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salute

Obesità: chi dorme poco rischia di più

(iStockphoto)

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di Angelo Piemontese

Che dormire poco aumenti il rischio di obesità è stato assodato da vari studi. Una conferma arriva da una ricerca appena pubblicata su Current Biology, dove ricercatori dell’Università di Monaco, guidati da Till Roenneberg, hanno anche analizzato le cause della cattiva qualità del sonno. Il fatto di dormire male dipenderebbe da una sindrome detta «jet-lag sociale»: uno sfasamento delle proprie abitudini naturali rispetto ai ritmi imposti dalla vita sociale, soprattutto gli orari lavorativi. Come il jet-lag del cambiamento di fuso orario, anche quello sociale provoca un’alterazione del ritmo veglia-sonno, diminuendo le ore di riposo e favorendo la predisposizione a fumo, alcol e a aumento di peso. Continua

“Stronger”: l’allegria di un video per sdrammatizzare la malattia

Una scena del video "Stronger"

Una scena del video "Stronger"

Chris Rumble, ragazzo ventiduenne americano dello stato di Washington, ha creato uno dei video “virali” più visti del momento su Youtube. Uno dei più allegri e scanzonati, ma allo stesso tempo uno dei più drammatici. Chris ha trascorso un lungo periodo della sua vita da malato di leucemia, in un ospedale pediatrico di Seattle. Poi ha avuto l’idea: un video musicale allegrissimo, girato nelle corsie di quello stesso ospedale. Così armato di telecamera è partito per la sua avventura. Sulle note della canzone Stronger di Kelly Clarkson ha fatto cantare medici, pazienti, infermieri, parenti dei malati. Il risultato è quello che potete vedere qui. Stronger è diventato un inno alla vita che va oltre la malattia, oltre i confini della corsia dell’ospedale. Continua

Crisi: suicidi prevenibili. E attenzione all’effetto emulazione

Negozio chiuso (Credit: Ansa/Franco Silvi)

Negozio chiuso (Credit: Ansa/Franco Silvi)

Sono 35 le persone che si sono tolte la vita per problemi legati alla crisi economica dall’inizio dell’anno. Una strage silenziosa che coinvolge soprattutto piccoli imprenditori, ma anche negozianti e impiegati o pensionati sopraffatti dai debiti. Parlarne, sui giornali, in tv sul web, aiuta o crea invece un rischio di imitazione? Il suicidio, che sembra un atto definitivo e ineluttabile, è invece prevenibile? Lo abbiamo chiesto a uno dei maggiori esperti italiani sull’argomento, Maurizio Pompili, psichiatra e responsabile del Centro per la prevenzione del suicidio dell’Ospedale Sant’Andrea - Sapienza Università di Roma. Continua

Salute in tavola. L’ultimo anticarie? Il vino

Salute in tavola. L’ultimo anticarie? Il vino

di Bepi Castellaneta

In vino veritas, dicevano gli antichi romani. Ma non solo: perché in un calice di quello che in età classica era considerato il nettare degli dei c’è anche un bel po’ di salute. A patto di non eccedere, naturalmente. Basta un bicchiere al giorno per farne una bevanda preziosa per l’organismo. Continua

Sesso e cuore non sono nemici

Salute: sesso e cuore non sono nemici

Non è facile tornare alla normalità dopo un attacco di cuore: si rimane pieni di dubbi su ciò che si può fare «proprio come prima». Compreso il sesso: uno dei sorvegliati speciali, perché molti hanno il timore di ricominciare. E leggere notizie di cronaca come quella di qualche giorno fa, di un anziano stroncato da infarto mentre si divertiva con donne e Viagra, fa aumentare le paure. Che il sesso, in certe condizioni, sia controindicato per la salute del cuore? Continua

Tra intuizione e razionalità, ecco come funziona il nostro cervello

Mappa delle fibre cerebrali elaborata attraverso la risonanza 3D (Ansa)

Mappa delle fibre cerebrali elaborata attraverso la risonanza 3D (Ansa)

Homo sapiens o homo intuitivus? Siamo sicuri di essere una specie razionale, capace di tenere a freno istinti ed emotività quando si tratta di ragionare? Il Nobel Daniel Kahneman, titolare della cattedra di psicologia a Princeton (ha ricevuto il Nobel nel 2002 per l’economia) smaschera i nostri errori di ragionamento nel saggio Pensieri lenti e veloci (Mondadori). Una mappa avvicente e meravigliosamente raccontata di come funziona il nostro cervello.

di Piero Legora

Siamo esseri razionali, fatti per seguir virtute e canoscenza, o viviamo in balia di intuizioni e presentimenti? La prima ipotesi è più lusinghiera, certo, ma la realtà è ben diversa: l’intuizione permea la maggior parte delle nostre scelte, perché è la risposta standard della mente a ciò che ci accade intorno, mentre la razionalità è pigra e si risveglia solo quando l’intuizione è in panne. Continua

Salmone, ginnastica e computer: così si protegge la mente

Panini preventivi (Credit: Flickr)

Panini preventivi (Credit: Flickr)

