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Terra e luna (Credit: Nasa)
Se pensate che quelli che vedete nella foto siano solo due puntini luminosi, ricredetevi. Si tratta del nostro pianeta e della sua luna visti da una distanza di quasi 10 milioni di chilometri e fotografati dalla sonda Juno che è partita da Cape Canaveral, in Florida, lo scorso 5 agosto ed è diretta verso il pianeta più grande del nostro sistema solare: Giove. Continua

Foto: Flickr
La Terra è un organismo vivente, in continua evoluzione. I cambiamenti climatici la stanno modificando? Gli eventi geofisici che la scuotono sono in qualche modo collegati tra loro? La deforestazione ha davvero subito una battuta d’arresto? Ora gli strumenti utilizzati dagli scienziati per analizzare lo stato di salute della Terra, e studiarne le emergenze, sono alla portata di tutti, grazie a un’applicazione scaricabile gratuitamente su iPhone, iPad e iPod Touch. Continua

Una troupe del National Geographic filma l'eruzione dell'Eyjafjallajokull (Credit: AP)
Il 2012 si avvicina e chi si balocca con le profezie di sventura vuole a tutti i costi vedere nella impressionante sequenza di eventi catastrofici degli ultimi mesi un’anteprima di ciò che ci attende nell’anno in cui i Maya hanno previsto l’Armageddon. Eppure alla fatidica domanda “La recente attività sismica è insolita?” gli scienziati rispondono no. E chi chiede se l’attività vulcanica registrata sulla Terra sia in aumento forniscono più o meno la stessa risposta: “pensiamo di no“.
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Abitanti tra le macerie del villaggio di Okcular nella parte orientale della Turchia, colpita da un terremoto di magnitudo 6 (Credit: Ansa)
8 marzo: Basyurt, nella provincia di Elazig, Turchia. Alle 4.32 del mattino (3.32 ora italiana) una scossa di magnitudo 6.0 provoca decine di morti, si scava tra le macerie alla ricerca di feriti ancora intrappolati. Continua

L'asse terrestre si è spostato in seguito al terremoto in Cile (Credit: Ansa)
Avete l’impressione che le giornate durino sempre meno? Forse non è solo una sensazione legata agli anni che passano. Il terribile sisma che ha sconvolto il Cile, infatti, potrebbe aver spostato l’asse della Terra e di conseguenza accorciato le giornate. Secondo lo scienziato della Nasa, Richard Gross, il terremoto del Cile ha spostato l’asse di circa 8 cm e accorciato le giornate di 1,26 microsecondi. Continua

La biosfera globale. Immagine del 2008 (Credit: Nasa)
Indifferenti al fallimento della conferenza sul clima di Copenaghen? Scettici sulle reali responsabilità delle attività umane per il cambiamento climatico? L’Earth Observatory della Nasa da 10 anni tiene il pianeta sotto osservazione e monitora una moltitudine di fenomeni, climatici e non, che documenta con fotografie satellitari spettacolari. Alcuni “eventi” sono sicuramente naturali, come le eruzioni vulcaniche, altri sono il chiaro effetto delle modificazioni apportate dall’uomo.
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Il 22 aprile è la Giornata della Terra. Una “festività” nata nel 1970 su proposta del senatore democratico americano Gaylord Nelson, con la spettacolare adesione di 20 milioni di americani che si mobilitarono in quello che segnò l’inizio del moderno ambientalismo. L’idea che la preoccupazione per la salute del pianeta e la voglia di fare la propria parte per proteggerla potesse essere simbolicamente rappresentata da una manifestazione collettiva ha avuto da allora un successo crescente.
Quasi quarant’anni più tardi ce n’è più bisogno che mai, e l’Earth Day è divenuto un evento realmente globale. Nel conto alla rovescia che comincia oggi per il 40° anniversario, si inaugura anche la Green Generation Campaign, i cui principi cardine sono un futuro basato sulle energie rinnovabili, la responsabilità individuale e il consumo responsabile, la creazione di un’economia verde che porti posti di lavoro e tolga milioni di persone dalla povertà. Obiettivi ambiziosi, del resto sono in molti a credere, il presidente americano Obama in testa, che la crisi economica vada vista come l’occasione per fare scelte di campo in direzione ambientalista. L’era dello spreco, del consumo smodato e della ricchezza accumulata sfruttando i carburanti fossili per il momento sembra avviata a un rapido tramonto.
