
(Credits: LaPresse)
Anche il tema dell’influenza non è immune da false credenze e cattive spiegazioni. Diciamo cose e mettiamo in pratica precetti che, quando analizzati dal punto di vista scientifico, si rivelano falsi. Talvolta sono consigli che vengono tramandati di generazione in generazione, altre volte sono il frutto di un’intuizione che ci ha portato fuori strada. Non mancano tuttavia atteggiamenti che sono determinati dalle paure durante le epidemie o da informazioni comunicate nel modo sbagliato. Ecco una lista di alcuni di questi falsi miti:
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Vaccino antinfluenzale (Foto: Flickr)
Torna l’autunno e con esso si torna a parlare di influenza. Gli esperti prevedono che non sarà particolarmente aggressiva, ma altre certezze non ce n’è. In particolare non si sa quale ceppo sarà predominante (l’anno scorso l’H1N1 aveva prevalso sul ceppo H3N2, ma non si sa se succederà anche quest’anno). Il vaccino trivalente, comunque è già pronto e coprirà i tre ceppi virali principali. Continua

di Chiara Palmerini
Al call center attivato il 2 novembre dalla Asl di Milano, per rispondere alle domande dei cittadini sulla vaccinazione per l’H1N1, succedono cose impreviste: a telefonare in massa (500 chiamate il primo giorno, 700 il secondo) sono soprattutto gli anziani, che chiedono come fare per procurarsi la loro dose di vaccino contro il temuto virus. «La difficoltà è convincerli che loro sono quelli che ne hanno meno bisogno» dice a Panorama Giorgio Ciconali, direttore del servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Milano.
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SI’, E’ SICURO ED EFFICACE
di GIANNI REZZA
direttore del dipartimento di malattie infettive all’Istituto superiore di sanità
Ogni vaccino non è del tutto privo di effetti collaterali.
In questo caso è sicuro. La sua componente più soggetta a dubbi, l’adiuvante squalene, un estratto di grasso di squalo che potenzia la risposta immunitaria, è in uso da anni nei vaccini contro l’influenza stagionale, e dato a milioni di anziani. La differenza è che ora viene utilizzato per produrne uno destinato a giovani e bambini (sui quali è stato testato senza reazioni avverse di rilievo, tranne bruciori e arrossamenti). Di rado, una volta su centinaia di migliaia di vaccinati, può verificarsi una reazione grave, tipo shock o collasso, che necessita di una terapia cortisonica o adrenalinica. Non va dato a chi è allergico alle uova essendo coltivato su particelle di uovo di pollo. Continua
Vaccino antinfluenzale
La questione di un vaccino antinfluenzale universale era dibattuta già prima che tornasse prepotentemente alla ribalta con l’irruzione della febbre suina, così come reiterato è l’annuncio che un simile rimedio potrebbe essere a portata di mano. Ad alimentare le speranze è stato da ultimo uno studio condotto presso la statunitense Saint Louis University da Robert Belshe, direttore del Centro di ricerca per lo sviluppo dei vaccini, i cui risultati, presentati nel corso di un convegno recentemente tenutosi a Baltimora, sono stati definiti un primo passo significativo in direzione di un vaccino universale efficace nella protezione dalle pandemie influenzali. In un periodo di sei mesi, 377 adulti in salute hanno ricevuto tre iniezioni di un vaccino costituito da proteine provenienti da virus influenzali del ceppo A e B, noto con l’acronimo inglese BIPCV (Bivalent Influenza Peptide Conjugate Vaccine), che a basse dosi si è rivelato sicuro e ben tollerato, oltre ad aver evocato un’incoraggiante risposta immunitaria. L’aggiunta di un vaccino influenzale universale a uno di tipo stagionale come quelli approntati ogni anno dalle aziende farmaceutiche in base alle previsioni dei ricercatori sui ceppi influenzali che circoleranno, contribuirebbe a una migliore prevenzione. Tuttavia, per giungere a un vaccino che salvi effettivamente gli esseri umani da una pandemia influenzale mortale, sono necessarie ulteriori ricerche non solo secondo lo stesso Belshe, ma anche a detta di un luminare della biologia molecolare come il belga Walter Fiers, in quanto determinante per lo sviluppo di un vaccino universale è stabilire cosa abbiano in comune i diversi ceppi influenzali, affinché la sua azione non venga vanificata dalle mutazioni virali e dall’interscambio di geni tra ceppi animali e umani.
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