Gli alimenti che mangiamo e le attività con cui ci teniamo impegnati hanno entrambi un ruolo cruciale nel proteggere la nostra memoria, anche dal rischio rappresentato da malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Due studi recenti danno suggerimenti importanti per la prevenzione. Continua

C’era una volta un cancro: il sorriso di quindici donne coraggiose

Giovanna Barbaro, una delle protagoniste di C'era una volta un cancro (Foto Claudio Porcarelli)

Giovanna Barbaro, una delle protagoniste di C'era una volta un cancro (Foto Claudio Porcarelli)

Maria Rosaria De Luca ha avuto un cancro, qualche anno fa. E non ha paura di parlarne. Anzi, è convinta che parlare di cancro faccia bene. A chi l’ha avuto e lo ha sconfitto, a chi sta ancora soffrendo, a chi vive vicino ad un malato. E da questa sua convinzione è nato un libro dal titolo spiazzante, C’era una volta un cancro (Armando Editore), scritto da Maria Rosaria De Luca e Daniela Lostumbo. Sottotitolo: Storie di donne che hanno fatto a pugni con la loro malattia e hanno vinto.

Continua

L’amore vince sempre

L’autore di questo brano è un ragazzo di 21 anni. Ne aveva 14 il giorno in cui ha scoperto che sua madre aveva un cancro. Lei, Maria Rosaria De Luca, oggi è autrice del libro C’era una volta un cancro, da cui abbiamo tratto il brano scritto da suo figlio Massimiliano.

di Massimiliano Ferone
Quando una sera sentii per la prima volta pronunciare la parola cancro, ero sul sedile posteriore della macchina dei miei genitori, disegnando sul finestrino un mostro che avevo visto recentemente in un cartone animato. Vidi mia madre tesa come in nessun altro momento, ed io nella mia ingenuità pensai prevedibilmente al peggio, almeno fino a quando distinsi tra le sue parole dei tempi verbali al passato che mi rasserenarono. Tutto era finito, e a ripensarci fu come la descrizione in pochi minuti della paura, della speranza e del sollievo di una favola che non ebbi il tempo nemmeno di sfogliare.

Poi immaginai mia madre come la protagonista di un serial inaspettato, nel quale tutte le persone che la circondavano interpretavano un ruolo fondamentale per la puntata successiva. Provate soltanto a immaginare: sei la notizia del giorno, il programma che fa tenere tutti col fiato sospeso, o il film che ti fa stringere i pugni fino a scoppiare in un pianto liberatorio. Mia madre mi aveva protetto con il silenzio e pensai di non dovermi mai più confrontare con quella scomoda verità, ignaro del fatto che il capitolo più doloroso della mia vita doveva ancora essere scritto.

Era il 24 aprile del 2010, ero appena tornato da scuola, e il cielo era tinto di un grigio ferrigno, quando bastarono solo due iniziali singhiozzate dalla bocca di mio padre, per comprendere che uno dei miei migliori amici aveva perso la partita decisiva contro la malattia. E così, riecco il mostro del cartone animato accompagnato dalle medesime sensazioni; eppure qualcosa è andato storto, perché questa volta non riuscii a sentire quei tempi verbali che mi confortarono qualche anno prima.

Grazie a mia madre ho avuto l’opportunitá di conoscere donne straordinarie, colte e valorose, che, armate di buoni propositi e di intramontabile forza di volontà, sono diventate vere e proprie eroine contemporanee, che hanno commosso innumerevoli persone con le loro storie differenti. Cosí, al pari di un’eclissi o di una tempesta di stelle, la rinascita di una donna è un evento unico, innanzi al quale ci sentiamo piccoli e lontani, quasi fosse una nave che ricordavamo fosse naufragata tempo prima, ma che invece è lì sfoggiando fiera i suoi alberi e le sue vele bianche.

Confesso che nell’ascoltare queste incredibili testimonianze, mi veniva da chiedermi: “cos’è che gli permette di non abbattersi?”. Poi, quando decisi di iniziare a documentarmi su questo progetto, ascoltai attentamente la testimonianza di mia madre, in particolare quando mi disse “avevo paura di non vederti più”. Tutto è chiaro, e adesso capisco cosa c’è dietro. Che razza di egoisti saremmo se pensassimo alla nostra morte quanto alla nostra vita? E a tutti gli altri chi ci pensa?

Queste eroine non hanno mai combattuto per se stesse ma per coloro che amavano; un padre, una madre, un amico, un figlio o un compagno. Forse è vero che “c’era una volta cancro”, perché davanti all’arma dell’amore la sua battaglia è persa in partenza.

Due ore di corsa alla settimana allungano la vita di sei anni

(LaPresse)

(LaPresse)

Con un paio d’ore di corsa leggera tutte le settimane si guadagnano sei anni di vita. Lo ha scoperto uno studio che verrà presentato oggi al meeting dell’European Association for Cardiovascular Prevention a Dublino, secondo cui invece attività più intense non danno lo stesso beneficio. La ricerca del Bispebjerg University Hospital di Copenhagen ha riguardato circa duemila persone di varie età, seguite per 35 anni. Continua

Il futuro di Facebook

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