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Windows 8 trasformerà computer, tavolette, telefoni e tv

Windows 8 trasformerà computer, tavolette, telefoni e tv

GUIDO CASTELLANO
di Guido Castellano

Meglio tardi che mai. Finalmente anche chi vuole utilizzare Windows su una tavoletta per lanciare una applicazione non dovrà più cercare il piccolo pulsante «Start» in basso a sinistra nello schermo, ma potrà cliccare su un’icona grande, come già fanno tutti quelli che hanno in mano un iPad della Apple o un tablet con il cuore Android. La parola magica che riporterà la Microsoft al passo coi tempi è Windows 8: una nuova versione del sistema operativo più diffuso al mondo che arriverà, in versione di prova, a fine febbraio, e che dovrebbe essere in vendita entro l’estate. Continua

Gigaset SL910: un iPhone (o quasi) in formato cordless – Recensione

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(Credits: Gigaset)

Da quando hai acquistato il tuo primo iPhone hai fatto del “touch” una ragione di vita. Tocchi in maniera compulsiva tutti gli oggetti di casa, dalla sveglia sul comodino alla caffettiera, e ti aspetti pure che rispondano al comando dei tuoi polpastrelli. Così sarai fra quelli che hanno esultato alla notizia che Gigaset ha lanciato il suo primo cordless touch-screen, il nuovo SL910. Continua

Umano e flessibile: ecco Human Form, il cellulare del futuro (secondo Nokia)

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Trita-techBisogna davvero levarsi il cappello dinnanzi a ciò che è appena uscito dai laboratori Nokia. Si chiama Human Form ed è il dispositivo che i ricercatori della casa finlandese immaginano per il nostro futuro. Continua

L’Acer Iconia è bellissimo, ma non è l’anti-iPad

(Credits: Acer)

(Credits: Acer)

Chissà perché ma di tutte le novità presentate da Acer nel corso dell’ultima convention di New York ci è rimasta in testa soprattutto l’Iconia. Sarà che ormai abbiamo fatto l’occhio all’iPad e ai suoi fratelli ma forse ci voleva quello che qualcuno ha ribattezzato il tablet doppio per lasciare il segno di questi tempi.

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Il display infrangibile che resiste a tutto, anche alle martellate

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Uno smartphone touch-screen con il display rotto è un po’ come una limousine con le ruote bucate: serve a ben poco. Sarà forse per questo che negli ultimi anni le custodie sono fra gli accessori più acquistati dagli utenti mobili (ci sarebbero anche quelle gratuite, ma questa è un’altra storia).
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Né smartphone, né netbook: ecco il Nokia N900

Nokia N900 (Credits: Nokia)

Nokia N900 (Credits: Nokia)

A scanso di equivoci Nokia l’ha definito un computer mobile. Appellativo un po’ generico ma che comunque ci fa capire che l’N900 è qualcosa di più di un semplice smartphone, pur senza essere un netbook.

A dire il vero non è la prima volta che la casa finlandese prova ad affibbiare alle sue creature titoli altisonanti; già con l’N95, definito a suo tempo un “computer multimediale”, era evidente il tentativo di distinguersi dalla massa. Ma questa volta lo fa a ragion veduta, e per capirlo è sufficiente dare un’occhiata alla nobilissima dotazione tecnica dell’N900.
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Gli smartphone “mini” sfidano l’iPhone: è Davide contro Golia?

Lg InTouch o Apple iPhone?

Lg InTouch o Apple iPhone? (Credits Lg Electronics, Apple)

Chiamateli mini-touch, Facebook-phone o cellulari chat. Il concetto non cambia: si può fare telefonia tattile anche senza seguire i dettami (e i prezzi) dell’iPhone. Sì perché gli utenti sanno accontentarsi di soluzioni più modeste purché funzionino bene e costino poco.

