Leggi tutte le notizie su:


tata

Aria, luce e acqua: dagli Usa nuovo sprint per le auto ecologiche

Vettura ad aria compressa della Tata

Vettura ad aria compressa della Tata

Gli Stati Uniti girano pagina sulle politiche ambientaliste. E l’arrivo di una nuova generazione di auto verdi potrebbe avvicinarsi. Il presidente Usa Barack Obama ha introdotto un limite alle emissioni di anidride carbonica dei veicoli entro il 2011: una misura che il precedente inquilino della Casa Bianca, George W. Bush, aveva ignorato. Ma la scelta di Obama potrebbe favorire i progetti per vetture non inquinanti lanciate dalle case automobilistiche, come quelle alimentate da fonti rinnovabili. L’anno scorso l’indiana Tata ha presentato un’automobile ad aria compressa con un’autonomia di 300 chilometri. Per fare il “pieno” basta collegarla a un presa della corrente che alimenta un compressore. Annunciata per l’inizio del 2009, finora non è ancora arrivata sul mercato: alcuni prototipi sono stati ordinati da Air France.

E le vetture solari? La Toyota ha annunciato che la sua Prius sarà predisposta per ospitare pannelli solari: potrà ricaricarsi, per esempio, quando è parcheggiata. Sotto il sole della California, invece, brillano le ricerche per migliorare l’efficienza energetica: una fitta rete di multinazionali e startup lavora per produrre batterie in grado di prolungare l’autonomia. Senza dimenticare lusso e comfort: Tesla motors, finanziata dal venture capitalis Vinod Khosla, ha presentato al salone di Detroit la sua Roadster, un’auto sportiva ecologica per centomila dollari. L’idrogeno è ancora una grande frontiera che impegna le grandi case automobilistiche, ma finora non sembra pronto alla commercializzazione. Blue Zero F-cell è una concept car della Mercedes alimentata da fuel cell con un’autonomia di 400 chilometri.

Il prototipo della Tata, sviluppato con la francese MDI

Toyota Prius solare

Blue Zero Fuel cell di Mercedes

Supercomputer: nella top ten arriva Eka l’indiano

http://www.flickr.com/photos/scjody/410858611/
Dice di essere il numero “uno”, ma nella recente classifica dei più potenti supercomputer del mondo è arrivato in quarta posizione: Eka, questo il nome del megacervello elettronico in questione, significa “uno” in sanscrito, l’antica lingua dell’India. In realtà un record lo ha battuto: è il primo supercomputer indiano a entrare nella “top ten” globale. E anche il primo tra i 42 asiatici in lista. Gli scienziati lo usano per simulare la dinamica dei fluidi e i crash test dei veicoli, per progettare nuove molecole, per le nanotecnologie. Costato 30 milioni di dollari, fa parte dei Laboratori di ricerca computazionale (Crt) della multinazionale indiana Tata, che ha stretto di recente accordi commerciali con la Fiat. Il centro di ricerca è a Pune, definita “Oxford dell’India” per l’elevata concentrazione di istituzioni accademiche. Un’area dove sono presenti impianti di giganti dell’informatica, dell’agroalimentare, dei trasporti.

Nella “top ten” la medaglia d’oro spetta al Blue Gene/L dell’Ibm installato nel laboratorio Lawrence Livermore negli Stati Uniti, che gestisce la sicurezza delle testate nucleari nazionali. L’Italia è in quarantottesima posizione con il supercomputer del Cineca, il Consorzio interuniversitario per il calcolo automatico.

Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

RSS Mytech

  • An error has occurred; the feed is probably down. Try again later.
Panorama annunci

Archivi

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • Applicazioni Mondadori
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!