
Panorama.it per Siemens
«Come immaginiamo la Torino del futuro? Una città in cui chi amministra, prima di assumere qualsiasi decisione, si domanda se il provvedimento che si vuole adottare sia sostenibile».
È questo il modello delineato dall’assessore all’Ambiente del capoluogo piemontese, Enzo Lavolta, a proposito del futuro della sua città. Continua

(Credits: mastino70's@flickr)
Volete visitare musei, palazzi e monumenti? L’alternativa tecnologica alla classica guida (cartacea o in carne ed ossa) esiste, e ha a che fare con il mondo dei codici a barre bidimensionali (che i lettori di Panorama conoscono molto bene).
E’ infatti partito a Torino il primo progetto sperimentale (al mondo!) che utilizzerà la tecnologia Microsoft Tag per fornire informazioni in mobilità sulle principali attrazioni turistiche. Il Museo Egizio, quello del Cinema, Palazzo Madama, il Duomo, Piazza Castello e tutti i luoghi d’interesse del capoluogo piemontese saranno in pratica “etichettati” con gli speciali codici a colori che Redmond ha messo a punto per il mondo dei cellulari evoluti.
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Un’esultanza di giocatori della Juventus
A vederlo così, nel rendering video luccicante e in computer-grafica, sembra quasi un’astronave. Calata alle porte di Torino. “Tra tre anni non invidieremo più lo stadio di nessuno” dice Alessandro Del Piero. E, considerazioni sentimentali a parte, rischia di avere ragione. Il nuovo stadio della Juventus, presentato al Lingotto in pompa magna, sarà a uso esclusivo della società bianconera. E dovrebbe sorgere già nel 2011. L’inaugurazione è prevista per il luglio di quell’anno “E invito Boniperti a essere presente perché sarà lui a dare il primo calcio” ha detto oggi il presidente Giovanni Cobolli Gigli.
Lo stadio sorgerà sul sito del vecchio Delle Alpi, rispetto al quale avrà una capienza inferiore (40mila posti) ma una visibilità quasi certamente migliore. Non ci sarà pista d’atletica, i tifosi saranno vicini al campo: 9 metri per le tribune contro i 28 del Delle Alpi. All’interno troverà spazio un’area commerciale aperta 7 giorni su 7 per tifosi e famiglie. Previsti otto ristoranti, 24 bar, negozi e tre spogliatoi. Alle gradinate e alle tribune si accederà da 16 passerelle distribuite nei diversi settori sospesi sugli spazi che costituivano il vecchio stadio.
Al termine degli eventi, in caso di emergenza, l’ impianto si potrà svuotare in meno di 4 minuti. Gli architetti Hernando Suarez (Studio Shesa) e Gino Zavanella (Studio Gau) sono i progettisti dellimpianto; gli ingegneri Francesco Ossola e Massimo Majowiecki, sono i responsabili della progettazione strutturale, della pianificazione operativa e della direzione lavori della parte strutturale. Il coordinamento della progettazione è affidato all’ architetto Antonio De la Pierre. Un contributo è stato messo a disposizione da due grandi firme dello stile italiano: Giugiaro Design e da Pininfarina Extra. La Juventus si è rivolta a Fabrizio Giugiaro e a Paolo Pininfarina per aggiungere al progetto un contenuto rilevante di design, in nome della casa madre Fiat.
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La ricerca e la sperimentazione in Italia, nonostante le fughe di cervelli all’estero, continua a essere molto attiva; investimenti e risorse continuano a essere indirizzate in strutture sempre più all’avanguardia. In questa logica, rientra l’Istituto nazionale di neuroscienze (Inn), inaugurato pochi giorni fa a Torino con l’obiettivo di diventare un fiore all’occhiello per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico. L’Inn è un consorzio non profit promosso da neuroscienziati di otto università italiane, organizzati in unità multidisciplinari. Ogni unità mette a disposizione opportunità intellettuali, sperimentali e di formazione scientifica. L’obiettivo del consorzio è quello di avviare una serie di approcci multidisciplinari in varie aree di ricerca. Dalla ricerca di base (in particolare per la neurogenesi e la rigenerazione neuronale e nei trattamenti farmacologici associati alle malattie neuro degenerative come Alzheimer e Parkinson), agli studi psicologici e psichiatrici, con particolare attenzione a depressione e schizofrenia, di cui studia anche la farmacologia con interesse speciale per la serotonina e i suoi recettori, ai disturbi d’ansia e panico, fino ai disturbi dell’alimentazione.
Non mancherà l’attenzione verso le nuove frontiere della sanità, come l’uso di tecniche di alta specializzazione in neurochirurgia, la robotica riabilitativa e modelli neurali per la generazioni di tipologie di movimento specifiche. Tra le otto università che ne fanno parte anche quella di Ferrara, con Michele Simonato, docente della Facoltà di Medicina e chirurgia, che ha il ruolo di vice direttore. “Lo straordinario sviluppo di conoscenze che si è avuto negli ultimi anni nell’ambito delle neuroscienze ha determinato la necessità di un radicale cambiamento di prospettiva ed è sempre più indispensabile l’integrazione di diverse competenze di alto livello, cioè la creazione di sinergie fra gruppi culturalmente e metodologicamente eterogenei – spiega Simonato - Ambizione dell’Istituto è quella di arrivare a rappresentare un punto di riferimento per la ricerca italiana nelle neuroscienze a tutti i livelli”.
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