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Windows Phone può davvero battere Apple iOS? Parliamone

(Credits: Microsoft)

(Credits: Microsoft)

Su Mytech abbiamo dato spazio alle previsioni di uno degli analisti più influenti del mondo delle nuove tecnologie, IDC, che la scorsa settimana ha pubblicato un report sul mercato degli smartphone che ha fatto parecchio discutere.

Un documento clamoroso, per certi versi, perché traccia uno scenario piuttosto distante da quella che è l’attuale gerarchia fra i produttori di sistemi operativi per i cellulari evoluti: da qui al 2015 - si legge infatti nel testo - Windows Phone supererà Apple come numero di licenze installate. Continua

Google 2020: il motore di ricerca del futuro

Un box su una pagina bianca e, in alto, la scritta Google: così si presentava già dieci anni fa un motore di ricerca che puntava sulla velocità e sulla semplicità, quando tutti gli altri rivali si arricchivano di contenuti, servizi, pubblicità. Dopo dieci anni la scommessa è vinta: la maggior parte delle persone che naviga sul web usa Google come la bussola per orientarsi in rete. E ora, quali sono le scommesse più visionarie dei due fondatori, gli ex ragazzi prodigio Sergey Brin e Larry Page, per i prossimi anni?
Spingere la ricerca di informazioni nel codice della vita, tra i geni: 23andme è una società finanziata da “Big G” che analizza alcune mutazioni del dna per 999 dollari e permette di conservarne una copia digitale in una cartella privata online, come se fosse una fotografia. All’orizzonte, la grande corsa verso la medicina genetica, sostenuta da competizioni scientifiche come l’X Prize per il sequenziamento dell’intera doppia elica.

L’altra faccia della medaglia: Google come Grande fratello del XXI secolo

Ma la continua esplorazione di Google per scoprire e archiviare nuove informazioni alimenta anche un sogno antico, quello della biblioteca di Alessandria, simbolo della conoscenza universale perduta. Nel 2007 più di un milione di volumi sono stati copiati in formato digitale per essere sfogliati in Google Book Search. Cronache, romanzi, manuali, poesie: un frammento della memoria di generazioni diventa accessibile direttamente da casa. Ma Brin e Page non hanno trascurato l’ambiente. Il riscaldamento globale e i mutamenti climatici conquistano le prime pagine dei giornali. E lo sviluppo di fonti rinnovabili sta accelerando: eolico, solare, idroelettrico. Da poche settimane nNegli Stati Uniti “Big G” è diventato il principale investitore nell’energia geotermica: con un assegno da 6 milioni di dollari ha finanziato AltaRock Energy, una società che vuole sfruttare il calore nelle profondità della Terra per ricavare energia elettrica.
In strada, in vacanza, in treno: trovare l’informazione che serve al momento opportuno è la promessa dell’”internet mobile”, il web raggiungibile dovunque, in qualsiasi momento con cellulare, un computer portatile, un palmare o qualsiasi altro dispositivo. Per confrontare, per esempio, i prezzi dei ristoranti nel quartiere. E i due nuovi arrivati dai laboratori Google, il browser Chrome e la piattaforma software Android, sono parte integrante di questa nuova scommessa.

Il logo di Google

Panimages, un clic per trovare fotografie in centinaia di lingue


Rose, orchidee, tulipani: sono milioni le immagini di fiori su internet, ma ogni popolo le chiama con la sua lingua. Per non parlare degli ideogrammi cinesi o dell’alfabeto indiano. Un patrimonio che rischia di non essere accessibile a tutti. Come fare per scoprire rapidamente le traduzioni e sfogliare sul web un album fotografico immenso, dal Giappone all’Estonia? I ricercatori dell’università di Washington hanno avuto un’idea: Panimages, un motore di ricerca in cui basta scrivere la parola “fiore” per trovare fototografie in altre lingue, come cinese, francese, tedesco. È, insomma, la chiave d’accesso a una collezione globale di immagini di paesaggi, persone, città.

Dalla lingua degli indiani cheyenne all’esperanto, dalle arcane sillabe in hmong ai dialetti italiani come piemontese e siciliano: sono trecento le lingue di Panimages e 2,5 milioni le parole memorizzate nella sua banca dati. Un sistema che può aiutare le minoranze linguistiche a esplorare internet perché rende accessibili le immagini etichettate in inglese, l’idioma più utilizzato sul web. Il progetto è in crescita: ogni utente può partecipare aggiungendo nuove traduzioni, creando così un vocabolario condiviso. Le immagini sono raccolte dagli archivi di Google e dalla community di fotoamatori Flickr.

Il futuro di Facebook

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