Leggi tutte le notizie su:


rifiuti

Rifiuti: ne produciamo meno ma smaltirli ci costa di più

Rifiuti a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli (Credit: Ansa)

Rifiuti a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli (Credit: Ansa)

Mentre Napoli ancora combatte con i suoi cumuli di immondizia che rappresentano ormai un serio rischio per la salute pubblica, l’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca ambientale pubblica il Rapporto rifiuti 2011, dal quale emerge per l’Italia un andamento positivo.

Continua

Ecco l’auto del futuro: liquami al posto della benzina

Bio-Bug Beetle (credit: GENeco)

Bio-Bug Beetle (credit: GENeco)

Doc, lo scienziato pazzoide di Ritorno al futuro, a quanto pare aveva visto giusto. Nel secondo episodio della saga, infatti, lo vediamo alimentare la sua De Lorean, l’auto che viaggia nel tempo, con una manciata di rifiuti presi direttamente da un bidone della spazzatura. Che il carburante di domani possa essere la spazzatura è il sogno di tutti, ma alzi la mano chi osava pensare che un giorno avremmo usato il liquame al posto della benzina.

Continua

L’hotel che salva la spiaggia è fatto di spazzatura

Save the beach

Save the beach

Sulle coste italiane sventolano centinaia di bandiere blu, ma chiunque frequenti le spiagge sa che per ogni vessillo che segnala acqua pulita e servizi efficienti ci sono chilometri di litorale assai meno impeccabili e in alcuni casi lasciati al più totale abbandono, cosparsi di rifiuti. E proprio di rifiuti è fatto un hotel più unico che raro che sta per aprire per soli tre giorni i battenti a Roma. Continua

Gadget verdi e spazzatura tecnologica: le sfide dell’hi-tech

Corky, il mouse senza fili e senza batteria (Credit: Greener Gadgets)

Corky, il mouse senza fili e senza batteria (Credit: Greener Gadgets)

Quali sono i gadget tecnologici più verdi del momento? Quelli presentati alla conferenza Greener Gadgets tenutasi qualche giorno fa a New York. Oltre a un fitto programma di dibattiti e presentazioni, la conferenza ha infatti organizzato una gara per i progetti di design che meglio sanno abbinare la tecnologia alla sostenibilità ambientale. Continua

Mappe per l’ambiente: sull’iPhone e non solo

Una schermata dell'applicazione

Una schermata dell'applicazione

L’ultima follia dell’iPhone? Una mappa dettagliatissima del mezzo milione di alberi presenti a New York, censiti fino all’ultimo ramo, registrati fino alla più rigogliosa fronda. L’applicazione si chiama Trees Near you e chi la scarica (sul sito trovate una demo) può conoscere il numero esatto, la tipologia e perfino il diametro del tronco di ogni singolo esemplare presente in ciascuna strada di Manhattan e dintorni, e anche farsi un’idea del contributo che questo esercito verde dà all’ambiente. Quanta Co2 incamerano i 3.000 alberi presenti nella porzione di mappa inquadrata sullo schermo? Quanta ombra fanno e quindi quanta aria condizionata in meno possono usare abitazioni e uffici nelle vicinanze?
Continua

Niente shopping e rifiuti al minimo: così inizia la settimana amica dell’ambiente

Vivere verde (credit: http://www.flickr.com/photos/mcgraths/3597037843/)

Sto partecipando al No Impact Week experiment, la settimana a impatto zero promossa dal blog ‘Huffington Post e ideata da Colin Beavan, l’uomo che ha vissuto con la sua famiglia per un anno a impatto zero (per trarne poi un libro e un documentario).

La missione della domenica, il primo giorno della settimana “no impact”, era piuttosto facile: riconsiderare i propri consumi ed evitare di fare acquisti di nuovi beni, a parte quelli di prima necessità come il cibo.
Continua

Una giornata senza borse di plastica

Un sacchetto di plastica

Ogni anno in Italia oltre 4 miliardi di borse di plastica non biodegradabili finiscono in mezzo ai rifiuti. Eppure quei sacchetti, emblema perfetto della cultura usa-e-getta, mentre da noi ancora abbondano in supermercati e negozi altrove stanno diventando merce rara. Per fortuna. Già, perché produrle causa emissioni, è impossibile riciclarne la plastica, e una volta abbandonate nell’ambiente fanno danni incalcolabili, soprattutto alla fauna marina.

