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Cinquant’anni fa l’Urss lanciava lo Sputnik e dava inizio all’era spaziale

Il fatto che avrebbe sorvolato gli Stati Uniti sette volte al giorno per tutta la durata della missione era uno degli aspetti che preoccupavano maggiormente il governo americano. Ma il vero spauracchio costituito dallo Sputnik, il primo satellite artificiale mai lanciato in orbita, era la sua testimonianza che i sovietici erano riusciti, prima degli americani, a conquistare lo spazio. Cinquant’anni fa, il 4 ottobre 1957, con il lancio dello Sputnik iniziava ufficialmente l’era spaziale, meno di un mese dopo i russi avrebbero mandato la cagnetta Laika nello spazio e nel 1961 avrebbero vinto ancora mandando in orbita il primo uomo, il maggiore Yuri Gagarin. Nel 1963 i sovietici vinsero anche la guerra dei sessi, spedendo anche la prima donna nello spazio, il tenente Valentina Tereshkova. Ci volle lo sbarco sulla luna di Armstrong e compagni nel 1969 per ristabilire un po’ di equilibrio spaziale tra le superpotenze, regalando agli Usa il loro primato. Ma nel mese di ottobre di 50 anni fa il segnale radio trasmesso dal satellite sovietico fu l’unico protagonista della scena e affascinò tutto il mondo in ascolto.
Dal 4 al 6 ottobre, presso la Galleria Bell’Italia di Roma un modello in scala 1:1 del satellite sarà esposto insieme a molte altre memorabilia della missione nell’ambito della mostra Tutti i segreti dello Sputnik-1.

Le missioni spaziali russe

Video americano con disegni e animazioni dà notizia del lancio

Un brano dell’episodio del docu-drama prodotto da BBC2 nel 2005 sull’era spaziale dedicato allo Sputnik.

Dimmi dove abiti, ti dirò quanto pesi

http://www.flickr.com/photos/joe_13/188297063/
Quanto più costa la casa in un quartiere, tanto più è probabile che in quella zona abitino persone magre. Secondo una ricerca sull’obesità a Seattle, negli Stati Uniti, ogni 100 mila dollari in più nel valore delle abitazioni, la probabilità di incontrare una persona in sovrappeso nel quartiere diminuisce del 2%.

È valido anche il ragionamento inverso: è obesa una perosna su tre nelle zone povere di Seattle, dove le case costano meno. Adam Drewnowski dell’università di Washington ha condotto uno studio su più di 8000 persone, associando il loro peso a 77 codici postali dell’area della città americana: il valore degli immobili con uno stesso cap ha rivelato la ricchezza dell’area. E, come hanno scoperto i ricercatori, ha anche predetto il numero di persone in eccesso di peso. Secondo Drewnowski è una tendenza che potrebbe essere riscontrata in altre città metropolitane americane, come New Orleans: “Quando abbiamo visto le immagini dell’uragano Katrina, tutti hanno visto che le persone lasciate indietro erano non soltanto povere, ma anche obese” ha dichiarato Drewnowski alla Msnbc.

Inoltre la possibilità di allenarsi e di trovare alimenti magri sono elementi che consentono come ovvio di evitare l’obesità. Per esempio, chi a Seattle abita vicino all’università o alla sede della Microsoft ha disposizione un supermercato che vende cibi dietetici. E può conservare il peso forma più facilmente.

Banda larga quanto mi costi? L’Ocse promuove il Giappone e boccia l’Italia

http://www.flickr.com/photos/robbyt/
Internet non viaggia alla stessa velocità in tutto il mondo. E nemmeno all’interno dei 30 paesi più avanzati, quelli che fanno parte dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). L’ultimo rapporto sulla comunicazione pubblicato dall’OCSE mette in luce differenze anche notevoli in termini di prezzi e velocità.
Dal rapporto emerge che il 60 per cento dei 256 milioni di abbonati naviga con la banda larga, e i Paesi che hanno optato decisamente per la fibra ottica sono quelli in grado di garantire le migliori velocità ai prezzi più bassi. In Giappone, ad esempio, sono disponibili linee a 100Mbps: una velocità 10 volte maggiore della media dei Paesi OCSE. E il prezzo per megabit al secondo in Giappone è in assoluto il più basso, pari a 0,22 dollari (0,16 euro), mentre il più alto è in Turchia (la bellezza di 81,13 dollari). Grazie alla fibra ottica gli utenti giapponesi non solo risparmiano, ma possono caricare dati alla stessa velocità con cui li scaricano: upload e download viaggiano allo stesso passo, cosa per definizione impossibile con l’Adsl.
Nel rapporto (qui una sintesi in italiano, in pdf), si legge anche: “Il calo dei prezzi e il miglioramento dei servizi sono stati più accentuati sui mercati caratterizzati da una intensa concorrenza”. E un buon metro di paragone sono le tariffe mensili dei con tratti flat, nei quali è la Svezia il Paese che offre il contratto base meno caro (10,79 dollari), seguita da Danimarca (11,11$), Svizzera (12,53$) e Stati Uniti (15,93$). L’Italia si piazza all’ottavo posto tra i Paesi Ocse, con il contratto mensile più economico pari a 17,63 dollari, pari a quasi 13 euro.

Clima, paesi poveri e biodiversità in pericolo

È stato raggiunto l’accordo tra gli scienziati sul secondo capitolo del rapporto che descrive le conseguenze dell’aumento della temperatura sugli ecosistemi del mondo, elaborato dai membri dell’Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Non è ancora noto il testo definitivo, approvato dopo quattro giorni e una notte di discussioni. Stati Uniti, Cina e Arabia Saudita sono i paesi che più di altri hanno sollevato obiezioni alle conclusioni degli scienziati.

Le 1400 pagine di previsioni Ipcc rilevano che gli effetti del riscaldamento planetario colpiranno soprattutto l’Africa, i grandi delta dei fiumi, l’Artico e le piccole isole. Da 1,5 a 3 miliardi di persone saranno a rischio di fame e sete in decine di paesi dell’Asia, dell’America latina e dell’Africa, vanificando gli sforzi dell’Onu per raggiungere gli obiettivi di fine millennio per lo sviluppo globale. La siccità colpirà in particolare l’Africa subsahariana, una delle regioni più povere del mondo.

Secondo gli scenari resi noti a Bruxelles con un innalzamento delle temperatura media di 1,5-2,5 gradi sarà a rischio la sopravvivenza del 20-30 per cento delle specie animali e vegetali nel mondo. E in futuro potrebbe essere difficile mettere in pratica misure di adattamento se l’aumento delle temperature dovesse superare i 3,5 gradi.

La sopravvivenza delle barriere coralline sarà in pericolo a causa dell’acidificazione dovuta all’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera. Altri ecosistemi del mondo saranno seriamente minacciati: la tundra, le foreste siberiane e il mediterraneo. I ghiacciai si scioglieranno sulle Alpi, sull’Himalaya e in Norvegia. È previsto inoltre un aumento delle precipitazioni e delle inondazioni: la portata dei fiumi potrebbe aumentare del 10-40 per cento.

Per le Italia le aree in cui la biodiversità è più a rischio sono le zone umide costiere e le Alpi. Ondate di calore metteranno in pericolo la salute: si assisterà inoltre ad un aumento della siccità e alla riduzione del potenziale energetico idroelettrico, che è la prima fonte di energia rinnovabile in Italia.

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