Per capirne di più, abbiamo messo le mani sul nuovo Lg InTouch, che forse fra i mini-touch è il modello più popolare, soprattutto fra il pubblico giovane.
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Da virtù a necessità: così il touch-screen è diventato un “must”

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Tutti pazzi per il touch-screen. Scrivevamo così, dalle pagine di questo blog, più o meno un anno fa. A dodici mesi di distanza, gli effetti del terremoto innescato dall’uscita dell’iPhone non sembrano essersi placati. Anzi, a giudicare dal termometro del mercato, la febbre per gli schermi tattili non è mai stata così alta. I più scatenati sembrano essere al momento i produttori di telefonia, smaniosi più che mai di mettere a catalogo almeno un modello a sfioramento. Pochi giorni dopo il debutto del Diamond, il super-telefonino di Htc basato su Windows Mobile, ecco arrivare la risposta di Samsung, con un cellulare - l’F 480 Alius - destinato a fare da apripista a una nuova progenie di modelli touch-screen caratterizzati da design minimalista e interfacce personalizzabili. Il tutto attendendo il nuovo iPhone 2 (annunciato per il 9 giugno), e soprattutto il Tube, la prima vera alternativa firmata Nokia al gioiellino Apple.
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Ma gli sviluppi più interessanti per il settore delle tecnologie touch-sensitive potrebbero arrivare dal settore dei personal computer, ormai pronto per compiere il grande salto. A crederci più di tutti sono quelli di Microsoft, che dopo l’uscita di Surface sembrano orientati a portare le interfacce tattili anche negli oggetti di largo consumo. La conferma arriva dalle anticipazioni fornite dallo stesso Bill Gates a proposito di Windows 7, il sistema operativo che la casa di Redmond dovrebbe far debuttare a partire dal prossimo anno. Il prossimo capitolo della saga Windows integrerà infatti al proprio interno funzionalità di controllo in punta di dito, tutto ciò a prescindere dalla disponibilità o meno di pc compatibili. Le parole del patron di Microsoft, del resto, non lasciano spazio a dubbi: “Siamo in una congiuntura interessante dove quasi tutta l’interazione al momento avviene tra pc e mouse; negli anni a venire il ruolo della parola, della visione e dell’inchiostro diventerà fondamentale”, quasi a sancire un futuro tecnologico sempre più umano e slegato da “intermediari”. Parallelamente, il colosso americano starebbe pensando anche a come ottimizzare i costi degli investimenti. Il frutto più maturo di questa attività di ricerca si chiama LaserTouch, un sistema dal costo di circa 200 dollari basato su una telecamera a infrarossi capace di rilevare ogni variazione che si verifichi sulla superficie di un display. Microsoft continuerà a lavorarci sopra nei prossimi mesi, allettata anche dalla possibilità di portare i benefici delle tecnologie tattili su schermi di qualsiasi tipo, compresi i display di grandi dimensioni e quelli ad alta risoluzione.

Uno che di bassi costi se ne intende è certamente Nicholas Negroponte, fondatore del programma umanitario Olpc, che dopo aver lanciato il suo personalissimo laptop da 100 dollari, si sta preparando a far debuttare la seconda generazione di pc portatili per i bambini di tutto il mondo, basata - guarda caso - proprio su touch-screen. Olpc XO-2, questo il nome del notebook che vedrà la luce nel 2010, potrà sfruttare l’innesto di due display tattili che dovrebbero permettere ai bimbi di utilizzarlo oltre che come un normale pc, anche come un e-book o come un computer “sociale” che all’occorrenza si può sdoppiare per essere condiviso.
Il modello XO2 del laptop di Negroponte

Eccone un assaggio.