La Finanziaria del 2007 ne aveva predisposto la messa al bando anche in Italia, come da direttiva Europea. Ma dal gennaio 2010 il bando è slittato al gennaio del 2011, il che vuol dire che per un altro anno continueremo a produrle e a utilizzarle. Oppure no. Come consumatori siamo liberi di scegliere non solo cosa comprare ma anche come portarcelo a casa. Perciò in attesa che gli impalpabili ma letali sacchetti vengano mandati ufficialmente in pensione, potremmo cominciare a smettere di usarli e a rifiutarli nei negozi che ce li vogliono dare.
Continua

Rifiuti: riciclarli stanca, ridurli non paga

Rifiuti di vetro

Sono appena tornata da Londra dove ero ospite di una coppia di professionisti. Vivono in una bella e piccola casa nello stupendo quartiere di Greenwich, circondati da una natura rigogliosa, a due passi da un enorme parco tenuto alla perfezione.

Manco a dirlo fanno la raccolta differenziata dei rifiuti. Pur nello spazio limitato della loro cucina, i due coraggiosi cittadini eco-responsabili hanno trovato posto per diversi cestini: quello per tutti i rifiuti organici, buoni per il compostaggio, quelli per vetro, plastica, alluminio e carta, quello per la spazzatura irrecuperabile.

Sembra piuttosto facile all’inizio, ma ben presto capisco che sto commettendo degli errori. La carta va nel cestino dei riciclabili, ma non quando è sporca (scottex usati). Il sacchetto nuovo con cui voglio sostituire quello pieno di bottiglie non è del colore giusto: se metto il vetro nel sacchetto del colore sbagliato non verrà riciclato. Insomma la raccolta differenziata fatta bene richiede non solo una discreta disponibilità di spazio ma anche una notevole disciplina.

Qui tutti sembrano attentissimi al problema dei rifiuti, eppure è in atto una campagna di sensibilizzazione dei londinesi che a quanto pare comprano sempre più roba usa e getta e quindi producono una quantità di rifiuti insostenibile: dovrebbero riciclare tre volte di più.

Tornata a casa comincio a chiedermi quanta della plastica e del vetro che separo dal resto della spazzatura approdi effettivamente a una nuova vita, dal momento che, anche a essere estremamente scrupolosi, basta dare un’occhiata alle campane in cui si rovesciano bottiglie e flaconi per capire che i miei concittadini spesso non lo sono affatto. Lo sapete che bisogna togliere il coperchio in latta dalle bottiglie di salsa per poter davvero riciclare il vetro? E che bisogna anche sciacquare le medesime bottiglie e non rovesciarle sporche di sugo nel cassonetto?

Okay, non siamo dei riciclatori perfetti, del resto non è che sul tema le informazioni abbondino: forse qualcuno dovrebbe spiegarci una volta per tutte come fare, magari con dei cartelli posti sopra alle campane, in modo che se uno si sbaglia una volta poi non si sbaglia più.

E se negli Stati Uniti c’è chi segue il percorso dei rifiuti con l’aiuto della tecnologia, in Germania la raccolta è ancor più mirata. Qui il vetro non viene genericamente scaricato nel bidone “Vetro”, bensì diviso in vetro verde, marrone e trasparente. Sono talmente avanti che possono permettersi di badare anche all’estetica.

Ma se da noi i rifiuti non riusciamo ancora a separarli efficacemente e mancano del tutto dati sul loro effettivo recupero e riuso, non potremmo almeno cominciare a ridurli? Forse incoraggerebbe a farlo un sistema di tassazione che non calcolasse l’importo da versare per la raccolta dei rifiuti basandosi sui metri quadrati dell’appartamento di residenza bensì su parametri un po’ più affidabili, come il numero degli abitanti. Se vivo da sola in una casa grande pagherò comunque molto: che interesse ho a produrre meno rifiuti?

