
Già da qualche giorno lo Stromboli aveva mandato segnali di risveglio. Un’intensa attività del vulcano, ripresa la mattina del 27 febbraio, è continuata anche nella nottata, in maniera sostenuta. Due bocche eruttive si sono aperte sul vulcano. Tre colate da ieri scorrono lungo la “Sciara del fuoco”, la profonda e ripida depressione sul fianco nord del vulcano, la strada aperta dalla devastante colata di cinque anni fa, e si riversano in mare.
La Protezione Civile ha fatto scattare il piano d’emergenza, e per tutta l’isola, bella e selvaggia espressione della natura incontaminata, sono risuonate le sirene che annunciano il pericolo.
Gli esperti non ritengono comunque imminente il pericolo che dallo Stromboli si stacchi una massa di roccia e lava, causando in mare un’onda anomala di tipo tsunami, come cinque anni fa. Ma poiché la situazione, sebbene sotto controllo, è in continua evoluzione, restano in vigore le misure precauzionali che da ieri vietano a residenti e turisti dell’isola delle Eolie di trovarsi a meno di 10 metri sul livello del mare.
“L’eruzione in corso è estremamente ben alimentata”, ha dichiarato presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Enzo Boschi all’agenzia Reuters dopo il vertice e un sopralluogo in elicottero. “Non c’è però nessuna ragione di immaginarsi che a breve ci sia qualcosa di straordinario, la popolazione non è a rischio”, ha aggiunto il presidente dell’Ingv.
L’isola vive quindi una situazione di relativa tranquillità: i collegamenti marittimi tra Stromboli e le altre isole dell’arcipelago siciliano sono regolari e al momento resta in vigore il sistema precauzionale di allerta che da ieri prevede che non vi sia nessuno sull’isola al di sotto di 10 metri dal livello del mare.
L’emergenza è scattata dopo l’apertura di una frattura sullo stesso fianco del vulcano dal quale nel 2002 fuoriuscirono massicci flussi lavici seguiti da onde anomale. Era il 30 dicembre quando lo Stromboli eruttò provocando il distaccamento di un costone di pietra lavica di due milioni di metri cubi che causò due onde anomale a distanza di pochi secondi l’una dall’altra, provocando alcuni feriti e molti danni nei due paesi dell’isola.
- Mercoledì 28 Febbraio 2007
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