
Credits: carrotcreative @ Flickr
Ho fatto i calcoli. Un buon 15% del tempo che ho impiegato a scrivere questo articolo l’ho speso passando al setaccio ogni singola maglia della mia rete sociale. Prima di cominciare una frase a volte controllavo lo stream di Twitter, mettevo il punto alla fine di un paragrafo e mi concedevo una scarrellata del feed di Facebook, finivo di leggere un commento sull’argomento e aprivo tre caselle di posta per controllare chi mi avesse scritto. Si potrebbe dire che il social networking stia diventando un vizio, un po’ come il caffè dopo pranzo o la sigaretta dopo il caffè. Ma qualcuno è pronto a scommettere che sia addirittura peggio.
Continua

Tempi difficili per la libertà di espressione in Rete. Nemmeno un mese dall’inizio del 2012 e già il popolo del Web si è trovato a dover fronteggiare (e informarsi a riguardo di) SOPA, PIPA e ACTA. Non bastasse, a poche ore dall’annuncio che 22 paesi dell’UE hanno sottoscritto un accordo (ACTA, appunto) da molti considerato strangola-Rete, dai piani alti di Twitter arriva un annuncio che ha del sensazionale: il sito di microblogging si riserva la possibilità di censurare determintati tweet, in determinati paesi, a seconda delle leggi vigenti.
Continua

In attesa di capire se la questione avrà o meno risvolti legali, una cosa si può già dire con certezza riguardo le nuove ricerche personalizzate di Google Search Plus Your World: e cioè che non sono attendibili. Continua

Non so voi ma io me l’aspettavo. Google ha portato Google+ all’interno del suo motore di ricerca. Significa che se fra le vostre cerchie c’è un amico soprannominato er carota o er patata da oggi lo vedrete comparire magicamente su Google ogni qual volta andrete alla ricerca di ortaggi su Internet. Continua

(Credits: Lapresse)
Se hai già un profilo Twitter o sei comunque un habitué di questo blog puoi anche fermarti qui. Probabilmente sai già tutto di quello che sto per scrivere. Ma se invece sei fra coloro che si domandano perché mai tutti (noi compresi) continuano a parlare di questo social network visto che c’è già Facebook che funziona a meraviglia…beh, allora vai pure avanti a leggere. Forse c’è qualcosa che può interessarti. Continua

Il quartier generale di Facebook in California (AP Photo/Paul Sakuma)
Che Facebook sia causa di litigi e separazioni è un fatto ormai noto, ma ora si avvia a diventare anche la principale causa di divorzio, almeno in Gran Bretagna: secondo una ricerca del sito Divorce-Online, che fornisce servizi alle coppie che vogliono interrompere il matrimonio, un terzo dei casi è dovuto proprio al social network. Continua

(Credits: Lapresse)
Iscriversi a Twitter è facile: basta avere un computer, uno smartphone o una tavoletta. Si va sul sito www.twitter.com e si inseriscono indirizzo email e password. Con un solo clic si viene poi catapultati nella schermata «Home», la centrale di controllo del social network. A quel punto non bisogna essere esperti informatici per iniziare a scrivere. L’importante è prendere un po’ di confidenza con i menù e con qualche termine nuovo. Ecco tutto quello che c’è da sapere per condividere idee in tutto il mondo, o per seguire i propri personaggi preferiti, scrivendo messaggi di soli 140 caratteri. Continua

di Marco Ferrante
All’inizio del 2011 il senzatetto newyorkese Daniel Morales ha ricevuto un telefonino da un programma di assistenza pubblica. Poi ha aperto un account su Twitter e il 24 febbraio ha «postato» la foto di sua figlia Sara, che non vedeva da 10 anni. Il giorno dopo lei lo ha chiamato. L’ha raccontato a metà dicembre Jack Dorsey, il fondatore del social network, in un’intervista alla rete Abc dove ha presentato i 10 «tweet», i messaggi di Twitter, più importanti del 2011. Continua

credits: cgpix @ Flickr
Mentre Malcom Gladwell e Clay Shirky continuano a scornarsi sulla possibilità che una rivoluzione venga o meno portata avanti a colpi di Twitter, mentre decine di improvvisati guru del mediattivismo si battono il petto dicendo di aver trovato il social network perfetto per comunicare in sicurezza durante le proteste, gli attivisti del movimento Occupy Wall Street hanno deciso di sviluppare un proprio social network, studiato appositamente per tutelare i suoi partecipanti e la sicurezza delle loro comunicazioni.
Continua

Accodarsi a una persona su Twitter è semplice. Trovare quella più interessante molto meno. Per questo motivo «Panorama» ha selezionato i tre personaggi migliori in 10 settori: italiani o stranieri, ma soprattutto influenti e autorevoli. Continua
Gli ultimi commenti