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Internet mobile, stop alle bollette shock

(Credits: Vodafone)

(Credits: Vodafone)

Alzi la mano chi non ha mai ricevuto una bolletta telefonica maggiorata da costi di connessione inattesi. Lo scorso anno sono state oltre 5.000 le lettere di protesta inviate dagli utenti italiani per contestare i conti salati dell’Internet mobile, primi fra tutti gli abbonamenti alle ormai diffusissime chiavette Usb, con punte record fino a 50mila euro. Un motivo più che valido per spingere il Garante delle Comunicazioni a intervenire con una misura che punta a prevenire le cosiddette “bollette shock“.
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I prezzi degli sms italiani sono troppo alti, lo dice il Garante

Credits: Sony Ericsson

Credits: Sony Ericsson

Ho sempre pensato che 15 centesimi di euro per mandare un sms non fossero roba da poco. Non in senso stretto, si intende.

La mia convinzione si basa sulla tipologia di servizio offerta (parliamoci chiaro, far viaggiare 160 caratteri ha un costo irrisorio per gli operatori). E sul portafogli: con una media di una decina di messaggi al giorno si arriva facilmente a sfiorare i 50 euro di traffico telefonico (solo per gli sms). Molto di più di ciò che spendo attualmente per il mio abbonamento Internet. Con cui – per inciso – comunico con tutto il mondo senza limitazioni di sorta (e di caratteri).
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In Italia cellulari troppo cari? Con il web si può risparmiare

pilacellulari

Ci sono un italiano, uno spagnolo e un finlandese, che parlano al telefonino. Sembra una barzelletta, ma a differenza del solito, in questo caso è il nostro connazionale a fare la figura del fesso: è quello che paga di più. Continua

Dal 1° luglio tariffa unica in tutta Europa per gli Sms

sms

Dal 1 luglio avremo un mercato unico anche per le tariffe dei messaggi di testo inviati quando si è all’estero in vacanza. Gli Sms inviati all’estero costeranno infatti 11 cent contro gli attuali 28 per tutti i gestori. Lo ha deciso il Parlamento di Strasburgo che ha votato a larga maggioranza l’abbattimento dei costi sugli Sms di oltre il 60%.
Viviane Reding, Commissario delle Telecomunicazioni all’interno dell’Unione Europea, ha salutato il provvedimento come la fine delle tariffe ipergonfiate del roaming. E il presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, ha aggiunto che le nuove modifiche fanno dell’Europa il continente con le tariffe più favorevoli per gli utenti di telefonia mobile e che ci si aspetta per tanto una ricaduta positiva su tutto il mercato della telefonia mobile in Europa.

Il Parlamento ha anche votato un altro importante provvedimento che per la prima istituisce il prezzo di riferimento di 1 euro a megabyte per il download dei dati tra le reti degli operatori sempre in ambito internazionale. Pur non toccando direttamente gli utenti, in quanto si tratta di un accordo wholesale tra gli operatori mobili, esso rappresenta un passo avanti nel regolamentare il settore dell’Internet mobile, dove le tariffe sono ancora molto alte.

Infine buone notizie per i consumatori arrivano anche sul versante voce, dove i costi delle chiamate internazionali effettuate sono stati ridotti da 46 a 43 centesimi di euro mentre per il ricevente è stata abbassata la tariffa da 22 a 19 euro cent.

Per gli operatori mobili l’abbassamento dei costi di roaming internazionale significa ovviamente una riduzione del fatturato: lo scorso hanno i gestori della telefonia mobile hanno guadagnato circa 6,5 miliardi di euro con il roaming internazionale e quest’ultimo rappresenta il 2% del fatturato complessivo del mercato delle tlc europeo (300 miliardi di euro).

Il videoservizio:

Banda larga quanto mi costi? L’Ocse promuove il Giappone e boccia l’Italia

http://www.flickr.com/photos/robbyt/
Internet non viaggia alla stessa velocità in tutto il mondo. E nemmeno all’interno dei 30 paesi più avanzati, quelli che fanno parte dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). L’ultimo rapporto sulla comunicazione pubblicato dall’OCSE mette in luce differenze anche notevoli in termini di prezzi e velocità.
Dal rapporto emerge che il 60 per cento dei 256 milioni di abbonati naviga con la banda larga, e i Paesi che hanno optato decisamente per la fibra ottica sono quelli in grado di garantire le migliori velocità ai prezzi più bassi. In Giappone, ad esempio, sono disponibili linee a 100Mbps: una velocità 10 volte maggiore della media dei Paesi OCSE. E il prezzo per megabit al secondo in Giappone è in assoluto il più basso, pari a 0,22 dollari (0,16 euro), mentre il più alto è in Turchia (la bellezza di 81,13 dollari). Grazie alla fibra ottica gli utenti giapponesi non solo risparmiano, ma possono caricare dati alla stessa velocità con cui li scaricano: upload e download viaggiano allo stesso passo, cosa per definizione impossibile con l’Adsl.
Nel rapporto (qui una sintesi in italiano, in pdf), si legge anche: “Il calo dei prezzi e il miglioramento dei servizi sono stati più accentuati sui mercati caratterizzati da una intensa concorrenza”. E un buon metro di paragone sono le tariffe mensili dei con tratti flat, nei quali è la Svezia il Paese che offre il contratto base meno caro (10,79 dollari), seguita da Danimarca (11,11$), Svizzera (12,53$) e Stati Uniti (15,93$). L’Italia si piazza all’ottavo posto tra i Paesi Ocse, con il contratto mensile più economico pari a 17,63 dollari, pari a quasi 13 euro.

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