
Credits: RIM
Dopo un anno per niente facile, RIM si ripresenta nel 2012 con la chiara volontà di recuperare il tempo e il terreno perduto. Lo fa annunciando l’uscita di Blackberry 7.1 e di PlayBook 2.0, i suoi nuovi “volti” rispettivamente per il mondo smartphone e tablet. Armi decisive, nelle intenzioni dei vertici della casa canadese, per scongiurare il rischio che i suoi clienti vengano tentati dalle sirene di Apple o di Android. Continua

credits: Microsoft
Il 2012 sarà - fra le altre cose - anche l’anno di Windows 8. Ed è facile pensare che a Redmond abbiano già cerchiato sul calendario la data del grande giorno. A Redmond, appunto. Ma in tutto il resto del mondo? Quanti saranno gli utenti che attenderanno trepidanti l’arrivo del nuovo sistema operativo di Microsoft? Non molti, secondo IDC, anzi per usare le parole dell’analista si tratterà di un numero “irrilevante”. Continua

credits: Microsoft
Windows 8 entrerà in fase beta a fine febbraio, lo rivelano fonti vicine a Microsoft. Il nuovo sistema operativo, che Steve Ballmer è arrivato a definire “Il rischio più grosso che abbiamo corso finora”, sta creando aspettative immense e secondo molti potrebbe essere già in commercio entro l’estate.
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Provate a parlare con uno di quei tipi un po’ sciroccati che vivono di pane e tecnologia. Vi dirà che esiste un solo sistema operativo: Ubuntu. Altro che Windows, Lion e Chrome, insomma. Per la comunità degli intellettuali dell’hi-tech non c’è altro Dio all’infuori di Linux. O, meglio, di quello che è stato ribattezzato “il Linux per gli esseri umani”. Continua

Le prime immagini dell'erede di Windows 7
Viene da chiedersi per quale motivo Microsoft debba sostituire un sistema operativo tutto sommato giovane (compirà 2 anni solo ad ottobre) e di successo (negli Stati Uniti pare abbia già superato l’inossidabile Xp nel numero di installazioni). Forse perché il bello deve ancora venire o più probabilmente perché gli exploit dei rivali (leggasi Apple e Google), soprattutto nel mercato dei dispositivi mobili, obbligano Redmond a non cullarsi troppo sugli allori.
Fatto sta che è arrivato il momento di parlare di Windows 8, o perlomeno di quello che potrebbe essere, giacché i programmatori della società americana sono ancora in pieno lavoro di sviluppo. Continua

(Credits: Microsoft)
Su Mytech abbiamo dato spazio alle previsioni di uno degli analisti più influenti del mondo delle nuove tecnologie, IDC, che la scorsa settimana ha pubblicato un report sul mercato degli smartphone che ha fatto parecchio discutere.
Un documento clamoroso, per certi versi, perché traccia uno scenario piuttosto distante da quella che è l’attuale gerarchia fra i produttori di sistemi operativi per i cellulari evoluti: da qui al 2015 - si legge infatti nel testo - Windows Phone supererà Apple come numero di licenze installate. Continua

Proprio nei giorni del debutto commerciale del Nokia N8, probabilmente il miglior cellulare Symbian di tutti i tempi, Samsung fa sapere che dalla fine dell’anno non rinnoverà il supporto al sistema operativo che (ancora oggi) è il più diffuso al mondo. Dopo Sony Ericsson, dunque, un altro big della Symbian Foundation (la fondazione che raduna tutti i player della telefonia mobile che aderiscono allo sviluppo e all’implementazione di Symbian) abbandona la gloriosa piattaforma. Continua

