
Il cartello dice: "Non comprare" (Foto: Flickr)
Inutile girarci intorno. Siamo noi, noi ricchi, il 20 per cento della popolazione mondiale, i principali responsabili dei cambiamenti climatici dovuti alle emissioni di gas serra. I ricchi consumano di più e hanno perciò un impatto sul pianeta molto maggiore di coloro che vivono in condizioni di sussistenza. Per questo al Nobel per la pace Mohan Munasinghe, vice presidente dell’IPCC, il gruppo internazionale di esperti sul clima che vinse il premio nel 2007 dividendoselo con Al Gore, è venuto in mente che a fianco agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, fissati dalle Nazioni Unite per combattere la povertà, dovrebbero stare gli Obiettivi di Consumo del Millennio per quel 20 per cento di ricchi che consumano l’85 per cento delle risorse del pianeta. Continua
Sto partecipando al No Impact Week experiment, la settimana a impatto zero promossa dal blog ‘Huffington Post e ideata da Colin Beavan, l’uomo che ha vissuto con la sua famiglia per un anno a impatto zero (per trarne poi un libro e un documentario).
La missione della domenica, il primo giorno della settimana “no impact”, era piuttosto facile: riconsiderare i propri consumi ed evitare di fare acquisti di nuovi beni, a parte quelli di prima necessità come il cibo.
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Biosfera (Credit: Philips)
La biosfera? Adesso potresti tenertela in cucina. I lampioni stradali? Vanno a energia solare ed eolica, almeno in una strada di Tokyo. I cataclismi causati dai cambiamenti climatici? Puoi evitarli con l’unità di sopravvivenza individuale Survivaball. Risparmio energetico: con l’energia di chi fa sport in palestra si portano a casa i pendolari. L’aereo emette troppi gas serra? Puoi dare una mano anche tu: fai pipì prima di imbarcarti. La tentazione di farvi il quiz è irresistibile: quali di queste notizie sono vere e quali delle sonore prese in giro?
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