Etichette “trash” per mappare il ciclo dei rifuti

rifiutiaperto

Sacchetti neri. Frammenti di carta. Bottiglie di plastica accartocciate. In una parola: rifiuti. Ma dove vanno dopo essere stati gettati nei cassonetti? Il percorso dalle abitazioni fino allo smaltimento e al riutilizzo può diventare una lente d’ingrandimento per vedere le abitudini dei cittadini e il ciclo di smaltimento degli scarti.

Diventando, così, una sorta di mappa della sostenibilità.

Non è solo fantasia: a New York e Seattle uno dei principali centri di ricerca statunitensi del Mit sta tracciando il percorso quotidiano dell’immondizia. Dal cassonetto in poi. Nome in codice del progetto: Trash track.

Un gruppo di volontari applica etichette rfid ( dispositivi rintracciabili in radiofrequenza, una tecnologia utilizzata anche in alcuni badge) all’immondizia (chiamate “trash tag”): attraverso i satelliti è possibile localizzarle e seguirne gli spostamenti nelle strade della città. Tutto in tempo reale. L’obiettivo? Aiutare la consapevolezza ambientale dei cittadini che in qualsiasi momento possono sapere dove si trova la bottiglia di latte che hanno gettato via il giorno prima.

L’idea di “Trash track” è di un architetto torinese, Carlo Ratti, direttore del laboratorio Senseable city al Mit.

L’anno scorso ha raccolto una sfida simile: ricostruire il flusso delle conversazioni da New York verso l’estero. Svelando la divisione etnica dei quartieri della città.

Trash track è un tassello che si aggiunge ad altri strumenti simili per migliorare la percezione del proprio impatto sull’ecosistema, come i calcolatori online delle emissioni di anidride carbonica.
Monitorando, infatti, i consumi individuali o familiari di energia elettica, gli spostamenti giornalieri e altre abitudini si può scoprire il proprio impatto in termini di C02 equivalente, cioè trasformato in quantità di anidride carbonica. Un primo passo per modificare il proprio stile di vita in modo compatibile con l’ambiente.

Dal giornale al cemento, una nuova forma di riciclo

Pareti di giornale?

Bestseller mancati e giornali spazzati via da internet o da evidenti difetti di qualità e credibilità: un efficace richiamo a fare meglio il mestiere di scrivere potrebbe essere rappresentato dall’idea di un gruppo di ricercatori del dipartimento di ingegneria meccanica della portoghese università di Minho, guidati da Fernando Castro e Candida Vilarinho, ed è spiegata in un articolo pubblicato dall’International Journal of Materials Engineering Innovation. L’industria cartaria produce infatti non pochi rifiuti, numerosi materiali organici e inorganici, che si sono rivelati utili per ricavarne il clinker, elemento necessario per la produzione del cemento. Il processo con cui dal legno si ottengono le paste per la realizzazione della carta prevede un trattamento chimico con l’uso di sostanze come l’idrossido di sodio, che assicura una buona qualità della lavorazione, ma può rappresentare un pericolo per l’ambiente, a causa dei prodotti di scarto. Che è possibile neutralizzare incorporandoli in materiali da costruzione, in quantità minime comprese tra lo 0,13 e lo 0,25 per cento. I ricercatori lo hanno dimostrato con esperimenti condotti durante la normale produzione industriale del cemento in un impianto portoghese, che anche con il nuovo metodo ha messo a disposizione un prodotto finale non meno robusto del cemento convenzionale. E soprattutto, mentre venivano effettuati i test, è stata analizzata la composizione delle emissioni gassose, senza che siano stati riscontrati effetti significativi conseguenti all’incorporazione nel procedimento dei rifiuti dell’industria cartaria. A dimostrazione che già solo lo sfruttamento di questi ultimi, si è rivelata un’ottima idea dal punto di vista economico e ambientale. Mentre la carta pronta per essere stampata è ancora a disposizione, per il momento, di giornalisti e scrittori.

Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

RSS Mytech

  • An error has occurred; the feed is probably down. Try again later.
Panorama annunci

Archivi

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • Applicazioni Mondadori
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!