Siccome la platea a cui è fondamentale rivolgersi è quella dei giovani, che dovranno farsi da subito protagonisti di un radicale cambio di mentalità rispetto alle generazioni precedenti, l’invito è anche a investire nell’istruzione e nella sensibilizzazione ai temi della responsabilità individuale a partire dai banchi di scuola. Solo così è possibile creare una consapevolezza diffusa di ciò che va fatto per mettere riparo ai danni inferti all’ambiente fino ad oggi. Non si tratta, insomma, di una semplice, per quanto globale, manifestazione di protesta. Lo slogan dell’evento è “Fai la tua parte”.
E per celebrare la giornata della Terra non si contano gli eventi in programma in tutto il mondo. In Italia il più atteso è senz’altro il concerto (a impatto zero, assicurano gli organizzatori, secondo il progetto di Lifegate) che si terrà a partire dalle 20 in piazza del Popolo a Roma e che vedrà avvicendarsi sul palco Ben Harper and Relentless7, seguiti da Subsonica, Nneka e Bibi Tanga & The Selenites. Il concerto sarà trasmesso da Nat Geo Music (canale 710 di Sky).
E il palinsesto di molti canali Sky sarà in buona parte dedicato all’Earth Day. Il video-shock di Adriano Celentano, “Sognando Chernobyl”, verrà trasmesso alle 22.15 su Sky Uno e alle 23.50 su Nat Geo Music. Si tratta di un video catastrofico che nessuno ha mai visto integralmente e che Celentano ha concesso di mandare in onda. Come mai? ”Quale momento più indicato come quello della Giornata Mondiale della Terra - ha spiega Celentano all’Ansa - per far vedere, approssimativamente, cosa potrebbe succedere se il mondo continuasse a camminare nel modo in cui sta pericolosamente rotolando. Me l’hanno chiesto e m’è sembrato giusto aderire con le immagini non troppo consolanti di questo video”.
I documentari Ghiaccio estremo, I Semi del Futuro, Earth Report 2009 e Oceani, andranno in onda su National Geographic Channel a partire dalle 19. E Sky Tg24 , il canale all-news diretto da Emilio Carelli, dedicherà all’Earth Day l’intero palinsesto. I cambiamenti climatici e i problemi che affliggono l’ambiente saranno al centro di una maratona tv, con ospiti, collegamenti, reportage e interventi di esperti. Anche Radio Monte Carlo, media partner del Nat Geo Music Live, incentrerà l’intero palinsesto sull’evento, con i commenti di Vittorio Feltri, Gad Lerner ed Emilio Fede, opinionisti dell’emittente.
E la Disney ha scelto proprio l’Earth Day per il lancio globale del film Earth - La nostra Terra. Il documentario che racconta la storia della Terra e offre immagini spettacolari che ne celebrano la straordinaria bellezza esce oggi anche nelle sale italiane.
Qui il trailer del documentario
Il videoservizio
Un’immagine della Terra vista dalla ISS
C’è chi tiene in ufficio un acquario e si rilassa guadando i pesci, chi invece preferisce la musica da meditazione per alleviare lo stress. Da oggi per allentare la tensione vi proponiamo un nuovo sistema: osservare la Terra dallo spazio. Potete farlo in qualsiasi momento restando fermi alla scrivania semplicemente visitando il sito della Nasa tv e scegliendo tra i canali quello dedicato alla stazione spaziale.
Grazie alle webcam installate sulla stazione, che trasmette le immagini in diretta, è possibile osservare il nostro pianeta quando l’equipaggio è riposo (approssimativamente dalle 7 di sera alle 7 del mattino, ora nostra) e per farsi un’idea dell’attività degli astronauti nelle ore di lavoro. Alternate a queste immagini c’è una mappa della Terra che dà la posizione della stazione nell’orbita terrestre. Siccome la stazione completa un’orbita terrestre in 90 minuti, si vedono da qui un tramonto o un’alba ogni 45 minuti. Quando la stazione è immersa nell’oscurità la webcam esterna potrebbe apparire nera, ma può anche fornire una visione spettacolare delle luci delle città sorvolate.
