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Facebook, il laboratorio di ricerca da un miliardo di cavie

Credits: Todd Barnard @ Flickr

Credits: Todd Barnard @ Flickr

Immaginate che una squadra di ricercatori decida di convocare in laboratorio centinaia di milioni di volontari per studiare nel dettaglio le loro interazioni sociali e stabilire un modello che aiuti a capire meglio come le persone si rapportino tra loro nell’era del Web 2.0. Un’eventualità simile è difficile da ipotizzare, vero? Immaginate allora che esista una squadra di ricercatori che analizza le interazioni sociali di 850 milioni (entro la fine dell’anno saranno probabilmente un miliardo) di “cavie” senza che loro nemmeno ne siano al corrente. Fatto? Bene, sappiate che una squadra di ricerca simile esiste davvero: si chiama Data Team ed è incaricata di effettuare ricerche scientifiche a partire dall’enorme mole di dati che ciascuno di noi condivide quotidianamente su Facebook.
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Draw Something e Doodle.ly, la Rete scopre gli scarabocchi

Alcuni disegni realizzati con Draw Something (credits: Best of Draw Something .  net)

Alcuni disegni realizzati con Draw Something (credits: Best of Draw Something . net)

L’abbiamo fatto tutti, anche quelli meno portati per il disegno. Per ammazzare il tempo durante una lezione noiosa, per scacciare lo stress, per semplice divertimento: hai un foglio di carta e una penna e cominci a scarabocchiare disegni a casaccio. Ecco, nell’epoca in cui i quaderni di scuola stanno lasciando il posto ai tablet, fare scarabocchi sembra essere diventato il trend del momento. Lo dimostrano i 50 milioni di download collezionati 50 giorni da Draw Something - un mobile game in cui bisogna scarabocchiare parole e farle indovinare – e il lancio di Doodle.ly un nuovo social network che si basa unicamente sulla condivisione di schizzi e disegni fatti a mano.
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Google+ cambia completamente faccia. Ecco le novità - VIDEO

Credits: Google

Credits: Google

Una cosa bisogna dirla: è ammirevole la tenacia con cui a Mountain View si ostinano a creare il social network perfetto. Ce la stanno mettendo tutta, per superare Facebook sulla sinistra (con tanto di freccia inserita, non sia mai) e non sembrano disposti ad accettare sconfitte. Così, dopo nemmeno un anno di vita e 170 milioni di utenti registrati, per Google+ è arrivato il momento di sottoporsi a un restyling completo, un vero e proprio intervento di chirurgia estetica che secondo i suoi promotori aiuterà a rendere l’universo Google “più semplice e bello.
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Le migliori applicazioni per Android: Instagram

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Instagram, recentemente acquisito da Facebook, è un servizio di social networking basato su un’app con cui fare fotografie, applicare effetti e pubblicare le immagini online interagendo con amici e contatti dai propri dispositivi “mobili”.

A lungo esclusivo per l’utenza iPhone, da alcuni giorni Instagram ha anche una versione per cellulari e tablet Android che possono così accedere alla vasta community del servizio o quantomeno provare e confrontare l’app e il servizio con offerte concorrenti quali Picplz.

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Facebook compra Instagram

Credits: Instagram

Credits: Instagram

“Ho il piacere di comunicarvi che abbiamo concluso un accordo per acquisire Instagram e che il suo team di talento si unirà a Facebook.” È con queste parole che, pochi minuti fa, Mark Zuckerberg ha comunicato la notizia, confermata anche da un post sul blog ufficiale di Instagram.

L’acquisizione verrà conclusa in cambio di un miliardo di dollari in contanti e azioni. Continua

Instagram finalmente disponibile per Android, gli utenti iOS non sono più soli

Credits: Instagram

Credits: Instagram

Ci sono voluti quasi due anni, 30 milioni di download e 300.000 visualizzazioni pagina al mese, ma alla fine è successo: Instagram, forse la più famosa e infettiva app di photo-sharing è approdata sulle piattaforme Android. Da oggi, chiunque sia in possesso di uno smartphone con sistema operativo Android 2.2 o superiore può scaricare gratuitamente l’app da Google Play e unirsi alla florida comunità che dal 6 ottobre 2010 è andata evolvendosi sulle piattaforme iOS.
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Le cinque mosse che Pinterest deve fare per non sprecare il suo successo

Credits: Pinterest

Credits: Pinterest

È il sito del momento. È anche il social network del momento. È lo stampino che decine di cow-boy del web utilizzano per sfornare siti fotocopia. È anche un fenomeno macina-record, che ha messo in discussione un intero modo di concepire la condivisione in Rete. Nonostante tutto ciò, tuttavia, Pinterest è ancora un vaso di coccio tra vasi di ferro.

Secondo dati recenti raccolti da ComScore, la crescita di Pinterest ha già imboccato la curva discendente. Se tra gennaio e febbraio il numero di utenti mensili era cresciuto dell’85%, tra febbraio e marzo il tasso di crescita è sceso al 15%. Intendiamoci, Pinterest se la cava ancora bene, e secondo ComScore sarebbe in procinto di toccare quota 20 milioni di utenti mensili attivi. Ma la storia di altri social network (Twitter ad esempio) ci insegna che una frenata simile può essere l’anticamera di un periodo di stasi.
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Ecco perché Facebook sta costruendo il suo motore di ricerca

Credits: harusday @ flickr

Credits: harusday @ flickr

Circa due mesi fa, parlando di come la prossima quotazione in borsa di Facebook avrebbe potuto cambiare i servizi del social network, avevamo ipotizzato che Mark Zuckerberg e soci potessero decidere di impiegare una fetta degli introiti previsti per la IPO nella creazione di un motore di ricerca proprietario. Questa prospettiva era stata salutata da uno stuolo di sopracciglia alzate, e da qualche pernacchia (“Ma figurati se si mettono a fare un motore di ricerca!”). E invece a quanto pare Facebook avrebbe già messo all’opera una ventina di ingegneri per lavorare a un innovativo motore di ricerca proprietario.

Spiace fare quello che “ve l’avevo detto”, ma ve l’avevo detto.

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Cinque nuove startup da tenere d’occhio

Credits: Pair

Credits: Pair

Tra nuove app per smartphone, tecnologie hardware, web tool e nuovi software il numero di nuove startup che ogni giorno va ad affollare il già gremito pollaio dell’hitech si va ingigantendo a vista d’occhio. Per avere un’idea della portata del fenomeno basti pensare che si stima che nei soli USA ogni anno vengano lanciate oltre 600.000 nuove imprese, di cui gran parte operative nel settore hi-tech, web e mobile. Ogni anno, tra i vari eventi in cui le nuove app vengono esposte, uno dei più interessanti è sicuramente il Y Combinator Demo Day, che si è chiuso nella giornata di ieri a Mountain View, in California.

Sono 39 le startup presentate quest’anno. Ecco le cinque che secondo noi meritano di essere tenute d’occhio.
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Ecco la (ennesima) mossa con cui Google+ spera di raggiungere Facebook

Credits: clasesdeperiodismo @ flickr

Credits: clasesdeperiodismo @ flickr

Forse ha ragione James Whittaker. Forse davvero a Google, da quando le redini sono passate nelle mani di Larry Page, sono ossessionati da Facebook. Forse davvero l’obiettivo principale di Mountain View è diventato quello di rendere il più social possibile tutti i suoi servizi. Almeno a giudicare dalla prossima mossa che Google avrebbe in programma: il lancio di un sistema di commenti estensibile a terze parti. Qualcosa di simile a quello lanciato da Facebook un anno fa.
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Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto Il futuro di Facebook
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
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