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Il Gps? È ormai dappertutto. Navigatori veicolari, certo, ma anche smartphone, tablet, autoradio, orologi, macchine fotografiche; insomma, sembra quasi che dove c’è un dispositivo mobile ci sia pure un sistema di localizzazione. Continua

Basta fare una qualsiasi attività fisica per migliorare la salute del nostro apparato circolatorio? Vero, ma con qualche precisazione. Ecco i segreti per partire… con il piede giusto.
La parola d’ordine per stare meglio? Sport! Per chi ha problemi di colesterolo, infatti, muoversi è fondamentale, soprattutto se è in soprappeso, perché permette di bruciare calorie e riattivare il metabolismo, quindi aumentare la quantità di calorie che vengono spese nelle attività di tutti i giorni. L’attività fisica, inoltre, permette di alzare il livello del “colesterolo buono” e quindi di mantenere pulite le arterie.
Perché questo meccanismo si inneschi, però, non basta qualche blanda passeggiata o un giro in bici di pochi minuti al parco, ma è necessario che è il movimento comporti un buon impegno aerobico, coinvolgendo una percentuale significativa della massa muscolare corporea, che duri almeno 30 minuti di seguito e che sia ripetuto almeno 3 volte la settimana.
Le attività più indicate sono la camminata a passo veloce, la corsa lenta, il ciclismo e il nuoto, mentre sport più “statici” come il sollevamento pesi, o che alternano fasi di attività ad altre di stasi come la pallavolo non sono particolarmente efficaci. Naturalmente tutto va fatto con misura e tenendo conto delle proprie condizioni fisiche. Per chi soffre di colesterolo alto ed è in soprappeso una passeggiata a buon ritmo di 30/45 minuti è uno sforzo significativo, quindi utile per alzare il livello del colesterolo “buono”. In questo caso, sentito il parere del medico, iniziare ad allenarsi è sicuramente un passo avanti nella direzione di una salute migliore. Per evitare di “sgarrare”, poi, ecco un piccolo segreto: programmate in anticipo, all’inizio della settimana, tre appuntamenti di 30/45 minuti. Secondo uno studio, infatti, introdurre lo sport nella pianificazione della giornata aiuta a essere costanti.
Oltre alla camminata e alla corsa, sotto ottime attività allenanti anche il ciclismo e il nuoto. Pedalare è un ottimo modo per rimettersi in moto dopo l’inverno e non ha controindicazioni particolari. Anzi, sulla bici le articolazioni e la schiena non ricevono sollecitazioni troppo intense (come potrebbe accadere nel caso della corsa) e anche le caviglie lavorano in sicurezza. Per chi è soprappeso, poi, il ciclismo è l’ideale perché più del 50 per 100 del peso si scarica sui glutei, quindi sulla sella, e di conseguenza non si stressano troppo gli arti inferiori che soprattutto per i meno giovani sono più facilmente a rischio di microtraumi. Anche il nuoto, praticato con costanza, tonifica i muscoli, migliora la circolazione e allena in modo ottimale l’apparato cardiovascolare.

Questione di girovita (Foto: Flickr)
Il momento a maggior rischio, si sa, è quello del passaggio dalla giovinezza alla mezza età. E’ in questo delicato periodo della vita che si tende a metter su ciccia e per evitarlo a volte ci si butta in un’attività fisica frenetica che rischia di causare anche qualche problema. Una ricerca pubblicata oggi sulla rivista medica americana Jama sostiene che è l’esercizio fisico costante praticato nel corso degli anni in gioventù la miglior polizza di assicurazione contro l’aumento di peso in agguato. Continua

Un'immagine del gioco
Dopo una lunga china discendente, la sfida di rigenerare PES era durissima, roba da spezzare la schiena dei team di sviluppo più tosti. E invece Konami ce l’ha fatta: con l’edizione 2011 il suo Pro Evolution Soccer è ufficialmente tornato grande. Continua

La copertina di FIFA 11
Qualche anno fa, nemmeno tanti a dire la verità, FIFA era sbeffeggiato da molti appassionati di calcio virtuale, perché era considerato troppo “arcade” (leggasi: facile, poco profondo e un po’ scemo). Con le splendide edizioni 09 e 10 la solfa però è cambiata. FIFA 11 (nei negozi il 1° ottobre) continua la progressione. Ancora una volta, è vera manna per gli amanti del genere, una sorta di nirvana della simulazione calcistica. Continua

