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Viagra

Pastiglie di Viagra (credit: Ansa)
Una ricerca svolta dall’Università dell’Alabama a Birmingham e pubblicata sulla rivista specialistica Archives of Otolaryngology-Head and Neck Surgery rivelerebbe un legame tra l’uso del farmaco contro al disfunzione erettile e la perdita dell’udito. Sarebbe invece meno stringente, il rapporto tra i problemi di udito a lungo termine e l’uso di altri inibitori della fosfodiesterasi 5, come Cialis e Levitra. Continua

Pastiglie di Viagra (credit: Ansa)
Non serve andare dal medico e dare i dettagli di un imbarazzante problemino. Di questi tempi basta aprire la casella della posta e cercare tra i messaggi automaticamente bollati come spam: 9 volte su 10 ci trovi la pubblicità di un farmaco simil-Viagra. Probabilmente non costa meno del farmaco ufficiale, ma non lo scegli per risparmiare. Il suo miglior pregio consiste nel poterlo ordinare anonimamente e ricevere a casa senza altri grattacapi.
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Non sempre è facile parlare di disturbi che riguardano la sfera sessuale femminile come il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (Hypoactive Sexual Desire Disorder, HSDD). Stando agli ultimi risultati resi noti in occasione del Congresso annuale dell’American College of Obstetricians and Gynaecologists, questo disturbo interessa una donna su dieci, ma tra queste solo un terzo si rivolge a un esperto.
L’HSDD è molto diffuso ma difficilmente diagnosticabile anche per l’assenza di informazioni che i medici dovrebbero ricevere dalle donne stesse, che si trovano a vivere una condizione psicologica di estremo disagio. Tale disturbo, infatti, mina l’identità femminile e intacca la relazione di coppia.
Da un punto di vista clinico si tratta di una disfunzione definita come un calo del desiderio sessuale che si associa a una perdita di fantasie erotiche e a una risposta molto debole agli stimoli sessuali. Tutto ciò causa anche una difficoltà nei rapporti interpersonali e una perdita di autostima.
Per dare una risposta a tutte le donne afflitte da questo disturbo e per favorire la comunicazione su un tema così delicato, la Boehringer Ingelheim si è impegnata a promuovere un programma di studi clinici, chiamato Bouquet, che indaga gli effetti sul desiderio sessuale di una nuova molecola: la flibanserina.
I sette studi clinici in corso, che presenteranno gli esiti definitivi tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2009, coinvolgono più di 5.000 donne nordamericane ed europee nell’età premenopausa trattate con flibanserina, un composto non ormonale che sembra possa svolgere una funzione simile a quella del Viagra aumentando il desiderio sessuale.
I ricercatori impegnati nel progetto, infatti, misureranno proprio il parametro del desiderio, la diminuzione del disagio legato allo scarso desiderio e il numero di rapporti sessuali soddisfacenti.

Quante coppie abbia salvato dal baratro nessuno lo sa. Di sicuro ha cambiato la vita di almeno trenta milioni di uomini, fino a diventare la pillola più lodata del mondo. Di quelle che hanno rivoluzionato la scienza e la storia dei rapporti sessuali. Approvato per la commercializzazione il 27 marzo 1998 dalla Food and Drug Administration (l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), il Viagra si appresta a festeggiare dieci anni di presenza sul mercato con la certezza di aver reso felici non pochi maschi colpiti da disfunzione erettile. Uno dei primi a ricordare l’anniversario è stato il quotidiano inglese The Observer, secondo il quale “prima del Viagra, l’impotenza era sinonimo di vergogna e spesso di rottura, ivi compreso nelle coppie più solide”. Oggi, a quanto pare, non più.
Il miracolo sta negli effetti secondari del Viagra, un inibitore di molecole in grado di facilitare l’afflusso di sangue nel pene. Testato all’inizio degli anni Novanta per curare i disturbi cardiaci, il Viagra è diventato un farmaco benedetto soprattutto dal mondo della terza età. Purtroppo non tutte le donne gradiscono. Raoul Felder, avvocato newyorkese specializzato nei divorzi, fa notare che “una volta tornati a pieno regime, gli uomini più anziani vanno alla ricerca di erba più verde”. Ivi compreso tra le prostitute. In Florida, terra per eccellenza di pensionati, il numero di ultrasessantenni vittime di malattie sessualmente trasmissibili è in crescita costante. Il fenomeno, comunque, non dovrebbe perturbare il sonno dei dirigenti della Pfizer, ben felici di aver portato nelle casse dell’azienda farmaceutica americana che brevettò il Viagra nel 1996 oltre un miliardo di euro in soli dieci anni di commercializzazione.

