
Quella dedicata a Roma era stata scelta da Steve Jobs come esempio durante una presentazione dell’iPad 2 e definita dal fondatore di Apple “strabiliante”. E quella dedicata a Firenze è stata scelta come Best App italiana per il premio App Store Rewwind 2011 assegnato direttamente dalla Apple. Da oggi, proprio per festeggiare questo riconoscimento, la app Firenze-Virtual History, dedicata ai capolavori dell’arte fiorentina, verrà offerta con uno sconto speciale su App Store. Continua

(Credits: Jerome Brunet/zumapress)
Ricordo perfettamente il giorno in cui posai le mani per la prima volta sopra un iPhone. Era l’estate del 2007 e mi trovavo in un Apple Store di San Francisco (da noi il Melafonino sarebbe arrivato solo un anno più tardi). Continua

iPhone (Credits: Apple)
Gennaio 2007, sul palco del Macworld Expo, Steve Jobs chiude la sua rituale presentazione delle novità Apple con un colpo di coda, annunciando “tre” nuovi prodotti. È il lancio dell’iPhone, a cui Apple lavorava da quasi tre anni, e che riuniva in uno “un iPod widescreen con controlli touch”, un “nuovo e risoluzionario telefono cellulare” e “una svolta nei dispositivi di comunicazione via Internet”.
“Oggi”, sentenziò Jobs, “Apple sta per reinventare il telefono”. Era un’affermazione iperbolica e un po’ arrogante, oltre che utopica, ma cinque anni più tardi bisogna dargli ragione: l’iPhone ha reinventato il telefono, e sconvolto il settore della telefonia, delle comunicazioni via Internet nonché quello del software. Continua

Credits: In Icons
Sulla memoria di Steve Jobs ci sta banchettando chiunque, dagli autori sforna-biografie, ai fumettisti, ai produttori cinematografici. Ma guai se qualcuno prova a cavalcare l’enorme trend generato dalla morte del guru di Cupertino per vendere giocattoli (action figure, per l’esattezza), in quel caso Apple chiude le serrande e minaccia azioni legali. Era già successo un anno fa, è capitato di nuovo ieri, quando l’azienda cinese In Icons ha annunciato l’intenzione di mettere in commercio delle riproduzioni ultra-realistiche dello scomparso leader di Apple.
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Steve Jobs (Credits: Mark Richards/ZUMAPRESS.com LaPress)
Il recente annuncio dell’attribuzione di un Grammy, l’Oscar della musica, al defunto Steve Jobs, in un certo senso lascia perplessi.
È innegabile che Jobs abbia “cambiato il mondo” per certi aspetti: ha reso la tecnologia “user-friendly”, portando computer innovativi e gadget tecnologici al grande pubblico e nell’ultimo decennio ha contribuito a diffondere nuovi modi di fruire di musica ed applicazioni multimediali. Ed è altrettanto innegabile che il mercato della musica in un certo senso gli deve la propria salvezza: senza le vendite dell’iTunes Store, probabilmente più di un discografico importante sarebbe andato gambe all’aria da un bel pezzo.
Da qui a osannare Jobs classificandolo come una sorta di nuovo messia tecnologico, ne dovrebbe passare un po’. Continua

Complice il censimento, nel 2011 è stata Istat la parola più ricercata nel settore scienze, in Italia secondo l’analisi di Google Trends. Al secondo posto c’è Steve Jobs, naturalmente l’incremento è dovuto alla notizia della sua morte. Al terzo posto c’è il termine Terremoto, e la zona italiana in cui la parola è stata più cercata è la provincia de L’Aquila. In quarta e quinta posizione due parole più strettamente legate alle scienze: Matematica e Luna. Continua

Dalla scomparsa di Steve Jobs allo storico accordo Nokia-Microsoft, dall’arrivo di Google+ al disastro del PlayStation Network: ripercorriamo tutto il 2011 attraverso gli eventi tecnologici che lo hanno caratterizzato. Il tutto, ovviamente, in rigoroso ordine cronologico: Continua

credits: Apple
I più attenti l’avevano intuito già qualche settimana fa, quando in rete era cominciata a circolare la notizia secondo cui Apple avrebbe iniziato a ridurre le ordinazioni di display per iPad 2 (i meno attenti avevano immaginato altri problemi in stile Foxconn), ora la conferma è arrivata: Apple ha dato il via alle prime fasi di preproduzione dell’iPad 3, che stando alle indiscrezioni garantirà prestazioni “vicine a quelle del Retina Display”.
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Steve Jobs (Credits: Mark Richards/ZUMAPRESS.com LaPress)

Alla fine Adobe ha dovuto cedere: Flash non sarà più sviluppato per i browser del futuro, almeno per quelli installati sui dispositivi mobili.
Le motivazioni ufficiali parlano della volontà di concentrarsi sull‘Html5 ma per chi lavora nel settore si tratta di una mezza verità. Perché quella di Adobe - è inutile girarci intorno – è figlia di un’altra decisione: quella che spinse Steve Jobs a escludere a suo tempo Flash dai vari iGadget marchiati Apple. Continua

credit: Karmapanda
Per molti è la prova che Steve Jobs ci aveva visto giusto. Per altri è solo lo stadio finale di una degenza causata dallo stesso Jobs. Fatto sta che a quanto pare Adobe ha deciso di abbandonare lo sviluppo di Flash per i browser mobile, lasciando di fatto la strada sgombra all’ormai inarrestabile (pare) HTML5.
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