: Sony-Ericcson)
Più parli e più ti ricarichi. Sembra lo spot di una compagnia telefonica e invece è l’estratto di una ricerca condotta da un team di scienziati dell’Università Sungkyunkwan di Seoul dall’obiettivo piuttosto ambizioso: utilizzare la voce umana come fonte energetica per ricaricare le batterie dei cellulari. Continua

Foto: Flickr
In Italia sono 1 milione e 250 mila le donne che vivono con una diagnosi di tumore. Il più diffuso in assoluto è il tumore al seno che colpisce circa una donna su 10 e, con un tasso di mortalità del 17% di tutti i decessi per causa oncologica, resta la prima causa di morte per tumore tra le donne. Una donna su 100 è colpita da tumore alle ovaie e una ogni 10.000 dal tumore alla cervice uterina. Negli anni però la mortalità di tutti i tumori è diminuita: si calcola che tra il 1998 e il 2005 sia calata del 12% tra gli uomini e del 6% tra le donne. Continua

Discovr è un software per iPad (e iPhone) con cui andare alla scoperta di musica esplorando in maniera interattiva una mappa che lega tra loro cantanti, band e compositori ricercati.
Il punto di forza dell’app è sicuramente il diagramma dei legami tra artisti che mostra e suggerisce musica “simile”. Altrettanto interessanti sono le schede riassuntive che permettono di approfondire ogni singolo nodo, non importa che si tratti di musica pop, jazz, metal o classica.
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Il porno rimane ancora uno dei lidi preferiti da chi naviga sul Web. E anche uno dei più pericolosi.
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