Un’immagine della Terra vista dalla ISS
C’è chi tiene in ufficio un acquario e si rilassa guadando i pesci, chi invece preferisce la musica da meditazione per alleviare lo stress. Da oggi per allentare la tensione vi proponiamo un nuovo sistema: osservare la Terra dallo spazio. Potete farlo in qualsiasi momento restando fermi alla scrivania semplicemente visitando il sito della Nasa tv e scegliendo tra i canali quello dedicato alla stazione spaziale.
Grazie alle webcam installate sulla stazione, che trasmette le immagini in diretta, è possibile osservare il nostro pianeta quando l’equipaggio è riposo (approssimativamente dalle 7 di sera alle 7 del mattino, ora nostra) e per farsi un’idea dell’attività degli astronauti nelle ore di lavoro. Alternate a queste immagini c’è una mappa della Terra che dà la posizione della stazione nell’orbita terrestre. Siccome la stazione completa un’orbita terrestre in 90 minuti, si vedono da qui un tramonto o un’alba ogni 45 minuti. Quando la stazione è immersa nell’oscurità la webcam esterna potrebbe apparire nera, ma può anche fornire una visione spettacolare delle luci delle città sorvolate.
Un video per esplorare l’interno della Stazione spaziale internazionale

Nelle ultime settimane un’automobile ha attraversato Roma e Milano a passo d’uomo con una telecamera installata sul tetto. L’obiettivo è di fotografare le strade per costruire una mappa “tridimensionale”, da esplorare come un turista che ammira un quadro di una città: si possono vedere vedere negozi, abitazioni e incroci. Ma anche le persone presenti al momento dello scatto, per strada o davanti a una vetrina. È un progetto di Google chiamato “Street view”. I passanti però non l’hanno presa bene: il corrispondente in Italia del Times, Bernhard Warner, racconta che le persone in strada al momento delle riprese sono fuggite dall’occhio della telecamera. Nascondendosi nei bar più vicini. Giovedi scorso il garante europeo per la protezione dei dati Peter Hustinx ha avvertito “big G” di tenere presenti le leggi locali sulla privacy. Street View è già in funzione in una trentina di città negli Stati Uniti, da New York a San Francisco. Se da una lato è un servizio comodo per automobilisti e turisti, dall’altro le fotografie hanno creato non pochi problemi. Il responsabile per la privacy di Google, Peter Fleischer, ha annunciato che saranno rispettate le norme di ogni singola nazione per la tutela della riservatezza personale. Una delle ipotesi è di rendere irriconoscibili i volti e le targhe delle automobili.
Ma sulle strade delle città italiane sono puntati ben altri occhi, già accessibili al pubblico attraverso internet: chi vuole vedere in diretta Piazza San Babila a Milano può collegarsi con una webcam attiva 24 ore su 24. E così per centinaia di altri centri abitati, da Torino a Firenze. Strumenti utili per chi vuole conoscere il traffico, le condizioni meteorologiche o vedere i tesori artistici di un luogo. Anche se ogni sguardo sottrae un frammento di privacy a chi si ritrova nell’immagine.

I bimbi prematuri possono restare ricoverati nel reparto di terapia intensiva anche per un mese e mezzo. Durante questo tempo ai genitori verrà concesso di vederli per qualche ora al giorno. Ma al San Filippo Neri di Roma, ospedale di riferimento regionale, arrivano bambini da tutta la regione Lazio, i cui genitori quindi hanno maggiori difficoltà a spostarsi per seguire il proprio piccolo in attesa della dimissione. “Anche per questo abbiamo inaugurato il servizio di webcam sul sito Nati oggi“, spiega Stefano Anania, direttore della struttura complessa di Neonatologia e terapia intensiva. “Registrandosi al portale e inserendo il proprio indirizzo di posta elettronica, si ottiene una password univoca che permetterà di vedere il proprio piccolo grazie a una webcam posta sull’incubatrice”.
Al San Filippo Neri ruotano nel reparto di terapia intensiva circa 100 pazienti all’anno. Si va dai gravemente prematuri, nati alla 23° settimana, fino ai lievemente prematuri, nati a 34 o 36 settimane. “A volte la donna partorisce, magari con un cesareo, in un’altra struttura e il neonato viene subito portato qui e messo in terapia intensiva”, racconta Anania, “quindi la madre non fa letteralmente in tempo a vederlo dopo averlo dato alla luce. Abbiamo avuto il caso di due gemellini, la cui madre era ricoverata altrove: il padre le ha portato in ospedale un computer portatile attraverso il quale ha potuto finalmente vedere, grazie alla webcam, i gemelli”.
Il sevizio è partito il 1° febbraio e fino ad ora i commenti sono stati entustiatici: “i genitori sono contenti ci ringraziano, sono commossi”, spiega il primario, “ma stiamo mettendo a punto un questionario per valutare un po’ meglio l’impatto psicologico dell’iniziativa e capire, ad esempio, se non possa essere per alcuni fonte di ansia, invece che uno strumento per tranquillizzarsi”.
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