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Steve Jobs

di Piergiorgio (Zibri) Zambrini

Quando Steve Jobs deve fare un annuncio importante, sceglie sempre il palco del Moscone Center di San Francisco. Successe nel 1998: il numero uno della Apple mostrò al mondo l’iMac, il primo computer colorato in un mondo di scatoloni grigi. Si è ripetuto nel 2001, quando fece vedere l’iPod, il bianco lettore musicale che oggi è nelle tasche di 120 milioni di persone. Accadrà di nuovo il prossimo 9 giugno con l’iPhone 2, la nuova versione del telefonino con la mela morsicata diventato in un anno (fu lanciato sullo stesso palco lo scorso 29 giugno) oggetto del desiderio planetario. Come sarà? Cosa avrà di diverso rispetto alla prima versione? Sarà adatto per un pubblico esigente come quello italiano e, soprattutto, potrà fregiarsi delle lettere 3G che nel linguaggio dei cellulari vogliono dire connessione a internet ultraveloce?
Panorama lo ha chiesto a Piergiorgio Zambrini, “in arte” Zibri, l’hacker romano che ha violato la prima versione dell’iPhone e creato un software (scaricato da 4,5 milioni di persone) per farlo funzionare in tutto il mondo (Italia compresa). L’unico in grado di sapere in anticipo come sarà il nuovo iPhone.
iPhone reloaded
Sono state molte le supposizioni su come sarà questo nuovo gingillo: sulle dimensioni, sul peso, sul colore, sulle funzioni, sulle migliorie dell’hardware, lo spessore, la durata della batteria (qualcuno ha ipotizzato quelle solari) e la qualità della fotocamera, ma pochi finora sono stati in grado di discernere i dati concreti dai puri parti di fantasia dei blog che affollano la rete.
Cominciamo dal colore. Pare certo che l’iPhone2 sarà disponibile in tre colorazioni: nero laccato, bianco laccato e grigio satinato. Lo spessore sarà inferiore a quello attuale (11,6 millimetri), diminuzione di volume resa possibile da una risistemazione interna dell’hardware, ma soprattutto grazie a nuove batterie ultrasottili al litio. Pile che, purtroppo, saranno bloccate all’interno del guscio dell’iPhone2 e quindi non sostituibili quando esaurite (come è possibile invece per qualunque altro cellulare). Una filosofia che la Apple ha utilizzato per gli iPod.
Nuova forma. L’involucro esterno avrà un design che ricorderà quello del MacBook Air, il portatile dalla linea filante e a cuneo recentemente lanciato dalla Apple. Soluzione che lo farà apparire più sottile di quanto in effetti sia.
Sul dorso ci sarà scolpita l’immancabile mela e l’obiettivo della fotocamera, che sarà una sola. Dite quindi addio ai sogni di una seconda ipotetica fotocamera frontale che permetterebbe di effettuare videochiamate.
Il connettore per l’auricolare è probabile che sia standard e non come quello degli iPhone precedenti, che impediva di usare cuffie non prodotte dalla Apple. Nessuna modifica a controlli e tasti presenti sulla versione precedente, né per quanto concerne la posizione del microfono, né dell’altoparlante.
L’iPhone2 a cuore aperto.
Ma è all’interno dell’iPhone che ci saranno le più importanti sorprese. Aprendo il nostro nuovo amico potremo ammirare, oltre alla riorganizzazione dell’elettronica e alla batteria al litio ultrasottile, una nuova “baseband”.
Ai meno tecnologici basti sapere che è la parte dell’iPhone che si occupa di telefonare e di comunicare con l’esterno in wi-fi, Bluetooth e 3G. Le prime due sigle sono ormai entrate nel gergo comune e significano connessione a internet, auricolari e stampanti senza fili. La tecnologia denominata 3G permette al cellulare di connettersi velocemente al web utilizzando l’operatore telefonico. È su questa baseband che trova spazio il cuore del nuovo iPhone: il chip Sgold3 della Infineon (nella versione precedente era l’Sgold2).
Se questo processore sarà del tipo H l’iPhone2 potrà viaggiare sul web con velocità fino a 7 megabit al secondo (50 volte la velocità dell’attuale iPhone1). Prestazioni paragonabili a quelle di un computer di casa collegato a una linea adsl. Ma c’è di più, la compagnia telefonica australiana Telstra ha affermato di recente che l’iPhone2 potrà connettersi fino a 24 megabit sulle loro reti, lasciando tutti perplessi.
Se al posto della versione H il cuore comunicativo dell’iPhone fosse invece in versione standard, la velocità di navigazione si abbasserebbe drasticamente, permettendo connessioni non superiori a 384 kilobit al secondo. Ipotesi che renderebbe l’iPhone2 meno interessante per il pubblico italiano, visto che molti telefoni già in commercio sarebbero più veloci.
Il primo modello di iPhone2 che verrà venduto in Italia, prima dell’estate, avrà una memoria interna da 16 gigabyte (potrà contenere più di 5 mila brani musicali o 10 mila fotografie). Entro Natale arriverà un altro modello con il doppio di memoria (32 gigabyte).
