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sonno

(Credit: iStockphoto)
E’ cosa arcinota, rappresentata in migliaia di film, condivisa dalle amiche al bar in ogni angolo del globo: dopo l’amore l’uomo crolla addormentato immancabilmente prima della donna. Una ricerca Usa mette però in discussione questo frutto della saggezza popolare e cerca di spiegare perché il tempo condiviso a letto dopo il sesso può essere cruciale per la coppia. Continua

Meglio non dormirci su (Credit: iStockphoto)
Quanto tempo ci metteranno i sopravvissuti al naufragio della Costa Concordia per, se non dimenticare, almeno superare il trauma vissuto e tirare avanti? La risposta potrebbe dipendere da ciò che hanno fatto una volta messi in salvo. Se sono rimasti svegli per diverse ore può darsi che abbiano avuto il tempo di assorbire il colpo, se invece si sono concessi un sonno ristoratore è probabile che il ricordo della tragedia resti più nitido, e con esso le emozioni negative che ne derivano. Lo sostiene uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience. Continua

Sveglia! (Foto: Flickr)
Siete gufi o allodole? E’ importante saperlo per prepararvi adeguatamente all’arrivo dell’ora solare. I gufi sono quelli che non andrebbero mai a dormire la sera ma faticano a svegliarsi la mattina, le allodole, al contrario sono coloro che vanno a letto presto e si svegliano di buon’ora. A seconda del cronotipo a cui appartenete, lo spostamento delle lancette un’ora indietro, previsto per la notte tra sabato e domenica, potrà darvi maggiori o minori fastidi. Panorama.it ha intervistato il professor Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di Medicina del sonno dell’Ospedale San Raffaele Turro di Milano. Continua

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Diversi studi avevano già dimostrato l’esistenza di una correlazione tra una minore durata del sonno notturno e l’aumento di peso in adulti e bambini, ma ancora non erano chiari i meccanismi con cui il sonno, o la sua mancanza, influenzano la composizione corporea dei più piccoli. A rispondere alla domanda arriva uno studio neozelandese, pubblicato sul British Medical Journal, secondo il quale i bambini che dormono meno hanno un rischio più alto di andare incontro al sovrappeso. Continua

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Non è tanto questione di quante ore di sonno ci concediamo ogni notte, ma piuttosto di quali. Le più preziose sembrano essere quelle prive di sogni che costituiscono circa il 50 per cento del tempo speso a dormire, in genere nella seconda parte della notte. Perderne anche solo un po’ può avere delle conseguenze sulle nostre capacità di imparare e ricordare. Continua

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Cari mamma e papà, stasera mettete a nanna il vostro pargolo senza indugio: il sonno notturno è fondamentale per lo sviluppo del suo cervello e in particolare ha un effetto benefico sulle funzioni esecutive, quali l’abilità di controllare gli impulsi, di ricordare le cose e di mostrare flessibilità mentale. Insomma stimola le capacità organizzative della mente di vostro figlio. Continua

Sbadiglio (Foto: Flickr)
Se tutti hanno sperimentato che un pasto abbondante può indurre sonnolenza, è una nuova ricerca scientifica sui moscerini della frutta ad aver appurato che la privazione dal cibo potrebbe aiutare a restare svegli mantenendo la mente lucida.
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Forse non tutti i neogenitori sanno che dopo l’emozione incontenibile e la gioia sfrenata per l’arrivo del figlioletto possono subentrare la paura di non sapere come gestire il piccolino e la stanchezza per l’organizzazione che il nuovo arrivato richiede. Ma l’elemento che più di tutti ha il potere di destabilizzare la coppia è l’endemica mancanza di sonno. Continua

Sonno (Foto: Flickr)
Avviso ai tiratardi che non andrebbero mai a dormire ma il giorno dopo devono comunque alzarsi presto per andare a lavorare: con il sonno non si scherza. Lo ha stabilito una equipe di ricercatori inglesi e italiani, autori di uno studio pubblicato sulla rivista Sleep. Continua
Alle due del mattino di domenica 28 marzo dovremo portare gli orologi di casa un’ora avanti. Il rischio di dimenticarlo è reale, menomale che la maggior parte degli orologi cui faccio riferimento io (computer, videoregistratore, telefonino) ormai si sistemano automaticamente sull’ora legale, quando è il momento. Per quello da polso (rigorosamente non digitale) mi toccherà invece fare lo sforzo anche quest’anno. Ma perché mai dovremmo “prepararci” all’arrivo dell’ora legale?
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