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Aerei: rincari in vista da gennaio per ripagare le emissioni di CO2

Emissioni costose (Foto: Flickr)

Emissioni costose (Foto: Flickr)

A partire dal 1 gennaio 2012 per i voli da e per l’Europa le compagnie aeree dovranno comprare permessi al mercato delle emissioni: l’emission trading scheme. La decisione di includere le compagnie aeree nel mercato delle emissioni era contenuta in una direttiva che la Corte europea di giustizia ha ritenuto valida. Continua

Airbus presenta l’aereo del futuro: comodo, ecologico e trasparente

Le vetrate del Concept Cabin 2050 (Credit: Ansa/Airbus)

Le vetrate del Concept Cabin 2050 (Credit: Ansa/Airbus)

Come si volerà nel 2050? In un’unica classe e in maniera nettamente più confortevole e molto meno inquinante. Questa almeno è la promessa degli ingegneri di Airbus, che ha presentato ieri a Londra il suo Concept Cabin, l’aeromobile di prossima generazione. Continua

Basta piantare un albero per volare senza rimorsi?

Il muso di un Airbus A380
Il muso di un Airbus A380, il più grande aereo passeggeri del mondo

Dite la verità, state già pensando con l’occhietto languido alle sospirate vacanze di Natale. Questo è il periodo dell’anno in cui si cercano freneticamente offerte su internet per pacchetti di viaggio verso mete esotiche. Ma il traffico aereo pesa non poco sulla cupa contabilità delle emissioni di CO2. Per compensare quelle prodotte in vacanza basterà versare qualche euro in contributi di carbon offset?
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Dal 2012 in vacanza nello spazio?

Astronauta in orbita (Credit: NASA/nasaimages.org)

Astronauta in orbita (Credit: NASA/nasaimages.org)

La gara è tra Virgin Galactic e Space Adventures. La prima, guidata dal magnate Richard Branson, è la compagnia che promette di farci diventare tutti turisti spaziali. Certo, nulla è in realtà ancora davvero pronto. E quando lo sarà, solo chi ha somme a molteplici zeri depositate sul conto in banca potrà davvero permettersi il lusso di usufruire dei servizi che Branson promette di fornire. Ma dovrà trattarsi di qualcosa di molto simile a una compagnia aerea di linea, solo che la destinazione dei suoi viaggi sarà l’orbita terrestre.
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A vacanze finite calcoliamo l’impatto

Auto nel traffico
Le immagini di questi giorni di controesodo, con le autostrade trasformate in fiumi di auto ferme e fumanti mi spingono a domandarmi quale sia stato l’impatto ambientale delle ferie degli italiani.

Per quello che mi riguarda io ho usato praticamente tutti i mezzi di trasporto esistenti: dal traghetto all’auto, all’aereo, eppure vi assicuro che purtroppo non ho fatto il giro del mondo. Ma quanto ho inquinato? In rete abbondano i calcolatori di carbonio, programmi interattivi che promettono di rivelare a chi li usa il peso in tonnellate delle emissioni provocate dal proprio stile di vita. Ne esistono di molti tipi, ma si dividono principalmente in due categorie: quelli dedicati alla casa e quelli riferiti ai viaggi.
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Usa, a colpi di sconti la guerra delle agenzie di viaggi online

