
Mariangela Melato in una cabina Sip degli anni '70 (Credits: romapress)
Ora è arrivato anche il via libera dell’Agcom: Telecom potrà smantellare le vecchie cabine telefoniche. Il motivo? Non servono più, o meglio servono a pochi. Una notizia che forse sarà accolta con rammarico dai nostalgici della telefonia d’altri tempi, quando i protagonisti erano il grigione, la Sip, il duplex e naturalmente il gettone. Ma che certo non giunge inaspettata. Di fatto, la buona e vecchia cabina era entrata in fase di pre-pensionamento già da qualche tempo. Almeno da una decina d’anni, da quando cioé gli italiani avevano iniziato a capire che con un cellulare in tasca il ricorso al telefono pubblico diventava sempre più raro, quasi una pratica di emergenza.
Continua
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_iphone_inhandhome.jpg)
Dopo una lunga trattativa, annunci e smentite, adesso è ufficiale: Telecom Italia ha confermato di aver siglato l’accordo con Apple per portare l’iPhone in Italia entro l’anno. Probabilmente a giugno inizierà la vendita di uno degli oggetti hi tech più desiderati del momento, da parte di Telecom, poi anche Vodafone commercializzerà l’iPhone in Italia entro la fine dell’anno.
Vodafone ha spiegato che è stato firmato un accordo con la Apple che riguarda dieci Paesi: oltre all’Italia, Sudafrica, Australia, Egitto, Grecia, India, Portogallo, Nuova Zelanda, Turchia e Repubblica ceca. L’operatore telefonico spiega anche che gli apparecchi che distribuirà lavoreranno sulla propria rete.
Lanciato nella primavera del 2007, l’iPhone è attualmente in commercio in sei paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Irlanda e Austria.
Il VIDEO servizio:
LEGGI ANCHE: Perché mi piacciono i prodotti Apple (e aspetto l’iPhone)
- Tags: AirOne, banda-larga, bando, British-Telecom, Deutsche-Telekom, Elettronica-industriale, Fastweb, internet, licenze, Mediaset, Ministero-delle-Comunicazioni, T-Systems, Telecom, Toto-Costruzion, wi-max, WInd
-

Gli inglesi della Bbc, l’hanno inserito fra i cinque “piatti forti” del 2008. Il Wi-Max si prepara a fare il suo ingresso fra le tecnologie che contano, anche in Italia. Ci scommettono gli analisti, ma anche le istituzioni (per il Ministro Gentiloni “è una tappa fondamentale per garantire il diritto all’accesso alla rete come servizio universale”) e ovviamente loro, i 48 candidati al bando che assegnerà le 35 licenze. Fra questi ci sono i soliti noti del nostro panorama telefonico, come Telecom, Wind e Fastweb, ma anche alcuni dei più grandi gruppi nazionali e internazionali come Mediaset, British Telecom, Deutsche Telekom e AirOne, che attraverso società partecipate (Elettronica industriale, T-Systems, Toto Costruzioni) contano di portarsi a casa una fetta di etere da sfruttare per il proprio business. Fa notizia, d’altro canto, l’assenza di tre importantissime firme del settore “Telco” come Tiscali, Vodafone, e Tre, che secondo i ben informati nutrirebbero qualche perplessità sul ritorno degli investimenti di una tecnologia che, a differenza di quanto accade negli altri Paesi, potrà contare solo su una fetta dei 200 MHz disponibili nel range delle frequenze all’asta (3,4-3,6 GHz), visto e considerato che il Ministero della Difesa ha voluto tenersi un quarto dello spettro. Ci sono infine gli operatori regionali, nomi sicuramente meno noti al grande pubblico, che potrebbero approfittare della ribalta del bando per far crescere le proprie quotazioni, magari attirando le attenzioni di qualche partner finanziario.
Delle 35 licenze disponibili, 14 riguarderanno le cosiddette macroaree, ovvero le sette circoscrizioni individuate dal ministero delle Comunicazioni accorpando le 21 regioni italiane. Ciascun operatore potrà aggiudicarsi una sola licenza per macroarea, il che rende teoricamente possibile la costituzione di un network nazionale, qualora uno dei candidati riuscisse ad accaparrarsi un’autorizzazione per ognuna delle 7 macroaree. Le rimanenti 24 verranno assegnate su base regionale ai soggetti che – cita il bando di gara – “non dispongano direttamente di diritti d’uso di risorse spettrali per l’offerta di servizi di comunicazione mobile di terza generazione”.
Il Ministero ha stabilito anche la base d’asta totale del bando, circa 45 milioni di euro, differenziando per ciascun blocco le soglie minime di partecipazione: si va per esempio dai 40.000 euro della Valle d’Aosta ai quasi tre milioni e mezzo della “confederazione” Friuli-Veneto-Emilia Romagna-Marche. Curioso notare come per la Sicilia sia stato fissata una soglia minima circa tre volte più alta rispetto a quella della Sardegna (1 milione e 200 mila contro i 400 mila euro).
Le buste dovrebbero essere aperte il 20 gennaio; poi entro il mese successivo arriveranno le concessioni del Ministero.
Un accordo di collaborazione con Telecom permetterà a Tiscali di aggiungersi alla lista degli operatori mobili presenti sul nostro territorio. In realtà la compagnia sarda non diventerà una vera e propria mobile company al pari di Tim, Wind, 3 e Vodafone, ma un operatore virtuale, ossia un provider di rete fissa abilitato – grazie al supporto offerto dalle reti Telecom – a offrire servizi di telefonia mobile, sia in Italia che all’estero. Per la società, si tratta di un passo decisivo verso il completamento di una proposta commerciale che fino a oggi si è focalizzata soprattutto sulle attività di rete fissa. L’obiettivo numero uno è naturalmente quello della convergenza fisso-mobile, chiave di volta per offrire servizi alternativi a quelli attualmente offerti dagli operatori nostrani, compresi quelli di Telecom Italia. Il tutto nella più completa autonomia, sia per ciò che riguarda i prezzi che per la modalità di erogazione dei servizi.
Quello dei cosiddetti operatori mobili è un fenomeno in piena evoluzione che ha già portato alcuni marchi illustri della grande distribuzione, come Coop e Carrefour, a firmare accordi di collaborazione con le compagnie di telecomunicazione per offrire servizi di mobilità, con tanto di sim e prefissi proprietari. È la prima volta, però, che la notizia riguarda un operatore di rete fissa.
Gli ultimi commenti