Addio mito del latin lover. L’amante focoso ha la bellezza algida degli austriaci e non ha più i modi e la passione dei mediterranei. Già, perché per il 52% degli italiani il sesso non è eccitante, manca di varietà e non è frequente quanto si vorrebbe.
Peggio di noi i francesi (sono i meno soddisfatti in Europa, col 36%), mentre i giapponesi si trovano all’ultimo posto nel mondo (10%). A denunciare il calo di soddisfazione dei nostri machi e la focosità dei vicini amanti austriaci è la Sexual Wellbeing Global Survey di Durex, condotta su più di 26mila persone di 26 diversi Paesi del mondo con l’obiettivo di definire il benessere sessuale.
Gli italiani dicono di cambiare partner solo la metà delle volte di quanto riveli un austriaco, e sono molto meno propensi di altri a sperimentare in tema di sessualità. Gli amanti più esperti sono proprio gli austriaci, con 29 partner per ciascun uomo (la media mondiale è 13) e 17 per ogni donna (media mondiale 7). I peggiori sono però i cinesi, con una media di 4 per gli uomini e 2 per le donne.
Secondo l’indagine, meno di sei persone su dieci nel mondo (58%) si trovano a proprio agio nel confidare al partner cosa vorrebbero fare a letto. I più sicuri sono i messicani (80%), mentre gli inglesi (49%) sono i più riservati d’Europa e i giapponesi (21%) i più timidi. In media, il 67% degli adulti ha almeno un rapporto alla settimana. I più attivi sono i greci (24%) che fanno sesso cinque volte alla settimana o più, rispetto al 10% nel mondo. Eppure, sebbene l’81% degli italiani abbia almeno un rapporto a settimana (con un 36% che lo fa almeno tre volte in sette giorni) questo non è sufficiente per il 59% degli intervistati, che vorrebbero una frequenza maggiore di rapporti.
Per quanto riguarda i “giochi” praticati dalle coppie per aumentare il desiderio, si scopre che in cima alla preferenze degli italiani c’è il sesso orale, apprezzato per tre quarti di noi (75%), mentre il 73% predilige le fantasie sessuali e due terzi (65%) utilizzano i massaggi sensuali.
Alla domanda su cosa potrebbe migliorare la propria vita sessuale, la maggioranza degli italiani ha detto che condurre vite meno stressanti (60%) e riuscire a trascorrere più tempo con il partner (44%) sono le due priorità.
Ma chi non utilizza ancora prodotti per migliorare la propria vita sessuale (di Viagra, sul mercato dal 1998, nell’ultimo anno sono stati venduti 172 milioni di pillole, 6,6 milioni solo in Italia) è disposto a sperimentarli: il 18% vorrebbe provare un gel che favorisca l’orgasmo, il 14% prenderebbe in considerazione afrodisiaci o feromoni e l’11% sarebbe interessato a uno spray per ritardare l’orgasmo maschile.
- Tags: afrodisiaci, Cialis, droga, farmaci, Kamagra, Levitra, lifestyle-drug, Pfizer, principio-attivo, sesso, sildenafil, vasodilatatori, Viagra, Vigrex, Zenegra
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Il Viagra ha dieci anni: fu brevettato dalla Pfizer e commercializzato nel 1998. Oggi quel medicinale non è più soltanto un farmaco ma un vero stile di vita. Nell’ultimo anno sono stati venduti 172 milioni di pillole azzurre: 6,6 milioni solo in Italia. Se a questo dato si sommano le cifre degli altri due farmaci di settore – tadalafil (Cialis prodotto da Lilly, circa 5,5 milioni di dosi all’anno in Italia) e vardenafil (Levitra prodotto da Bayer, 2,5 all’anno) – si calcola che nel nostro Paese più di 14 milioni di amplessi ogni 12 mesi si consumano su base farmacologica, al prezzo di 150 milioni di euro.
Ad andare forte oggi, però, è tutto il sommerso, cioè i farmaci comprati via internet dai paesi nei quali il principio attivo della pillola blu (il sildenafil citrato) non è coperto da brevetto, come India o Singapore.
Secondo gli ultimi rilevamenti sul traffico globale di email, la pubblicità degli integratori sessuali copre il 40 per cento dello spamming totale. Online una compressa a base di sildenafil costa meno di 3 dollari e viene venduta come “viagra generico” oppure ribattezzata con i nomi più disparati, come Kamagra, Zenegra, Vigrex. Al di là delle questioni di brevetto, per l’utente finale i maggiori rischi sono le frodi telematiche e la composizione chimica dei prodotti: non si sa cosa arriva né se arriva (dogana permettendo). Inoltre l’incessante battage pubblicitario ha ottenuto un generale innalzamento dell’attenzione verso gli afrodisiaci. Polonia e Olanda sono i paesi con il mercato di settore più ampio.

A far sospettare che alcuni prodotti contengano principi attivi da laboratorio sono i prezzi: i cocktail vegetali (poco efficaci secondo le opinioni lette su forum e gruppi di discussione) costano fino a 30 euro per una ventina di capsule. Altri (ritenuti più efficaci) arrivano a 50 euro circa per 4-5 capsule. Di molti prodotti esiste anche una versione femminile, con gli stessi ingredienti: lo scopo è sempre il miglioramento dell’irrorazione sanguigna dei genitali.
Ma al di là dei numeri ciò che preoccupa è la rivoluzione culturale in atto. Con il passare degli anni la lettura sociale del Viagra è profondamente mutata: a parte l’utilizzo dedicato al paziente realmente impotente, oggi è considerato da molti una lifestyle drug, una specie di integratore alimentare per giovanissimi in cerca di sesso prestazionale e competitivo.
Senza bisogno di interpretazioni sono, invece, le pubblicità dei falsi viagra su internet: “Per soddisfare queste due caldissime ragazze ti basta una sola pillola blu” tanto per citarne una. E non è certo secondaria la diffusione in discoteca, a partire dal Nord Europa, di cocktail di sostanze come ecstasy più Viagra (detto Sexstasy o Head-hammering, cioè martellate nella testa) o cocaina più Viagra, o popper più Viagra.
“Quello dei giovanissimi che prendono il Viagra è un fenomeno complesso”, riflette Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze asl Città di Milano: “Se è diventato culturalmente quasi normale che uno si dopi per ottenere un risultato sportivo, perché non doparsi per ottenere una prestazione sessuale olimpica?”
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