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Internet, giro di vite globale per la censura

Internet caffé

Questa volta Teheran ha deciso di fare le cose in grande: le autorità iraniane hanno bloccato l’accesso a cinque milioni di siti web. Dichiara il consigliere del procuratore generale, Abdol Samad Khorramabadi: “Il nemico abusa della rete per cercare di invadere l’identità religiosa” della Repubblica islamica. Soltanto pochi mesi fa era stata avanzata la proposta della pena di morte per i blogger. Internet preoccupa seriamente le autorità iraniane: è lo spazio pubblico più aperto alla discussione in una nazione dove l’età media è di 27 anni. E i navigatori dell’Iran sono curiosi di ciò che accade nel mondo, ma non è raccontato dai mass media locali: leggono Wikipedia poco meno degli italiani.
Il vento della censura soffia forte anche in Estremo oriente: il Ministero delle comunicazioni tailandese ha censurato siti responsabili di offese alla monarchia, minacce alla sicurezza nazionale, disturbo dell’ordine e atti osceni. Eppure alcuni analisti notano che molti spazi web chiusi sono legati al movimento di opposizione dopo il colpo di Stato dello scorso novembre. Un lavoro raffinato, quello dei censori tailandesi: hanno limitato anche le possibilità di aggirare i filtri, bloccando alcuni server proxy e chiedendo a Google di rimuovere dall’archivio (la memoria cache) le pagine indesiderate.

È un problema che riguarda unicamente Paesi in via di sviluppo? Pare proprio di no. In Australia il Parlamento sta considerando la possibilità di filtrare il traffico web dell’isola con il resto del mondo. E negli Stati Uniti, dove internet è nata 39 anni fa, sono state avanzate alcune proposte alla Fcc (equivalente dell’italiana Agcom) per eliminare “qualsiasi immagine o testo che sarenne dannoso a giovani e adolescenti” al di sotto dei 18 anni di età. Nella vicina Germania la versione locale di Wikipedia è stata bloccata per due giorni: un deputato del partito di sinistra Linke, Lutz Heilmann, aveva chiesto all’autorità giudiziaria di indagare su alcune informazioni della voce che lo riguardava nell’enciclopedia online più grande del mondo. Più che del suo passato nella Stasi (peraltro noto), Heilmann era preoccupato perché si potevano leggere due notizie false (cioè che non aveva finito l’università ed era stato coinvolto in una società pornografica). Risultato: censurata l’intera versione tedesca di Wikipedia. Il blocco è stato rimosso dopo che il deputato ha ritirato la denuncia, ma nel frattempo le donazioni per l’opera culturale lanciata da Jimmy Wales sono quintuplicate, arrivando a 6mila euro al giorno.
È stato Maradona a sollevare un polverone in Argentina, ma questa volta il “Pibe de oro” non c’entra: i giudici di Buenos Aires hanno deciso che le notizie sul calciatore dovranno essere filtrate dai motori di ricerca Google e Yahoo. Chi vuole provare cosa significa navigare in un web “censurato” può farlo con il browser Firefox: basta scaricare un’applicazione che permette di muoversi in rete con le stesse limitazioni imposte dalle autorità cinesi…

Nasce Ten Magazine, per giovani uomini che abbiano qualcosa da dire

Il primo digital magazine di Mondadori on line dal 28 giugno
La home page del nuovo Ten Magazine

C’era bisogno di un altro sito? Di un’altra community? Di altri luoghi dove caricare video e commentare quelli caricati dagli altri? Noi crediamo di sì e per questo presentiamo oggi Ten Magazine, il primo digital magazine di Mondadori (che è anche l’editore di Panorama e quindi di questo sito).
Scrivere per raccontare un sito è un’operazione inutile è un po’ ridicola: un sito va cliccato, esplorato, provato e quindi se volete sapere qualcosa di Ten Magazine dove semplicemente andare a guardarlo.

