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Windows 8 avrà un impatto irrilevante, parola di IDC

credits: Microsoft

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Il 2012 sarà - fra le altre cose - anche l’anno di Windows 8. Ed è facile pensare che a Redmond abbiano già cerchiato sul calendario la data del grande giorno. A Redmond, appunto. Ma in tutto il resto del mondo? Quanti saranno gli utenti che attenderanno trepidanti l’arrivo del nuovo sistema operativo di Microsoft? Non molti, secondo IDC, anzi per usare le parole dell’analista si tratterà di un numero “irrilevante”. Continua

Windows 8? La dimostrazione che Microsoft ha “studiato” Apple

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Trita-tech

Qualche mese fa, dalle pagine di questo blog, vi ho raccontato dei piani di Microsoft per il suo futuro. C’era - fra le altre cose - il riferimento a una presentazione “sfuggita” ai dipendenti della grande M nella quale si parlava esplicitamente di Apple e del suo modello virtuoso fatto di interfacce semplici e utenti innamorati del brand.

A distanza di qualche mese quelle slide sembrano dare conto di quello che è stato il modello di sviluppo seguito dalla casa di Redmond per la sua ultima fatica, Windows 8, un sistema operativo la cui filosofia ha molti punti di contatto con la visione della Mela. Continua

Multi-piattaforma, multi-sensoriale e con l’App Store: ecco come sarà Windows 8

Le prime immagini dell'erede di Windows 7

Le prime immagini dell'erede di Windows 7

Viene da chiedersi per quale motivo Microsoft debba sostituire un sistema operativo tutto sommato giovane (compirà 2 anni solo ad ottobre) e di successo (negli Stati Uniti pare abbia già superato l’inossidabile Xp nel numero di installazioni). Forse perché il bello deve ancora venire o più probabilmente perché gli exploit dei rivali (leggasi Apple e Google), soprattutto nel mercato dei dispositivi mobili, obbligano Redmond a non cullarsi troppo sugli allori.

Fatto sta che è arrivato il momento di parlare di Windows  8, o perlomeno di quello che potrebbe essere, giacché i programmatori della società americana sono ancora in pieno lavoro di sviluppo. Continua

Windows Live: come cambiano Hotmail, Messenger e i servizi Web di Microsoft

(Credits: Microsoft)

(Credits: Microsoft)

A poco a poco, pezzo dopo pezzo, Microsoft sta aggiungendo polpa al suo personalissimo carnet di servizi Web. L’obiettivo è quello di sempre: dimostrare al mondo che a Redmond non si producono solo licenze ben confezionate ma anche soluzioni Internet gratuite e di qualità. Proprio come succede a qualche centinaio di chilometri più a sud, a Mountain View. Il restyling di Hotmail e Messenger, i due servizi di maggior successo della casa, e le novità di Windows Live Essentials 2011, rappresentano in questo senso gli ultimi tasselli aggiunti da Microsoft al suo mosaico. Ecco in sintesi cosa cambia: Continua

Windows 8 e Windows Store, ecco i piani di Microsoft per il futuro

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In Rete sono apparse una serie di slide sfuggite ai dipendenti Microsoft con alcune interessanti indiscrezioni sulle linee di sviluppo dei prossimi “prodotti” di Redmond: da Internet Explorer 9 (che dovrebbe uscire in beta il prossimo mese di agosto) a Windows Live Essentials, fino Windows 8, il sistema operativo che sostituirà Windows 7 al termine del suo ciclo di vita (che, visti i risultati, sarà presumibilmente piuttosto in là nel tempo).
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Microsoft Office 2010: tutto casa e ufficio

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Dici Office e pensi subito a lavoro, ufficio, produttività. Ma nel 2010 è tempo di guardare oltre. A ciò che gli utenti fanno in casa, per esempio. E a quelle attività che ormai hanno cambiato il nostro modo di utilizzare il computer. Come i social network.
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Windows 7 è meglio di Vista, lo dicono (pure) i risultati

(Credits Microsoft)

(Credits Microsoft)

Dimenticare Vista: questo chiedevano gli utenti a Microsoft il giorno dell’annuncio di Windows 7, lo scorso mese di ottobre. Una missione che può dirsi compiuta, almeno in Italia. E’ quanto emerge dall’ultimo report rilasciato da Gfk, che ha monitorato le vendite di nuovi Pc nel nostro Paese sia sul fronte retail che su quello business. Cosa ci dice Gfk?  Che dal 22 ottobre 2009, giorno nel quale ha fatto la sua comparsa sul mercato, Windows 7 ha rosicchiato inesorabilmente buona parte delle quote conquistate (faticosamente) da Vista in oltre tre anni.
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Da netbook a smartbook: e se la differenza fosse nel cuore?

