Una telecamera di sorveglianza
L’occhio del Grande fratello elettronico non scoraggia i criminali. Soprattutto se a osservare strade, edifici e piazze sono gli obiettivi di una telecamera. Una ricerca dell’università di Cambridge ha rilevato che i circuiti di sorveglianza non sono un deterrente efficace contro i crimini. Ottengono, invece, risultati tangibili per i furti d’auto nei parcheggi, soprattutto se l’illuminazione è stata potenziata e sono presenti guardie nelle vicinanze. Anzi, proprio nella cittadina universitaria di Cambridge, i ricercatori hanno osservato che la presenza di telecamere non ha avuto effetti sulle infrazioni della legge, ma ha portato a un aumento delle denunce.
Lo studio, pubblicato da quotidiani inglesi come il Guardian e il Daily mail, è un’analisi di 44 ricerche condotte negli ultimi 15 anni per capire l’impatto delle telecamere nella prevenzione dei crimini: un tema di dibattito molto sentito in Gran Bretagna, dove sono installati 4 milioni di occhi elettronici. Proprio in Inghilterra è ambientato il libro di George Orwell “1984″: un racconto di fantascienza in cui l’autore inglese immagina una società in cui la privacy è annullata dal controllo continuo di un “Big Brother”. Secondo alcune stime, l’investimento complessivo per l’acquisto delle tecnologie a circuito chiuso per la sorveglianza è stato di circa 500 milioni di sterline negli ultimi anni. Somme di denaro che, secondo alcuni rappresentanti della Camera dei Lord, potevano essere destinate alle forze di polizia o a potenziare gli impianti di illuminazione nelle zone più a rischio.

Nelle ultime settimane un’automobile ha attraversato Roma e Milano a passo d’uomo con una telecamera installata sul tetto. L’obiettivo è di fotografare le strade per costruire una mappa “tridimensionale”, da esplorare come un turista che ammira un quadro di una città : si possono vedere vedere negozi, abitazioni e incroci. Ma anche le persone presenti al momento dello scatto, per strada o davanti a una vetrina. È un progetto di Google chiamato “Street view”. I passanti però non l’hanno presa bene: il corrispondente in Italia del Times, Bernhard Warner, racconta che le persone in strada al momento delle riprese sono fuggite dall’occhio della telecamera. Nascondendosi nei bar più vicini. Giovedi scorso il garante europeo per la protezione dei dati Peter Hustinx ha avvertito “big G” di tenere presenti le leggi locali sulla privacy. Street View è già in funzione in una trentina di città negli Stati Uniti, da New York a San Francisco. Se da una lato è un servizio comodo per automobilisti e turisti, dall’altro le fotografie hanno creato non pochi problemi. Il responsabile per la privacy di Google, Peter Fleischer, ha annunciato che saranno rispettate le norme di ogni singola nazione per la tutela della riservatezza personale. Una delle ipotesi è di rendere irriconoscibili i volti e le targhe delle automobili.
Ma sulle strade delle città italiane sono puntati ben altri occhi, già accessibili al pubblico attraverso internet: chi vuole vedere in diretta Piazza San Babila a Milano può collegarsi con una webcam attiva 24 ore su 24. E così per centinaia di altri centri abitati, da Torino a Firenze. Strumenti utili per chi vuole conoscere il traffico, le condizioni meteorologiche o vedere i tesori artistici di un luogo. Anche se ogni sguardo sottrae un frammento di privacy a chi si ritrova nell’immagine.
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