Qui possiamo raccontare qualcosa sul perché. Perché un editore come Mondadori realizza un prodotto come Ten Magazine. Proviamo a dirlo in tre parole: linguaggio, giovani, partecipazione. Sperimentiamo nuovi linguaggi per raggiungere un pubblico di giovani uomini, di ragazzi, e li invitiamo a partecipare. Ten Magazine è un magazine in senso stretto, organizzato in sezioni editoriali dall’impostazione tradizionale: il taglio e i contenuti sono un po’ meno tradizionali. Nel senso che lo sport, il bizzarro, il gossip, anche l’eros sono trattati sempre con un approccio, come si può dire, scanzonato, adatto per un sito che immaginiamo collocarsi su quella linea invisibile che divide informazione e intrattenimento. Ma poi dovranno per forza sempre essere divise?
Su Ten Magazine raccontiamo le cose buffe che succedono sulla Rete e cerchiamo nuovi protagonisti, ai quali dedichiamo l’area express yourself. Ovviamente non vogliamo che una ragazza di 12 anni strappi i capelli alla sua professoressa di matematica per esprimere la propria creatività (e anche se lo facesse, noi non pubblicheremmo il video…), piuttosto cerchiamo di stimolare i piccoli Silvan, che fanno cose come questa:

A proposito di ragazze, due parole sulle Diecine: ti piacerebbe che una tua amica partecipasse a un servizio fotografico - un vero servizio fotografico professionale - sexy? La puoi segnalare a Ten Magazine. Sei una ragazza e ti vuoi proporre? Basta farsi avanti. È un gioco, ovviamente.

Infine, i blog. Su Ten Magazine si possono aprire blog basati su Wordpress, cioè lo stato dell’arte in tema di piattaforme di pubblicazione: un ambiente quasi professionale per dire che saremo lieti di ospitare i blog di chi ha qualcosa da dire, e gli diamo uno spazio che potrà essere personalizzato utilizzando decine di template.

Ci sarebbero tante altre cose da dire, dal fatto che Ten Magazine è un prodotto multicanale (per ora web e mobile, ma poi chissà), che entro breve nascerà un’area dedicata alla musica e che faremo belle cose insieme a Radio Rock Fm, ma appunto preferiamo che sia il sito a parlare. I commenti, naturalmente, sono benvenuti.

Tv in prima serata? Meglio se vista dal web


In America la tv sbarca sul web in prima serata. Un’inchiesta della società di ricerca sui nuovi media Nielsen/Net Ratings (qui il documento .pdf) ha appurato che gli americani tra le 8 e le 11 di sera passano molto tempo sui siti dei network televisivi.
Quasi il 40% di tutto il tempo passato sul sito della Nbc, prima in classifica, è concentrato nella fascia oraria del prime time. Seguono Abc Primetime (29,6%) e Fox Broadcasting (26%).
Dalla ricerca emerge che complessivamente gli americani passano online il 13,7% del tempo compreso nella fascia di prima serata.
Internet batte la tv? Non proprio, ma la completa. Nonostante i contenuti presenti su internet siano disponibili sempre on demand, gli americani a quanto pare prediligono ancora l’orario serale per l’intrattenimento online, mentre dedicano il pomeriggio a cultura e amicizie.
Inoltre sono sempre di più i programmi che incoraggiano i telespettatori a votare online per stabilire chi deve vincere nelle gare televisive e questo spiega il fatto che parte dei collegamenti coincida proprio con la messa in onda di queste trasmissioni. I pubblicitari hanno colto questa tendenza e ne approfittano per rafforzare con campagne online i messaggi veicolati dagli spot tv.

Sorpresa: il sito più cliccato di pomeriggio aiuta a fare i compiti

Nella fascia pomeridiana lo scenario cambia: sono i ragazzi di ritorno da scuola a prendere il controllo del pc. Ci si aspetterebbe un incremento dei siti di cartoni e altro tipo di intrattenimento, ma c’è qualche sorpresa. Al primo posto c’è Dictionary.com, dove si trovano risorse utili per fare le ricerche e i compiti. Il 31,4% del tempo speso su questo sito è concentrato tra le 5 del pomeriggio e le 8 di sera. Segue (28%) il sito di condivisione, molto popolare tra i giovani americani, Lycos Network Angelfire, dove i ragazzi possono creare un proprio blog, mettere online il proprio sito, condividere foto e così via. L’intrattenimento classico arriva solo terzo con la Warner Bros dove si trova di tutto, da Harry Potter ai Looney Tunes, passando per le anticipazioni di film molto attesi anche dai grandi come Ocean’s 13.

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