- Tags: cronaca, minorenni, prostituzione, Roma, sesso
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E ora (solo ora?) si scopre che per chi cerca sesso a pagamento con ragazzine non serve più andare troppo lontano, su una spiaggia esotica o in un Paese affamato per imbattersi in casi simili.
Il fenomeno delle baby prostitute, da qualche anno, è sotto i nostri occhi: hanno tra i 14 e i 16 anni, sono poco più che bambine. Chiamarle schiave del sesso fa impressione ma è la realtà. Retate, arresti, aggressioni, tante brutte storie e pochi lieto fine.
Telecamere sparse per le città, centri di assistenza, maggiori controlli. Tra le iniziative delle varie amministrazioni in queste ore sta facendo discutere quella del XII Municipio del Comune di Roma. Maxi-cartelloni e migliaia di volantini incentrati sullo slogan: “Potrebbe essere tua figlia” e un’immagine inequivocabile.

“L’iniziativa” spiega Patrizia Prestipino, presidente del Municipio XII” nasce dalla volontà di non rimanere indifferenti davanti a questo fenomeno. Non è più possibile continuare a fingere ed è per questo che abbiamo scelto un messaggio forte, è bene che guardando questi cartelloni qualcuno si senta scosso”.
Un modo per riuscire a dialogare con i cittadini e per cercare di stimolare azioni responsabili. Così definisce il progetto Andrea Santoro, assessore alla Comunicazione e Partecipazione del municipio e ideatore dell’iniziativa. “Bisogna porre l’accento sull’inaccettabilità del fenomeno”.
- Mercoledì 21 Febbraio 2007
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Commenti
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Il 13 Marzo 2007 alle 16:36 Panorama.it – Italia » Blog Archive » Luci rosse in città: riparte la polemica ha scritto:
[...] Domanda: come si combattono la prostituzione e il suo sfruttamento? Il candidato sindaco del centrodestra a Genova, Enrico Musso, ha fatto l’esempio di Anversa, “dove il fenomeno è circoscritto ad una ristrettissima area – due brevissime strade collegate da una “galleria” di recente costruzione – in cui le condizioni igienico-sanitarie sono controllabili, e il fenomeno dello sfruttamento e della schiavitù è assente.” Reazioni critiche dalla candidata sindaco dell’Ulivo, Marta Vincenzi, ma anche da esponenti del centrodestra ligure. Il problema, da sempre, divide in modo trasversale gli schieramenti politici e l’opinione pubblica. Negli ultimi anni altri esponenti politici (anche di sinistra) e operatori sociali hanno avanzato proposte analoghe. Il ragionamento in genere è più o meno questo: la prostituzione è un fenomeno complesso, e va combattuto. Ma non è mica facile. Da subito, allora, bisogna trovare soluzioni concrete. Si parla per esempio di cooperative di prostitute, per sottrarre le donne al racket. Un’ipotesi ricorrente è poi quella di indicare alcune aree circoscritte della città, subito ribattezzate zone a luci rosse, dove poter controllare il fenomeno, garantire condizioni igienico sanitarie decenti alle prostitute e sottrarle allo sfruttamento della criminalità. In questo modo, si dice, si può provare a rispondere anche ai problemi di chi vive in quartieri dove la prostituzione crea disagio e insicurezza. Tutti concordano sul fatto che le prime vittime della prostituzione sono naturalmente le donne (in molti casi bambine) che si prostituiscono, sempre più spesso ridotte in condizioni di schiavitù da organizzazioni criminali. Tutti sono consapevoli del fatto che la prostituzione rappresenta un problema anche per le persone che abitano in zone frequentate da lucciole (e, soprattutto, dai relativi clienti). [...]
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