The Rania Experience

Con la primavera alle porte e la recessione che non molla la presa e agenzie di viaggi online Usa stanno combattendo una vera e propria guerra dei prezzi, a colpi di riduzioni delle tariffe e rimborsi ai clienti se il prezzo del loro viaggio dovesse calare ulteriormente dopo la prenotazione. Giovedì scorso Priceline.com ha lanciato una promozione che offre una garanzia sui prezzi di viaggi aerei e vacanze. L’iniziativa fa seguito a un accordo simile annunciato nei giorni scorsi da Travelocity, e il taglio delle tariffe da parte di Expedia. Orbitz Worldwide, che già dal 2008 ha una propria politica di protezione dei prezzi, ha invece annunciato ieri una serie di vendite speciali per soggiorni in hotel.”La pressione al ribasso della domanda su un’attività legata alle commodity di solito crea questo tipo di guerre dei prezzi”, dice Warren Miller, analista del settore equity per Morningstar.Il settore ha sofferto negli ultimi mesi per gli effetti della recessioni sui budget dedicato ai viaggi. Le aziende sperano di aumentare le prenotazioni per la stagione di picco, quella estiva, nonostante l’ansia dei consumatori per la situazione economica.Ma almeno una analista è pessimista. Giovedì scorso le azioni di Expedia sono precipitate dopo che JP Morgan ha tagliato il rating della società da “overweight” a “neutral”.”Riteniamo che la crescente competizione e le guerre dei prezzi ridurranno i principali flussi di entrate e limiteranno ulteriori aumenti della fetta di mercato”, ha detto JP in una nota di ricerca.Priceline ha annunciato che rimborserà ai viaggiatori fino a 300 dollari a volo, 600 per un pacchetto vacanze che comprenda un hotel e 300 dollari per pacchetti aereo più noleggio auto se un altro cliente Priceline farà un’identica prenotazione a un costo inferiore.L’offerta temporanea sul prezzo è simile a quella offerta da Orbitz.Nei giorni scorsi Travelocity ha reso noto che rimborserà ai clienti tra 10 e 500 dollari se il prezzo di un pacchetto vacanze scende dopo la prenotazione. La società ha anche detto di aver tagliato le tariffe di prenotazione per voli locali e internazionali durante la promozione, che termina a fine maggio.Expedia ha annunciato - la settimana scorsa - che ridurrà le tariffe su tutti i voli prenotati entro il 31 maggio , e che offrirà l’ultima notte gratis in hotel per permanenze di tre, quattro o cinque notti. Orbitz da ieri offre sconti del 30% o superiori sulle stanze di hotel prenotate entro il 24 maggio.

  • admin
  • Sabato 21 Marzo 2009

Jet-lag addio, arriva la pillola che abitua al cambio di fuso

Jet-lag addio

Lingue straniere, ecco perché può essere difficile padroneggiarle

Ombrelli con lo Union jack
Rinfrescare la conoscenza di una lingua diversa dalla propria in vista delle tipiche possibilità di applicazione offerte dalla stagione estiva, dai viaggi oltre confine all’abbordaggio di turiste straniere sulle italiche spiagge, è un’impresa che non viene ostacolata solo dall’ozio e dalla calura che dominano il periodo. Lo spiega Nina Kazanina, esperta di psicolinguistica del dipartimento di psicologia sperimentale della britannica Università di Bristol, che ha cercato di chiarire per quale motivo sia spesso così difficile padroneggiare realmente un idioma che non sia la lingua madre. Utilizzando a tal fine tecniche non invasive come l’elettroencefalografia e la magnetoencefalografia, necessarie per registrare i segnali elettromagnetici provenienti dal cervello durante l’ascolto dei suoni che compongono la lingua parlata, la ricercatrice ha analizzato l’attività della corteccia uditiva, una regione del lobo temporale del cervello che elabora i suoni percepiti, scoprendo così che quest’ultima, nel caso di un parlante adulto, trattiene selettivamente solo quelle variazioni del discorso che sono significative nella lingua madre, ignorando le altre. L’esempio fornito al proposito è quello dei suoni associati alle lettere “r” e “l”, la cui differenza risulta evidenziata dalla corteccia uditiva di un parlante di madrelingua inglese, altrimenti sarebbero indistinguibili parole come “rice” (riso) e “lice” (pidocchi), con tutti i malintesi del caso, specialmente al momento delle ordinazioni. Che in ristoranti non troppo rinomati potrebbero causare qualche problema ai giapponesi, nel cui idioma i due suoni sono usati in modo intercambiabile, e risulteranno pertanto difficili da distinguere al volo, quanto meno prima dell’arrivo dei piatti. Questa strategia di funzionamento della corteccia uditiva si sviluppa durante i primi anni di vita, e serve a garantire la più rapida interpretazione del significato di una parola nella lingua madre, agendo però come un filtro che ostacola la percezione di contrasti sonori che sono fondamentali in un’altra lingua. Il prossimo passo della ricerca sarà quello di verificare se il fenomeno venga davvero alterato dall’ascolto continuo di una lingua straniera.

