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Sembra un’eternità, ma non sono passati più di sette anni da quando il browser di casa Microsoft tiranneggiava in Rete, occupando il 95% del mercato combinato (desktop e mobile). Questa notte, Internet Explorer ha toccato il punto più basso di sempre, i dati resi pubblici dall’agenzia NetMarketShare lo posizionano sotto la soglia psicologica del 50%, con uno scoraggiante 49,59%.
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Soprattutto per quanto riguarda i browser, Apple ha una politica molto rigorosa nell’AppStore: tutti devono essere basati su MobileSafari, non possono utilizzare un proprio motore, ma possono integrare modifiche nell’interfaccia e aggiungere alcune funzionalità non incluse nel browser nativo di iOS. Da più di un anno, ormai, lo Store di Apple ha visto nascere tantissime alternative a Safari per iOS, alcune molto valide, altre meno. In questo post ne vedremo in dettaglio tre.
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- mubasa
- Mercoledì 23 Marzo 2011

Sull’affidabilità di Internet Explorer non ci sono mai stati dubbi. Qualcuno in più, semmai, sul suo look e soprattutto sulla sua velocità. Non è un caso che Microsoft si sia mossa in questi ultimi mesi per dare al suo browser una nuova veste e un pizzico di spunto in più per rintuzzare le offensive dei principali concorrenti sul mercato, ovvero Chrome, Firefox e Safari. Un lavoro che può dirsi concluso con l’uscita Internet Explorer 9 (scaricabile in beta da questo indirizzo), ultimissima versione del browser della “e” azzurra, che festeggia proprio in queste ore i primi 10 milioni di download.
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C’è chi ironizza sul fatto che Steve Jobs questa volta non si sia impegnato granché forse perché in ballo c’era un software destinato al sistema operativo del rivale di sempre, Bill Gates. Fatto sta che la tanto attesa versione di Safari per Windows si è rivelata, almeno al suo debutto, un autentico buco nell’acqua. Questione di stabilità, o meglio di instabilità. Già dopo poche ore arrivava dalla rete la segnalazione della prima criticità del browser, un bilancio che saliva di ora in ora fino all’impietoso responso finale: 18 falle in un solo giorno, alcune delle quali anche piuttosto facili da vedere come si può notare da questo video.
Unanime il coro di critiche provenienti dalla rete: The Register parla di fallimento, News.com di browser insicuro, “C’è qualcuno sano di mente che farebbe girare Safari su Windows?” si chiede addirittura Wired. Insomma, non proprio quello che si aspettavano gli utenti Windows che hanno scaricato il software (quasi un milione nei primi due giorni del lancio), dopo gli sfavillanti annunci diramati dalla casa di Cupertino: “Il browser più veloce che gira su Windows, capace di visualizzare le pagine web fino a due volte più rapido rispetto a Intenet Explorer e fino a 1.6 volte più velocemente rispetto a Firefox 2”.
I più strenui sostenitori della Mela obiettano che si tratta pur sempre di una versione beta e che, come tale, non può essere giudicata con troppa severità. Ma raramente Apple aveva steccato la prima in modo così clamoroso. Non è un caso che la società sia corsa immediatamente ai ripari mettendo online una versione rattoppata del browser. La domanda, allora, sorge spontanea: perché lanciare sul mercato una release così acerba, con il rischio di perdere in partenza la battaglia contro Microsoft e Mozilla? In realtà, la risposta potrebbe nascondersi dietro l’imminente debutto dell’iPhone. Per molti, infatti, Apple avrebbe rilasciato una versione del browser in fretta e furia per permettere a tutta la comunità di sviluppatori di Windows di creare applicazioni per il suo prossimo gioieillino portatile, che, guarda caso, si basa proprio su Safari.
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