Quando e quanto.
L’iPhone2 verrà annunciato il 9 giugno, ma è presumibile che venga venduto a partire dal 29 (il giorno del compleanno del suo predecessore). In Italia probabilmente lo vedremo in luglio al prezzo di 399 euro (versione 16 gigabyte) con un contratto obbligatorio di 24 mesi e in vendita solo nei negozi della Tim o Vodafone.
L’ipotesi che si potesse trovare anche negli Apple store sembra essere sfumata. Nel contratto sarà presente un’offerta su misura per la navigazione a tariffe fisse senza la quale la stragrande maggioranza delle applicazioni (email, Youtube…) avrebbe un costo proibitivo.
Uno strumento, mille applicazioni. Le vere migliorie saranno nel software. L’iPhone è un oggetto estremamente potente, ma attualmente sottoutilizzato. Il suo processore (Arm da 412 megahertz), potente quanto quello della prima Playstation, è in grado di adempiere compiti ben più complessi di quelli attualmente di serie.
È per questo che, appena acceso l’iPhone2, balzerà subito all’occhio una nuova icona, una A inserita in un cerchio: “AppStore”. Un’applicazione tramite la quale la Apple venderà nuovi programmi. Sarà, insomma, sempre meno un telefono e sempre più un palmare o una console.
Già nei mesi successivi al lancio si potranno acquistare applicazioni di lavoro come word processor, fogli di calcolo, fotoritocco, ma anche videogiochi che faranno tremare Sony e Nintendo. Società del calibro della Sega sono, infatti, già al lavoro. Basterà un clic sullo schermo sensibile al tatto per comprarle, come oggi si fa cone le canzoni sul negozio online iTunes. Stavolta però non si tratterà dei soliti videogame da telefonino, bensì di veri videogiochi tridimensionali con video fluidi a 30 fotogrammi al secondo come quelli della Playstation portatile.
Eroi virtuali e avventure saranno controllati non dalle dita, non da un joypad virtuale, ma dai movimenti della mano sfruttando l’accelerometro incorporato. Basterà inclinare e basculare l’iPhone per muovere i personaggi nel gioco.
L’anti Blackberry.
Neanche i businessmen saranno delusi. L’iPhone2 offrirà supporto per “mail push e per i server exchange”. Che nel linguaggio di chi il telefono lo deve usare vuol dire che ogni volta che vi verrà spedita una email in automatico arriverà anche sull’iPhone2. Funzione che ha reso celebre tra i manager il Blackberry e che ora lo rende un valido avversario.
Gps sì, gps no. Si è vociferato a lungo sulla possibile presenza di un gps all’interno del nuovo parto di Steve Jobs. Beh, scordatevelo. È invece prevista la connessione a gps esterni tramite Bluetooth. Chissà se i ragazzi della TomTom stanno già adattando il loro programma di navigazione anche per l’iPhone. Io scommetto di sì.
Un mondo libero? Non troppo.
La Apple ha consegnato a chi sviluppa software per l’iPhone2 gli strumenti per poterlo fare senza troppe limitazioni. Cosicché finalmente applicazioni come Skype (telefonia tramite internet a prezzi bassissimi), peer to peer (connessione diretta fra utenti per scambio di informazioni, musica e video) e applicazioni di messaggistica potranno vedere la luce.
Tutto questo probabilmente vi avrà entusiasmato, ma usando un tipo di comunicazione simile a quella di mamma Apple ho finora volontariamente tralasciato un dettaglio: vi sarà libertà nello sviluppo e nell’utilizzo? Purtroppo la risposta è no: tutto dovrà passare al vaglio della casa di Cupertino. Anche le applicazioni gratuite, gli accessori, le suonerie, gli sfondi, i temi, tutto.
Non sarà possibile, almeno ufficialmente, sviluppare un’applicazione e installarla sul proprio telefono senza pagare un balzello alla Apple e, anche in quel caso, la stessa Apple avrà sempre l’ultima parola sulla decisione di approvare o meno il vostro software.
Il codice che infatti svilupperete e testerete tramite gli strumenti di sviluppo (oltretutto disponibili solo per macchine Apple e non per pc), dopo aver pagato circa 100 dollari alla Apple, dovrà essere inviato alla società californiana in formato sorgente. Dopo essere stato controllato, ricompilato, firmato digitalmente, finalmente sarà reso disponibile sull’AppStore.
Ecco che la mela in apparenza così rossa e succosa, come quella di Biancaneve, comincia ad avere effetti collaterali e a causare un lento e invisibile avvelenamento progressivo.
Per fortuna non sono il solo su questo pianeta ad aver notato questa pericolosa tendenza e a essermi battuto per rendere realmente libero un hardware acquistato e non in comodato d’uso gratuito. L’antidoto? L’impegno del popolo della rete che cerca di eliminare “un verme” da quella che sarebbe altrimenti una buonissima mela.