(Credits: Moticon)
Sono uno di quelli che si definisce senza falsa modestia uno sciatore della domenica. Uno di quelli che inforca sci e racchette una, massimo due volte all’anno (con risultati frustranti, nella migliore delle ipotesi). Uno di quelli che guardando in tv le traiettorie disegnate dagli sciatori professionisti prova a convincersi che quello sia in realtà un altro sport. Ci vorrebbero delle lezioni, me lo ripeto da anni. Ma sono le solite buone intenzioni che lascio in un cassetto a prendere polvere.
Ecco, sulla carta sono probabilmente uno dei candidati ideali per l’acquisto di SkiGo, il sistema intelligente presentato al recente Ispo (il più grande salone mondiale dedicato all’articolo sportivo) che vorrebbe diventare l’alternativa elettronica al maestro di sci.
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Non so voi, ma io per la ginnastica da camera non sono tagliata. Passato capodanno, con i suoi propositi di dedizione e costanza, trovo difficile alzarmi dal letto la mattina e stendermi sul tappetino da palestra a fare addominali. E se è difficile mettercisi una volta, farlo tutti i giorni sembra un obiettivo impossibile. Mi sono sempre chiesta se uno stimolo un po’ più impellente del perdere i soliti due o tre chili mi avrebbe dato la spinta giusta. Forse quello stimolo è arrivato: 30 minuti al giorno di esercizio fisico sono un toccasana per prevenire diversi tipi di cancro. A dirlo è l’American Institute for Cancer Research (AICR) che nelle sue raccomandazioni per la prevenzione mette l’attività fisica regolare al secondo posto, dopo il controllo del peso.
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Jogging nel parco (Credit: azzuriceo)
Che sia lo sport migliore per combattere la pancetta incipiente lo sanno tutti. La novità è che correre fa bene anche alla mente. Lo suggerisce una ricerca, appena pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, svolta da una equipe di neuroscienziati dell’Università di Cambridge, in Gran Bretagna.
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Calciatori in azione
I test antidoping, che tanto facilmente possono mettere a repentaglio la reputazione di qualsiasi atleta, non sarebbero sempre così attendibili. Lo sostiene uno studio pubblicato dal British Journal of Sports Medicine e coordinato grazie al supporto finanziario della Fifa da Christophe Saudan, ricercatore dello Swiss Laboratory for Doping Analyses, situato nei pressi di Losanna. Sotto accusa viene messo in particolare il test che valuta l’eventuale assunzione di farmaci che incrementano il livello di testosterone, ormone presente naturalmente nel corpo, ma ampiamente utilizzato in forma sintetica per potenziare le prestazioni sportive. I ricercatori svizzeri hanno infatti esaminato i livelli di testosterone di 171 calciatori di sei Paesi (Italia, Argentina, Giappone, Svizzera, Sudafrica e Uganda), dopo aver appositamente aggiunto degli steroidi anabolizzanti ai loro campioni di urine, le quali sono state analizzate in base ai test introdotti nel 2004 dalla World Anti-Doping Agency. Questi ultimi rilevano la quantità di testosterone in rapporto a quella di una sostanza simile, l’epitestosterone. Mentre il rapporto normale in soggetti maschili in salute è di 1:1, un rapporto testosterone/epitestosterone superiore a 4:1 è il viatico per ulteriori controlli che accertino la presenza di testosterone sintetico e quindi l’assunzione di sostanze illegali. Ma il problema finora trascurato è il gene UGT2B17, che condiziona nei diversi gruppi etnici la rapidità con la quale il testosterone viene espulso dal corpo attraverso le urine. Gli atleti asiatici possiedono molto più frequentemente di quelli bianchi e di colore una variante del gene in questione che fa sì che essi impieghino più tempo a espellere il testosterone, i cui livelli nelle urine permangono dunque bassi, a differenza degli atleti degli altri gruppi etnici che, molto più raramente protetti da questa variante, vengono perciò colti più facilmente sul fatto dai test esistenti. Benché Frederic Donze, portavoce della World Anti-Doping Agency, sostenga che l’organizzazione sia in realtà consapevole e in grado di fronteggiare il problema, Saudan auspica l’introduzione per ogni atleta di una specie di passaporto, ovvero l’uso del suo profilo metabolico individuale quale pietra di paragone per scovare anomalie sospette, come la concentrazione estremamente elevata dei globuli rossi.
Si inaugurano finalmente le Olimpiadi cinesi ma, per chi vuole vivere le emozioni delle competizioni sportive in prima persona c’è il nuovo videogioco prodotto dal publisher giapponese Sega, Beijing 2008.
Non è la prima volta che esce un videogame ispirato ai Giochi Olimpici, i primi titoli risalgono addirittura alla fine degli anni ’70. Recentemente, nel 2004, Sony ha realizzato un divertente gioco per PS2 basato sulle Olimpiadi di Atene, mentre due anni fa, i Giochi Olimpici invernali di Torino 2006 erano stati ricreati virtualmente dall’americana Take 2. A Natale 2007 la stessa Sega aveva prodotto un gioco basato sulle olimpiadi cinesi che aveva per protagonisti due icone dei videogame: Sonic e Super Mario, mentre più o meno nello stesso periodo Atari ha lanciato il titolo Asterix alle Olimpiadi.
Il nuovo titolo di Sega, però, si spinge oltre. Con ben 38 eventi e 30 nazioni partecipanti Beijing 2008 offre, anche grazie alla potenza delle nuove console PS3 e Xbox 360, la più realistica esperienza per quanto riguarda gli sport olimpici virtuali, aggiungendo anche la possibilità di competere online per dimostrare davvero di essere il più forte del mondo.
Atletica leggera, ginnastica, sport acquatici, sollevamento pesi, ping pong, kayak e persino judo saranno alcune delle discipline in cui dovrete competere contro il computer, contro i vostri amici oppure contro i veri primati mondiali, che verranno aggiornati attraverso Internet nel caso qualche atleta reale dovesse migliorare il record nella propria disciplina proprio durante i Giochi di Beijing.
Naturalmente, ciò che vi permetterà di eccellere nelle Olimpiadi virtuali non sarà l’atletismo ma il senso del ritmo e la coordinazione. Ad esempio, nelle gare di ginnastica femminile alla sbarra dovrete usare le levette analogiche per mimare correttamente i movimenti dell’atleta, mentre per gli esercizi a corpo libero bisognerà premere i tasti seguendo il ritmo giusto. Nella ginnastica maschile uno degli sport saranno gli anelli, in cui dovrete seguire il movimento delle braccia usando le levette del controller e poi premere i tasti nella giusta sequenza per effettuare un atterraggio perfetto. Meccaniche simili saranno applicate alle varie discipline di corsa e di salto, al lancio del martello e del giavellotto.
Partecipare al videogame su computer o console è semplice e accessibile a chiunque; eccellere e competere online, anche se si tratta di sport virtuali, non è da tutti, ci vogliono nervi saldi, freddezza e soprattutto il desiderio di vittoria, proprio come nelle competizioni reali.
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