
I voti sono vergati a penna a fianco di ciascuna delle dieci pubblicazioni del candidato: 2,5 più 1,5 più 1,5 e così via fino a un totale di 17. Ma se poi si passa al verbale definitivo, che Panorama ha potuto sfogliare, il punteggio lievita a 36. Con questo risultato: il candidato che senza l’inspiegabile modifica non ce l’avrebbe fatta si aggiudica invece uno dei 16 ambitissimi posti di dirigente di ricerca al Cnr, area scienze della Terra.
È solo una delle anomalie riportate nel libro bianco dell’Usi rdb, una sigla sindacale interna, sull’ultimo concorso per carriera interna del maggiore ente pubblico di ricerca italiano: evento attesissimo da un migliaio di scienziati “anomali permanenti”, quelli al Cnr da almeno 12 anni ma senza promozioni per i continui blocchi dovuti alle Finanziarie.
Punto di partenza dell’indagine dell’Usi rdb, i numeri, su cui sindacato e Cnr non concordano. Secondo l’Usi rdb, il 53,7 per cento della comunità scientifica del Cnr, fra cui molti anziani in servizio, ha subito una bocciatura. Come è possibile, si sono chiesti, affiancando intanto nei ricorsi oltre 100 silurati.
Il Cnr ribatte che in realtà, “soprattutto per i passaggi a primo ricercatore, la percentuale dei vincitori con oltre 12 anni nel ruolo aumenta sensibilmente, oltre il 10 per cento, se si tiene conto del periodo come contrattista a tempo determinato, comunque servito a fare ricerca e a pubblicare”.
Non è solo questione di numeri. Da quello spunto, ed esaminando centinaia di verbali dei 2.345 partecipanti, l’Usi rdb ha notato per esempio queste anomalie nel concorso: promozioni a dirigente di ricerca di candidati che non avevano nemmeno un giorno d’anzianità nel profilo precedente; un commissario d’esame che, in barba all’incompatibilità, risulta coautore di pubblicazioni di un esaminato che poi ha vinto; giudizi identici ma con voti diversi, in un caso un sindacalista interno del Cnr è risultato vincitore, l’altro solo idoneo.
Una ricercatrice inserita nel gruppo di 12 donne che, con il Nobel Rita Levi Montalcini, hanno fatto la storia del Cnr, non ha ottenuto alcun avanzamento: la commissione che la valutava, tra altre incongruenze, secondo l’Usi rdb, le ha attribuito un punteggio inferiore per una pubblicazione di cui è prima autrice, rispetto alla seconda autrice che invece ha ottenuto il doppio dei voti.
Il sindacato parla di “metodi di valutazione illegittimi e profondamente difformi tra le commissioni”. Sarebbero stati assegnati punteggi a semplici email presentate come titoli, “ma non hanno considerato validi attestati internazionali” lamenta la ricercatrice Rita Balocchi.
Al Cnr replicano che “le commissioni sono sovrane nell’esprimere il giudizio, nell’ambito dei criteri fissati dai bandi”. La Usi rdb intanto ha consegnato il rapporto al ministro della Ricerca universitaria, Fabio Mussi, chiedendo verifiche. Il ministro sta valutando, caso per caso, eventuali provvedimenti.
- Sabato 24 Febbraio 2007
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