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Google, Microsoft e Facebook dichiarano guerra a spam e phishing

Credits: Esparta @ Flickr

Credits: Esparta @ Flickr

Avete ricevuto via email la comunicazione di aver vinto uno dei tablet più nuovi sul mercato? Cestinatela. Questo sono sicuro che già lo sapete. Quello che forse non sapete è che negli ultimi anni le truffe via email sono diventate molto più sofisticate, e che il pericolo spesso può nascondersi anche in (quella che sembra) un’innocua missiva proveniente dalla tua banca. È un fenomeno chiamato phishing, e ogni anno porta migliaia di persone a comunicare i propri dati personali (come le coordinate bancarie) a sconosciuti che spesso li sfruttano per raggiri e trasferimenti di denaro.

Nella giornata di ieri Google, Microsoft, Yahoo! e altre 12 compagnie hanno unito le forze per contrastare efficacemente spam e phishing.
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Viagra: i falsi farmaci per l’erezione e i rischi per la salute

Pastiglie di Viagra (credit: Ansa)

Pastiglie di Viagra (credit: Ansa)

Non serve andare dal medico e dare i dettagli di un imbarazzante problemino. Di questi tempi basta aprire la casella della posta e cercare tra i messaggi automaticamente bollati come spam: 9 volte su 10 ci trovi la pubblicità di un farmaco simil-Viagra. Probabilmente non costa meno del farmaco ufficiale, ma non lo scegli per risparmiare. Il suo miglior pregio consiste nel poterlo ordinare anonimamente e ricevere a casa senza altri grattacapi.
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L’Italia nella sporca dozzina dello spam

http://flickr.com/photos/maguisso/1205113333/
E’ il 2004 e un Bill Gates più ottimista del solito annuncia al World Economic Forum di Davos la morte dello spam: “Tra due anni sarà un problema risolto”. Mai profezia tecnologica fu meno azzeccata. Quattro anni dopo la spazzatura elettronica prolifera incontrastata in ogni angolo di Internet. Più che l’eccezione è ormai la regola con cui siamo costretti a convivere in tutte le nostre attività online. Basti pensare che 9 mail su 10 sono posta indesiderata. Pillole ormonali, diplomi di master, erbe miracolose, conti in banca bloccati: dietro a una fantasia così fervida si nasconde un vero business che alimenta un’economia sommersa sempre più florida. E’ per questo che a fronte di filtri sempre più intelligenti e mirati, gli spammer non fanno che rincarare la dose ed escogitare nuove trappole per aggirarli. In questa battaglia, un un ruolo da protagonista (in negativo) lo sta assumendo anche l’Italia. Secondo l’ultimo rapporto di Sophos, software-house specializzata in sicurezza informatica, nella sporca dozzina dei paesi con il maggior numero di messaggi indesiderati ha fatto il suo ingresso anche il nostro paese, da cui parte più del 3,5 per cento di tutte le informazioni-spazzatura. Certo, siamo ancora un bel po’ distanti da Stati Uniti (21 per cento) e Russia (8,3), ma è quanto mai importante tenere alta la guardia. Anche perché questi dati non vogliono assolutamente dire che in Italia si concentra un alto numero di spammer. Significano, piuttosto, che i nostri pc sono facile preda di attacchi: “Il balzo in avanti in classifica conferma che sono purtroppo ancora numerosissimi i computer italiani sprovvisti di protezione che consentono agli hacker di infiltrarvisi e di trasformarli in zombie da cui inviare spam e malware”, conferma Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia.
E’ per questo che, al di là degli opportuni (e sempre insufficienti) filtri anti-spam, la vera arma per vincere la guerra contro lo spam è culturale e sociale al tempo stesso. Cominciando, ad esempio, a non cliccare su link di cui non conosciamo la provenienza. E partecipando in maniera più convinta ai filtri collaborativi offerti dalla maggior parte dei servizi del web 2.0 con le funzionalità “report spam” o “report abuse” con cui si può segnalare in un click la sorgente da cui partono le informazioni-spazzatura. E così evitare che infestino anche altri utenti.
VIDEO: L’anti-spam collettivo di Gmail


Come notificare lo spam su YouTube

Spam: l’Italia ne produce il 5% a livello mondiale

L’azienda Sophos che vende prodotti per la sicurezza, dagli anti-virus ai sistemi anti-spam, ha appena pubblicato un rapporto dal quale emerge che se in alcuni paesi la situazione sembra migliorare e il numero di pubblicità via mail cala, c’è sempre chi prende il testimone. Così mentre la Cina, dai cui computer un anno fa partiva oltre il 21% di tutti i messaggi indesiderati, oggi ne produrrebbe solo il 7,5%, in Europa il fenomeno non accenna a diminuire. Soltanto la Polonia sarebbe responsabile di circa il 7,5% dello spam mondiale, praticamente la stessa quota della Cina. L’Italia è quinta con il 5% del totale dei messaggi, seguita da Francia, Germania e Spagna, in quella che Sophos definisce la “sporca dozzina” di Paesi che ospitano il maggior numero di spammer. Gli Stati Uniti restano saldamente in testa con il 19,8% dello spamming mondiale. Dal Canada arriva invece la notizia che gli spammer sarebbero impazienti: devono mandare il maggior numero di messaggi nel minor tempo possibile. Lo sostiene Mail Channels , un’azienda che si occupa di posta elettronica e sicurezza. L’azienda di Vancouver sostiene infatti che costringendo i programmi di posta
elettronica ad aspettare qualche secondo prima di poter comunicare con i
server di internet che gestiscono la posta in arrivo, la maggior parte degli
spammer rinuncia e prova altrove. Il programma sviluppato dall’azienda si chiama Traffic Control e usandolo Mail Channels ha calcolato che il 90% di coloro che mandano messaggi spam smette di tentarne l’invio dopo appena 10 secondi di attesa.

Settant’anni di Spam. Buon appetito

Lo Spam ha appena compiuto 70 anni. Si celebra infatti quest’anno il settantesimo anniversario della nascita della carne in scatola Spam. Dalla quale deriva il nome dato ai messaggi di posta indesiderata che invadono le nostre caselle email. Tutto nasce da uno sketch del 1970 del gruppo comico inglese Monty Python in cui una cameriera vuole rifilare a tutti i costi pietanze con lo Spam ai propri clienti e insiste nell’offrire uova con Spam, panino con Spam, salsicce e Spam facendo diventare la parola sinonimo di tormento. Ecco il video:

L’azienda americana che produce lo Spam non manca di ironia e mantiene lo spirito goliardico con cui i comici inglesi l’hanno reso celebre definendo la creazione dello Spam “uno dei più grandi momenti nella storia dell’umanità”. E gli hanno dedicato perfino un museo. Intanto lo spam inteso come invio di posta pubblicitaria indesiderata continua a essere un flagello per molti internauti (leggi l’articolo sui risultati delle ultime ricerche).

La canzone dello Spam

Il futuro di Facebook

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