(Credits: Apple)
Una dopo l’altra si stanno dissolvendo, o meglio risolvendo, tutte le grane iniziali dell’iPhone. Ora è la volta del multitasking, termine che nel gergo hi-tech sta ad indicare la capacità di un dispositivo di far girare più applicazioni contemporaneamente. Una virtù fino ad oggi preclusa a qualsiasi utente che avesse provato ad aprire più Apps di terze parti, ma che presto entrerà nel bagaglio delle specifiche tecniche del Melafonino. È stato Steve Jobs in persona a renderlo noto nel corso della presentazione del nuovo OS 4, il sistema operativo che dalla prossima estate permetterà ai possessori di un iPhone (3GS) o di un iPod Touch di terza generazione di far lievitare le prestazioni del proprio device.
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Credits: Google
A Google piace il Web. O forse è l’essenza stessa del Web. Una creatura dal metabolismo piuttosto elevato che si nutre del tempo che il mondo trascorre su Internet.
Di certo, Mountain View farebbe di tutto pur di portare gli utenti in Rete. Persino creare un sistema operativo. E battezzarlo con lo stesso nome (o quasi) del suo browser, Chrome Os.
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- Tags: Apple, dock, iChat, Leopard, Mac, Macintosh, Microsoft, quick-look, sistema-operativo, stacks, time-machine, windows
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C’era un vecchio spot degli anni Ottanta in cui una nota compagnia petrolifera invitava gli automobilisti a mettere una tigre nel motore. Un consiglio che quelli della Apple hanno seguito alla lettera, spingendosi pure oltre, visto nel motore ora ci hanno messo addirittura un leopardo. Dopo Tiger, infatti, Leopard è da venerdì sera il nuovo “motore” dei computer della Mela. Un’uscita molto attesa per tutta la community Mac che aspettava da due anni il sistema operativo. Più di 300 le novità annunciate da Apple, ma è un numero destinato a salire visto che la società di Cupertino si è tenuta qualche cartuccia di riserva da “sparare” nelle prossime settimane.
La prima impressione è che Steve Jobs e soci abbiano cercato di rendere più facile la vita degli utenti, soprattutto di quelli più disordinati, facendo tesoro di tutta l’esperienza accumulata con iTunes, il sistema per scaricare e ascoltare musica e video. Sono user friendly molte delle nuove risorse per l’organizzazione delle applicazioni e dei contenuti, dalla coreografica iChat alla nuova barra degli strumenti (il cosiddetto dock) tridimensionale, fino al pratico sistema di raggruppamento per “stacks” che permette di accorpare tutte le icone sparse sul desktop attraverso un unico clic. Decisamente utente-centrica anche la scelta di adottare un’anteprima rapida per guardare dentro al contenuto di un file di qualsiasi natura (anche video) senza bisogno di aprire l’applicazione, nonché l’innesto di veri spazi virtuali per raggruppare a piacere le attività aperte in modo da ordinare razionalmente le finestre attive, una funzione che tornerà utile soprattutto agli utenti che dispongono di uno schermo di grandi dimensioni.
Ma la novità forse più rilevante è forse quella denominata Time Machine, un sistema che consente di guardare nel passato del computer per recuperare anche a distanza di tempo qualsiasi cosa sia transitata sul Mac; una sorta di memoria a lungo termine che permetterà agli utenti di dormire sonni più tranquilli anche in caso di perdita dei dati.
Basterà tutto questo per rosicchiare quote di mercato a Windows, ancora saldamente in testa alle percentuali di vendita con più dell’85 percento del mercato? È sicuramente presto per dirlo, anche se sul web sono già scattati i raffronti fra i sistemi operativi di punta delle due case. Va detto che l’integrazione nativa per Windows prevista da Leopard potrebbe invogliare molti più utenti rispetto al passato ad entrare nel mondo della Mela. Di fatto, chi proprio non può separarsi da quelle applicazioni che girano solo su sistemi Microsoft può comunque acquistare una macchina Apple e chiederle di operare in ambiente Windows.
Una curiosità: all’interno di Leopard i pc con Windows sono stati disegnati con il cosiddetto “blue screen of death”, l’inquietante schermata blu che accompagna ogni errore di sistema dei sistemi operativi Microsoft. Ebbene, ironia della sorte, pare proprio che alcuni utenti Mac abbiano segnalato la presenza di un’analoga schermata che sarebbe comparsa a seguito dell’installazione di Leopard. Un difetto ammesso dalla stessa Apple che ha già fornito i consigli per correre ai ripari. Chi di schermata blu ferisce…
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