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terremoto

La scossa del 25 gennaio 2012 (Ansa)
di Angelo Piemontese
Non erano neanche passate un paio d’ore dalla scossa sismica che ha interessato il nord Italia che nei blog social network impazzavano migliaia di post sulle possibili cause del terremoto. Il campionario delle spiegazioni stravaganti o pseudo scientifiche è amplissimo. In testa l’attività solare da record iniziata il 22 gennaio: si ipotizza che il campo magnetico interplanetario prodotto dal Sole possa alterare il mantello e la crosta della Terra. Niente di nuovo (e di vero), spiegano gli astrofisici: sono anni che si cerca, con scarso successo, una correlazione statistica tra i terremoti e cicli solari. E anche se esistesse, sarebbe un fenomeno secondario.
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Le rovine di Onna (Credit: ANSA/Ciro Fusco)
Si apre il 20 settembre il processo per strage in cui sono imputati 6 scienziati e un esponente della Protezione Civile colpevoli, secondo la magistratura, di non aver dato il giusto peso allo sciame sismico che ha preceduto il terremoto, e di aver invitato i cittadini dell’Aquila a stare tranquilli, spingendoli di fatto a non abbandonare le loro case. Come sappiamo 309 di loro sarebbero morti in seguito alla scossa di magnitudo 6.3 che colpì la città il 6 aprile 2009. Continua

Controlli sugli abitanti della zona intorno a Fukushima (Credit: AP Photo/Gregory Bull)
Nuove scosse si terremoto in Giappone e nuovi scoppi nei reattori della centrale di Fukushima Daiichi non consentono di fare un bilancio definitivo del rischio nucleare. La situazione è in continua evoluzione, e al momento si sa che quattro dei sei reattori hanno subìto danni in seguito a esplosioni e incendi. Mentre si cerca di evitare una catastrofe peggiore, operazione resa difficile dal fatto che le radiazioni impediscono il volo di elicotteri dai quali si programmava di rovesciare acqua sui reattori per raffreddarli, si devono fare i conti con la radioattività già fuoriuscita dalla centrale. Continua

Esplosione a Fukushima (Credit: Ansa/EPA ABC TV)
Alle 6 locali di stamani (le 22 di ieri in Italia) un’esplosione ha colpito un altro reattore, il n.2, e ha danneggiato la vasca di condensazione colpendo questa volta il contenitore del nocciolo, che deve impedire le fughe radioattive in caso di incidente.
Una nuova esplosione, dopo quella di sabato scorso al reattore n.1, si era verificata ieri nel reattore n.3 della centrale di Fukushima, 240 chilometri a nord di Tokyo, nel cuore della zona colpita dallo tsunami. Undici persone sono rimaste ferite. Due, un soldato delle forze di autodifesa e un tecnico, sono stati investiti dalle radiazioni e sono in condizioni gravi. Continua

Persone esposte alla radiazioni in seguito all'esplosione nella centrale di Fukushima (Credit: AP/Daisuke Tomita)
Sono tre le centrali nucleari giapponesi su cui sono puntati gli occhi di tutto il mondo. Fukushima Daiichi, dove dopo l’esplosione del reattore 1 di due giorni fa, oggi si è verificata un’esplosione anche al reattore 3, Onagawa e Tokai2, dove i sistemi di raffreddamento hanno subìto danni. In Giappone, colpito dal sisma più forte della propria storia (l’evolversi della catastrofe con le immagini e i video di Panorama.it), seguito da uno tsunami di proporzioni devastanti, ci sono in tutto 55 centrali nucleari, 11 delle quali si trovano nella zona vicina all’epicentro del terremoto di venerdì.
Panorama.it ha intervistato Giovanni Fiorentini, professore di Fisica Nucleare all’Università di Ferrara e Direttore dei Laboratori Nazionali di Legnaro dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per capire l’entità reale del rischio. Continua

Il viaggio dello tsunami (Credit: EPA/NOAA)
Quello che ha colpito il Giappone, provocando uno tsunami che interessa quasi tutti i paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico, è uno dei sismi più forti mai registrati da quanto esistono strumenti per misurare la potenza dei terremoti. Panorama.it ne ha parlato con Alessandro Amato, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
A che tipo di evento stiamo assistendo e come lo si può paragonare al sisma dell’Aquila del 2009?
E’ sicuramente uno dei terremoti più forti degli ultimi decenni, dopo quello di Sumatra nel 2004 e quello del Cile del 1960. In termini di energia questo sisma che ha colpito il Giappone è migliaia di volte più forte del terremoto dell’Aquila. Continua

(Credits: Kyodo)
A distanza di poche ore dal pauroso terremoto che ha colpito il Giappone, la Rete si è già mobilitata per predisporre iniziative di sostegno alle popolazioni colpite. Fra le altre vi segnalo l’attivazione di una versione (anche in lingua giapponese) di Google Person Finder, il servizio Web che permette di ricevere (e fornire) notizie sulle persone scomparse o comunque difficilmente rintracciabili. Continua

Un'immagine di archivio del terremoto nel Sichuan del 2008 (Credit: AP/Lapresse)
Una scossa di terremoto di grado 7,1 della scala Richter, che secondo la tv pubblica cinese è partita a 33 km di profondità nel sottosuolo, ha causato almeno 400 morti e 10.000 feriti. E’ successo in una remota aerea a popolazione tibetana della Cina, nella provincia nordoccidentale del Qinghai a 800 km dalla capitale della provincia Xining.
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L'asse terrestre si è spostato in seguito al terremoto in Cile (Credit: Ansa)
Avete l’impressione che le giornate durino sempre meno? Forse non è solo una sensazione legata agli anni che passano. Il terribile sisma che ha sconvolto il Cile, infatti, potrebbe aver spostato l’asse della Terra e di conseguenza accorciato le giornate. Secondo lo scienziato della Nasa, Richard Gross, il terremoto del Cile ha spostato l’asse di circa 8 cm e accorciato le giornate di 1,26 microsecondi. Continua
C’era una volta una classificazione sismica del territorio italiano. Era il 1971 e si teneva piuttosto sul vago, distinguendo soltanto tre zone, dal rischio più alto al più basso, e lasciando una quantità di zone grigie, non classificate in quanto considerate a rischio trascurabile.
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