L’iPhone in arrivo in Italia: un successo annunciato con l’incognita prezzo

Il supertelefonino della Apple è la combinazione di un rivoluzionario cellulare, un iPod widescreen e un dispositivo di comunicazione per Internet<br /> [i](Foto Apple)[/i]
Gli italiani lo aspettano con l’acquolina in bocca da mesi, tanto che qualcuno non ha saputo resistere e ha fatto una scappata oltre confine per averlo fra le mani in netto anticipo sui propri connazionali. L’iPhone, forse l’oggetto tecnologico più desiderato degli ultimi anni, rimane ancora un miraggio per gli utenti nostrani, che pure in quanto a cellulari non sono secondi a nessuno. C’è chi dice che l’arrivo ritardato del versione italiana del telefono sia da collegare proprio alla maturità del nostro mercato che avrebbe imposto ai vertici di Cupertino di debuttare dalle nostre parti con un modello più evoluto (dotato per esempio di connessione Umts) per aumentare le proprie chance di successo. Ma è più probabile che il motivo dell’attesa sia dovuto alle lunghe trattative intercorse con gli operatori di casa nostra, visto che il modello di business scelto da Apple si è orientato fin da subito sulla vendita del telefono in abbinamento a precisi contratti telefonici.

A ogni modo, secondo i ben informati l’ora X sta per scattare anche qui da noi. Ma perché gli italiani dovrebbero innamorarsi dell’iPhone? Innanzitutto perché non sono indifferenti al fascino del “bello”, e l’iPhone è un oggetto dal design accattivante e funzionale. In secondo luogo, perché il cellulare sfornato dalla Apple è diverso dai suoi simili: il tanto sbandierato anti-iPhone in realtà non è ancora stato inventato.

Va detto, poi, che il telefono arriverà da noi dopo un abbondante periodo di rodaggio nel quale è stato migliorato e arricchito con nuove applicazioni create dagli sviluppatori. In ultimo gioca un ruolo determinante il fatto che dentro l’iPhone si nasconde un iPod, e questo è già di per sé un sinonimo di successo. Se poi, come si dice, in futuro Apple decidesse di mettere in commercio una versione più ricca del terminale con accesso illimitato all’intero catalogo musicale di iTunes l’effetto potrebbe essere dirompente.

A guardarla così sembrerebbe che Steve Jobs sia pronto per fare il pieno anche dalle nostre parti. Ci sono però alcuni fattori che invitano alla moderazione o se non altro a un ottimismo più velato. Il prezzo d’acquisto, sebbene non sia stato ancora rivelato, già si preannuncia elevato; e considerate le attuali buste paga degli italiani, per molti l’iPhone sarà un oggetto fuori portata, alla stregua di un bene di lusso. In secondo luogo, va detto che Apple resta comunque una matricola fra i produttori di telefonia mobile, e che molti utenti – almeno per qualche tempo – continueranno a preferire marchi più consumati, anche se magari meno attraenti sul piano del design. In ultimo occorre ammettere che il debutto ritardato se da un lato ha fatto montare l’attesa dall’altro ha permesso alla concorrenza di affilare le armi e di mostrarci alcune interessanti alternative.

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