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I Balilla del moralismo
Due settimane ci separano dal voto. Dalle aule giudiziarie dove risiedono, lor signori dei Monopoli sono riusciti nell’impresa di introdurre nella democrazia una nuova versione del gratta e vinci (il titolo provvisorio in onore del vernacolo romano è «rosica e perdi») riservata ai cittadini del Lazio. Il giochino è semplice: una volta dentro la cabina, i più fortunati e solo loro troveranno sulla scheda il simbolo del Popolo della libertà, ma solo sul «listino», in quella parte della scheda cioè che ti costringe a votare Renata Polverini. |
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Se la realtà supera la satira
Certe volte, sempre più frequenti, leggendo articoli sulla malagiustizia o relativi commenti sulla necessità di riformare l’impero della magistratura, mi viene voglia di imprecare: non sarebbe ora di cambiare argomento? Possibile che da vent’anni non si parli che di toghe e di stramberie giudiziarie? Poi ci lamentiamo perché i giornali sono in crisi e diminuiscono tirature e pubblicità. Se anche i lettori reagiscono come me, siamo fritti. |
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Iraq, la sorpresa nell’urna
L’Iraq non è stato in questi dieci, vent’anni soltanto un paese in cui sono avvenute delle cose, per lo più tremende. È stato lo specchio in cui noi europei e americani ci siamo guardati per capire le cose, per rispondere agli imperativi, a diverse idee sul da farsi, in particolare dopo l’11 settembre 2001. |
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Bersani non ceda alla piazza
Nell’autunno del 2001 Piero Fassino, fresco segretario dei Democratici di sinistra, mi disse per il mio libro La scossa: «Il nostro partito fatica ad abituarsi all’idea che Silvio Berlusconi stia al governo e che potrebbe restarci per l’intera legislatura, cioè per cinque anni. Manifesta emotivamente il desiderio che sia messo in difficoltà ogni giorno sperando che così cada presto.. |
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