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Il Soyuz sulla rampa di lancio (Epa/Esa/Stephane Corvaja)
Il conto alla rovescia per il lancio dei primi due satelliti del programma Galileo è stato interrotto a causa “di un’anomalia osservata durante la fine del riempimento del terzo stadio del lanciatore Soyuz”, ha annunciato stamattina la società Arianespace. Il vettore russo che avrebbe dovuto portare in orbita i satelliti oggi alle 12.34 ora italiana è composto di quattro stadi, i primi tre funzionali all’invio nello spazio e l’ultimo per la navigazione. In un primo momento si è parlato di un rinvio di 24 ore, ora sembra invece che sarà necessario destinare una nuova data al lancio. Continua

Una rappresentazione del satellite Uars (Credit: Nasa)
Venerdì 23 settembre occhi al cielo per assistere alla spettacolare fiammata prodotta dal vecchio satellite atmosferico UARS che la Nasa ha dismesso e che rientrerà nell’atmosfera terrestre. Ancora non si conoscono l’ora esatta né la regione terrestre in cui avrà luogo il rientro, ma dall’ente spaziale americano sottolineano che non si corrono rischi. Continua

Terra e luna (Credit: Nasa)
Se pensate che quelli che vedete nella foto siano solo due puntini luminosi, ricredetevi. Si tratta del nostro pianeta e della sua luna visti da una distanza di quasi 10 milioni di chilometri e fotografati dalla sonda Juno che è partita da Cape Canaveral, in Florida, lo scorso 5 agosto ed è diretta verso il pianeta più grande del nostro sistema solare: Giove. Continua

(Credits: arockalypse@flickr)

A proposito dell’ultima missione dello Shuttle, vi consiglio di andare a vedere la foto pubblicata da Chris Bray sul suo profilo Flickr. Uno scatto che vale doppio visto che contiene due istantanee che ritraggono Chris e il padre Kenneth nello stesso luogo (Cape Canaveral), nella stessa posizione e (più o meno) gli stessi vestiti. Tutto uguale? No, perché in realtà le due foto sono state scattate a distanza di trent’anni l’una dall’altra. Continua

Lo shuttle e il suo carico in viaggio verso la stazione spaziale (Credit: Nasa)
L’ultima missione della navetta spaziale Shuttle è in pieno svolgimento. Si è agganciata con successo alla Stazione spaziale internazionale (Iss) alle 17,07 di domenica (ora italiana) portando rifornimenti per l’equipaggio, parti di ricambio e attezzature di laboratorio indispensabili per proseguire gli esperimenti che si svolgono a bordo della stazione. Continua

Foto: Nasa
La stazione spaziale internazionale e la navicella Endeavor agganciata (sulla sinistra), sullo sfondo della Terra vista dallo spazio a una distanza di 350 chilometri. Questa foto come quelle che pubblichiamo di seguito, l’ha fatta Paolo Nespoli, membro della spedizione numero 27 verso la stazione spaziale internazionale a bordo della navicella Soyuz TMA-20.

Foto: Nasa
Sono le prime foto a riprendere lo shuttle agganciato alla stazione spaziale dalla prospettiva della Soyuz.
I membri dell’equipaggio della navicella russa (oltre all’italiano Paolo Nespoli c’erano il russo Dmitry Kondratyev e l’americana Catherine Coleman) sono rientrati sulla terra il 23 maggio scorso dopo 159 giorni passati nello spazio.
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Marte in versione 6 metri x 10 (Credit: ANSA/ESA -Oleg Voloshin)
Sembra un Truman Show delle esplorazioni spaziali, invece è la prima passeggiata dell’uomo su Marte, ma in versione virtuale. Siamo nell’Istituto sui Problemi Biomedici di Mosca, all’interno del simulatore della missione Mars 500, dove si prepara lo sbarco reale degli astronauti sul pianeta rosso. Continua

Paolo Nespoli saluta prima del lancio (Credit: AP/Dmitry Lovetsky)
E’ decollata ieri alle 20.09 ora italiana dalla base russa di Baikonur la navetta Soyuz Tma-20 che porterà tre astronauti, tra cui il nostro Paolo Nespoli, alla Stazione spaziale internazionale. L’attracco alla Iss è previsto alle 21.12 ora italiana di venerdì: il volo corona un decennio di missioni con equipaggio verso “Alpha”, iniziate nell’ottobre del 2000. Continua

Un pianeta alieno (Credit: AP)
Si chiama Hip 13044b ed è il primo pianeta extragalattico di cui si ha notizia: ha una massa che è circa una volta e mezza quella di Giove e in realtà non dovrebbe esistere. Infatti la sua stella, nata in un’altra galassia e in seguito lentamente cannibalizzata dalla nostra Via Lattea, avrebbe dovuto ingoiarlo nella sua fase di gigante rossa, quando si è gonfiata enormemente dopo aver consumato tutto l’idrogeno del nucelo. Continua

Immagini dell'asteroide Itokawa acquisite dalla sonda Hayabusa (Credit: Jaxa)
Era stata lanciata il 9 maggio 2003 e per sette anni ha viaggiato nello spazio per rientrare nell’atmosfera terrestre il 13 giugno 2010, toccando terra nell’outback australiano. La capsula della sonda giapponese Hayabusa, che ha percorso sei miliardi di chilometri nello spazio, era stata lanciata dall’agenzia spaziale spaziale nipponica Jaxa allo scopo di analizzare l’asteroide Itokawa, a 300 milioni di chilometri dalla Terra. Continua
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