Un video per esplorare l’interno della Stazione spaziale internazionale
Una rappresentazione del modello di Snowball Earth
Come fra gli esseri umani, anche in natura accade che gli amici di ieri diventino talvolta i nemici di oggi. Lo sostiene, a proposito dell’anidride carbonica, Philip Allen, docente presso il dipartimento di Scienze della Terra dell’Imperial College di Londra e coautore di uno studio pubblicato sull’ultimo numero di Nature Geoscience. Il gas serra che desta tante inquietudini tra quanti hanno a cuore l’ambiente, mostrò infatti il suo lato virtuoso nel Periodo Cryogeniano, compreso all’incirca tra 840 e 635 milioni di anni fa, durante il quale contribuì a evitare alla Terra una glaciazione completa e mortale. Questa teoria si contrappone all’ipotesi della Snowball Earth, (letteralmente “Terra palla di neve”), che teorizza invece un pianeta rimasto allora totalmente congelato per milioni di anni, in seguito a una inarrestabile reazione a catena che lo raffreddava sempre di più con l’avanzata dei ghiacciai. Allen è infatti convinto, sulla scia di recenti ricerche realizzate all’università di Toronto, che con la discesa della temperatura sulla superficie terrestre l’ossigeno fu attirato nell’oceano, dove ossidò della materia organica, liberando anidride carbonica nell’atmosfera. “Nella dinamica del mutamento climatico”, sintetizza Allen, “il biossido di carbonio può essere ad un tempo santo e peccatore. Oggi siamo tanto preoccupati per il riscaldamento globale e per i danni che questo gas serra sta facendo al nostro pianeta. Che tuttavia, circa 600 milioni di anni fa, probabilmente salvò insieme alle sue elementari forme di vita da una gelida estinzione”. Lo studioso spera di mettere in discussione una teoria come quella della Snowball Earth che molti scienziati ancora ritengono corretta, a dispetto delle sue contraddizioni. L’allarme attualmente destato dall’anidride carbonica in materia di inquinamento rischia di far dimenticare che il passato più remoto della Terra rimane per molti aspetti da comprendere, compito in cui potrebbe farsi strada una distorsione interpretativa che impedisce di relativizzare quella che oggi è una minaccia in quanto ne è stato alterato un ruolo naturale non necessariamente negativo.
![[color=red][b]5 MILIARDI DI ANNI[/b][/color] Il sole morente diviene una stella gigante rossa. Inizia il suo processo di espansione, che brucerà tutti i pianeti intorno. La Terra evaporerà .<br /> [i](Illustrazioni di Stefano Carrara / Panorama)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/the-world-without-us/normal_world-without-us06.jpg)
di Antonio De Blasi
Quando una stella si avvicina alla propria fine, diventa una gigante rossa. E per i pianeti che orbitano intorno, se esistono, non sono bei momenti. Fra 5 miliardi di anni il nostro Sole diventerà una gigante rossa, e i pianeti più interni verranno vaporizzati. Compresa la Terra.
O forse no. Il destino che attende il nostro mondo (anche se noi non ci saremo più) potrebbe non essere così infausto. La speranza viene, infatti, dalla scoperta di un pianeta gassoso, V391 Pegasi b, che orbita tranquillamente intorno a un astro morente, la stella V391 Pegasi, a circa 4.500 anni luce da noi. Ad averlo individuato è un team di astrofisici guidati da un italiano, Roberto Silvotti dell’Inaf-Osservatorio di Capodimonte. La scoperta è pubblicata sull’ultimo numero di Nature.
V391 Pegasi è una stella di 10 miliardi di anni, con una massa pari alla metà di quella del Sole e una temperatura superficiale di 30 mila gradi. Una volta esaurita, nel nucleo, la sua riserva di idrogeno, si è espansa, aumentando di volume, diventando più luminosa ma anche più fredda e più rossa. “La scoperta dimostra, per la prima volta, che un pianeta come Pegasi b, distante appena 1,7 volte la distanza media della Terra dal Sole, può sopravvivere alla drammatica fase di gigante rossa” spiega Silvotti. Quando il nostro Sole giungerà alla fine del ciclo, le possibilità sono due: il vento solare e la riduzione dell’attrazione gravitazionale potranno spingere la Terra su un’orbita più esterna, dove sarà solo sfiorata dagli «eventi». Seconda possibilità, resterà nella sua orbita attuale. In tal caso, insieme a Mercurio e Venere, verrà inghiottita dal Sole e vaporizzata. La “fortuna” di Pegasi b potrebbe far propendere per la prima ipotesi: se la Terra avrà modo di allontanarsi fino a circa il doppio della sua attuale distanza dal Sole, potrà forse continuare a esistere.
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