Turismo in crescita ma le mete non cambiano, una ricerca spiega perché

Tabellone delle partenze a Heathrow

Rappresenta già oggi più del 10 per cento del prodotto interno lordo mondiale, ma il turismo internazionale, secondo le previsioni della World Tourism Organization (WTO), sarà nei prossimi anni uno dei settori in più rapida crescita economica, arrivando a interessare, entro il 2020, quasi 1,6 miliardi di viaggiatori, la maggior parte dei quali (717 milioni) sceglieranno una destinazione europea. Quanto basta per convincere Joana Miguéns e José Mendes, ricercatori rispettivamente nei dipartimenti di economia e fisica della portoghese Università di Aveiro, a sviluppare un modello teorico che, ricostruendo la fitta rete di arrivi e partenze che costituisce il turismo mondiale, possa aiutare a comprendere meglio, e con una certa attendibilità scientifica, che relazioni esistano tra i Paesi che sono mete turistiche molto frequentate e quelli che non lo sono. I risultati del loro studio, pubblicati in un articolo (file pdf) della rivista Physica A, sono stati raggiunti analizzando i dati  relativi al 2004 messi a disposizione dalla WTO, e indicano che la rete del turismo mondiale è fortemente polarizzata, e continuerà a esserlo. Se un Paese, per esempio, riceve un certo numero di turisti da un altro, esiste appena il 25 per cento di probabilità che il flusso di viaggiatori abbia luogo anche nel senso opposto, dando origine a uno scambio di turisti tra i due nodi della rete. Le destinazioni turistiche scelte con frequenza più significativa sono molto spesso confinanti con altre che invece vengono per lo più evitate, secondo una dinamica simile a quella delle reti di trasporto, nelle quali alcuni grandi snodi centrali vedono confluire numerosi viaggiatori in arrivo da molteplici luoghi periferici. I ricercatori mettono quindi in discussione che le destinazioni vacanziere siano scelte realmente sulla base di motivazioni di tipo culturale, secondo un’idea comunque diffusa, o semplicemente determinate dalle disponibilità finanziarie dei turisti: anche nel caso di un incremento del loro numero, come quello atteso nei prossimi anni, i vantaggi saranno più probabili per quelle che sono già ora destinazioni particolarmente gettonate e vedranno crescere ulteriormente le loro connessioni all’interno della rete turistica globale. Con l’Europa a fare la parte del leone, almeno secondo le previsioni della WTO: il nostro continente manterrà il più alto tasso mondiale di arrivi, a dispetto del suo declino in termini relativi dal 60 per cento del 1995 al 46 per cento del 2020.

Turisti per caso, ma con videocamera

Turisti per caso, avventurieri e amanti delle formule “tutto incluso”: Travelistic è un portale che raccoglie le testimonianze dirette dei veri protagonisti del turismo - i viaggiatori, di qualsiasi tipo e provenienza. Si tratta di un servizio videoweb, simile a YouTube, che permette di condividere le proprie esperienze di viaggio col resto del mondo e vedere brevi documentari autoprodotti che raccontano terre e luoghi lontani.

Chiunque può inviare i propri video e aprire un proprio canale, simile ad un blog, dove pubblicare note e pensieri su destinazioni, attrazioni turistiche e zone del mondo visitate.

Travelistic usa la tecnologia di Google Maps e ogni video offerto viene contestualizzato sulla mappa del mondo. In questo modo, i visitatori e gli utenti di Travelistic possono esplorare il pianeta visualizzando rapidamente ciò che altre persone hanno da dire su un determinato posto.

I contenuti presenti su Travelistic sono organizzati in una lista ordinata a seconda delle varie regioni geografiche. In aggiunta, gli utenti possono eseguire ricerche specifiche utilizzando un motore di ricerca interno. La registrazione ai servizi di Travelistic permette di accedere anche a funzioni di social network, con la possibilità di creare liste personalizzate di posti visitati e di conoscere altri viaggiatori con interessi simili.

La varietà di video offerti è in rapida espansione, sostengono i creatori di Travelistic, un’azienda nata dall’idea di due giovani statunitensi. Ogni settimana, Travelistic diffonde sul Web una rubrica di tipo televisivo chiamata “The Map”, che racconta avvenimenti e curiosità da tutto il mondo.

Il futuro di Facebook

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