
“Hillary piangerà di nuovo prima del 12 febbraio ?”. “Il Kosovo si dichiarerà indipendente entro l’11 febbraio?“. “Angelina Jolie è incinta?“. “Google comprerà il New York Times entro la fine del 2008?“. Sono alcune delle sfide lanciate su Hubdub, sito fresco di lancio che sta attirando l’attenzione di tutti per la sua originale formula di “scommesse generate dal basso”. Chiunque può sottoporne una, e su qualsiasi tema d’attualità: dallo spettacolo alla politica, ma anche economia, esteri, scienze, sport. Una volta completata l’iscrizione, si possono effettuare le puntate e competere con gli altri membri, oltre a seguire l’evoluzione delle sfide attraverso un totalizzatore e le ultime notizie pubblicate in rete. Intrattenimento, gioco, si, ma fino a un certo punto. Come spiega Techcrunch “il processo trasforma gli utenti da consumatori passivi dell’informazione in partecipanti attivi”. E soprattutto, permette di socializzare e divertirsi a partire dai temi più forti del momento.
Per ora il sito è solo in fase beta. Gli utenti, cioè, simulano le scommesse attraverso hubdollari virtuali: al momento dell’iscrizione se ne ricevono mille e poi, via via che si vincono le sfide, il credito cresce. Ma il meccanismo è lo stesso delle scommesse vere e proprie: investendo, ad esempio, 100 hubdollari su chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti, se ne ricevono 180 puntando su Hillary e 333 puntando su Obama.
Nelle intenzioni degli ideatori c’è sicuramente l’idea di dar vita a un modello di business sostenibile, magari trasformandolo in una sorta di “fantanews” a 360 gradi, offrendo premi messi a disposizione dagli sponsor agli scommettitori più bravi.
Un breve video di presentazione (in inglese)

La pubblicità comparativa può avere un effetto boomerang su chi la usa. Non parliamo poi di quella che mette in cattiva luce perfino il marchio che voleva lanciare… È successo a Mozilla, la società che ha appena annunciato un cambio al vertice e che sviluppa il browser Firefox, e alla sua campagna di pubblicità virale Fight Against Boredom (Combatti la noia). Nell’omonimo sito, immediatamente “oscurato” dopo che TechCrunch ne aveva diffuso il contenuto, oltre a un finto talk show, un video musicale in stile “We are the world” e la possibilità di scaricare il motore di ricerca, venivano anche citate delle statistiche che mettevano in relazione Mozilla con il concorrente Explorer.
E è proprio sul tenore delle statistiche citate che si è scatenato un putiferio, che ha costretto Paul Kim, direttore marketing di Mozilla, a oscurare il sito fornendo una spiegazione e delle sentite scuse sul proprio blog.
Quali sono le frasi al centro della polemica? Eccone alcune, riportate da TechCrunch. “Rispetto agli utilizzatori di Internet Explorer, chi usa Firefox ha il 33% di probabilità in meno di vivere con persone con il colesterolo alto, il 24% di probabilità in meno di vivere con persone con disturbi cardiaci, il 38% di probabilità in meno di vivere con persone affette da cancro al seno”. La lista non si limita a queste bizzarre statistiche “mediche”, ma comprende anche considerazioni culturali (fruizione di documentari, lettura di notizie politiche, viaggi e così via).
I dati, spiega Paul Kim, sono ripresi da una recente ricerca Nielsen, ma non dovevano essere resi pubblici se non in seguito a una accurata revisione e selezione: in pratica il sito è risultato aperto e a libero accesso solo per errore, il suo contenuto andava ancora e “non rispecchia la visione di Mozilla”. Nonostante le scuse, l’errore certo non è passato inosservato, e la campagna che voleva giocare sull’ironia, è scivolata prima di cominciare, nel cattivo gusto.
Il video musicale Fight against boredom
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