Il nuovo Sagemcom Spiga (Credits: Sagemcom)

Il nuovo Sagemcom Spiga (Credits: Sagemcom)

Da notebook a netbook, da smartphone a smartbook. Per l’utente comune sta diventando piuttosto complicato districarsi fra tutte le varie etichette che oggi definiscono i derivati (e gli ibridi) dei Pc e dei telefonini.

Tolti gli estremi (il notebook da una parte, lo smartphone dall’altro) che sembrano più riconoscibili, il nocciolo dell’empasse sta nel mezzo, fra i netbook e gli smartbook, due dispositivi dalle dimensioni simili ma dalle prestazioni differenti. Almeno sulla carta.
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Perché conviene passare a Windows 7 (e perché no)

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Windows 7 (Credits: Microsoft)

Partiamo da due considerazioni.

La prima è che Windows Vista non è stato un sistema operativo riuscito. Non tanto perché sia giunto al capolinea dopo soli tre anni di vita (peraltro dopo essere stato massacrato a più riprese da utenti e critica). L’aspetto più imbarazzante è che il suo predecessore – il buon vecchio Windows Xp – è ancora il sistema operativo più diffuso al mondo: circa il 70% dei pc ne è tuttora provvisto. Il che, di per sé, non sarebbe poi così male, tenuto conto che si tratta pur sempre di un prodotto Microsoft. Se non fosse che stiamo parlando di un sistema operativo di otto anni fa; l’equivalente di un’automobile vecchia di 20 anni, giusto per chiarire il concetto.

La seconda è che Microsoft difficilmente sbaglia due volte di fila.
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È arrivato Leopard, il sistema operativo con cui Apple vuol tornare a ruggire


C’era un vecchio spot degli anni Ottanta in cui una nota compagnia petrolifera invitava gli automobilisti a mettere una tigre nel motore. Un consiglio che quelli della Apple hanno seguito alla lettera, spingendosi pure oltre, visto nel motore ora ci hanno messo addirittura un leopardo. Dopo Tiger, infatti, Leopard è da venerdì sera il nuovo “motore” dei computer della Mela. Un’uscita molto attesa per tutta la community Mac che aspettava da due anni il sistema operativo. Più di 300 le novità annunciate da Apple, ma è un numero destinato a salire visto che la società di Cupertino si è tenuta qualche cartuccia di riserva da “sparare” nelle prossime settimane.

La prima impressione è che Steve Jobs e soci abbiano cercato di rendere più facile la vita degli utenti, soprattutto di quelli più disordinati, facendo tesoro di tutta l’esperienza accumulata con iTunes, il sistema per scaricare e ascoltare musica e video. Sono user friendly molte delle nuove risorse per l’organizzazione delle applicazioni e dei contenuti, dalla coreografica iChat alla nuova barra degli strumenti (il cosiddetto dock) tridimensionale, fino al pratico sistema di raggruppamento per “stacks” che permette di accorpare tutte le icone sparse sul desktop attraverso un unico clic. Decisamente utente-centrica anche la scelta di adottare un’anteprima rapida per guardare dentro al contenuto di un file di qualsiasi natura (anche video) senza bisogno di aprire l’applicazione, nonché l’innesto di veri spazi virtuali per raggruppare a piacere le attività aperte in modo da ordinare razionalmente le finestre attive, una funzione che tornerà utile soprattutto agli utenti che dispongono di uno schermo di grandi dimensioni.
Ma la novità forse più rilevante è forse quella denominata Time Machine, un sistema che consente di guardare nel passato del computer per recuperare anche a distanza di tempo qualsiasi cosa sia transitata sul Mac; una sorta di memoria a lungo termine che permetterà agli utenti di dormire sonni più tranquilli anche in caso di perdita dei dati.


Basterà tutto questo per rosicchiare quote di mercato a Windows, ancora saldamente in testa alle percentuali di vendita con più dell’85 percento del mercato? È sicuramente presto per dirlo, anche se sul web sono già scattati i raffronti fra i sistemi operativi di punta delle due case. Va detto che l’integrazione nativa per Windows prevista da Leopard potrebbe invogliare molti più utenti rispetto al passato ad entrare nel mondo della Mela. Di fatto, chi proprio non può separarsi da quelle applicazioni che girano solo su sistemi Microsoft può comunque acquistare una macchina Apple e chiederle di operare in ambiente Windows.

Una curiosità: all’interno di Leopard i pc con Windows sono stati disegnati con il cosiddetto “blue screen of death”, l’inquietante schermata blu che accompagna ogni errore di sistema dei sistemi operativi Microsoft. Ebbene, ironia della sorte, pare proprio che alcuni utenti Mac abbiano segnalato la presenza di un’analoga schermata che sarebbe comparsa a seguito dell’installazione di Leopard. Un difetto ammesso dalla stessa Apple che ha già fornito i consigli per correre ai ripari. Chi di schermata blu ferisce…

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