Raciti, ordine d’arresto per il minorenne


Si aggrava la posizione di A.S., il diciassettenne indagato per l’uccisione dell’ispettore Filippo Raciti.
Il Gip del Tribunale per i minorenni di Catania, Alessandra Chierego, accogliendo la richiesta della Procura ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare per omicidio volontario in concorso. Il provvedimento è stato notificato in carcere al minorenne dalla Squadra Mobile della Questura di Catania.

Il diciassettenne era detenuto per resistenza a pubblico ufficiale, ma da oggi è in carcere con l’accusa di omicidio volontario dopo la contestazione che gli è mossa dal Gip.
Il provvedimento restrittivo era stato sollecitato dal procuratore della Repubblica per i minorenni Gaspare La Rosa, e dai sostituti Angelo Busacca e Silvia Vassallo.
La posizione del giovane si aggravò già l’8 febbraio quando a conclusione dell’interrogatorio il Gip Chierego convalidò il suo fermo e dispose l’arresto del minorenne per resistenza. La Procura della Repubblica gli contestò l’accusa di concorso in omicidio volontario aggravato, iscrivendolo nel registro degli indagati anche per questo reato.
Il diciassettenne accettò di rispondere alle domande del sostituto procuratore Angelo Busacca e, alla presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Giuseppe Lipera, e i suoi genitori, negando però di avere ucciso l’ispettore Raciti.
Dopo alcune contraddizioni ammise di essere presente sulla scena che gli investigatori ritengono sia quella del delitto: la porta d’ingresso della Curva Nord dello stadio. Il minorenne ammise di avere partecipato a degli scontri ma negò con forza di avere ucciso il poliziotto. Ai genitori in lacrime urlò: “Non sono stato io…”.
Il fascicolo dell’accusa è stato integrato da prove documentarie che sono state ritenute convincenti dal Gip che adesso ha emesso un ordine di custodia cautelare per omicidio.

Gli avvocati difensori del diciassettenne indagato per l’uccisione dell’ispettore Raciti “dissentono totalmente dal teorema accusatorio proposto dalla Procura della Repubblica e allo stato avallato dal Gip” del tribunale per i minorenni che ha emesso nei suoi confronti un ordine di custodia cautelare per omicidio volontario in concorso.
“I difensori – si legge in una nota diffusa dallo studio Lipera – preso atto allo stato soltanto del contenuto del provvedimento, dichiarano espressamente che, nei modi e termini di legge, proporranno formale istanza di riesame al Tribunale della Libertà” competente, ritenendo sin d’ora che l’ordinanza applicativa della misura cautelare è ingiusta ed errata”.
Dallo studio legale Lipera si sottolinea che “il ragazzo respinge in maniera assoluta l’accusa e continua a protestare la sua innocenza rispetto alla morte dell’ispettore Filippo Raciti”.
“Nei prossimi giorni – annunciano i difensori di fiducia del diciassettenne- quando avremo contezza degli elementi processuali a fondamento dell’ordinanza e dopo l’interrogatorio del ragazzo, incontreremo i giornalisti per evitare equivoci o fraintendimenti, anche involontari, rispetto a qualsivoglia affermazione del giovane o dei suoi legali”. Poliziotti contro ultrà: in questo disegno, mostrato dai magistrati di Catania, la polizia scientifica ha spiegato in che maniera è avvenuto lo scontro tra il tifoso 17enne ora indagato per l’omicidio e l’ispettore Raciti. La ricostruzione si basa sulle riprese dall’alto di una telecamera a circuito chiuso dell’anello della curva Nord dello stadio, all’altezza della porta d’ingresso e uscita. Prima che avessero inizio gli scontri, spiegano i magistrati, si nota che “all’interno dello stadio c’è un gruppo di persone che si sta organizzando per attaccare la polizia”. A tenerli in collegamento con gli ultras all’esterno ci sarebbe un messaggero che porta il segnale d’ attacco entrando al “Massimino”.

Commenti

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Il 3 Luglio 2007 alle 9:13 Raciti, per il 17enne torna l’ipotesi di omicidio » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Resta in carcere il 17enne indagato nell’inchiesta sulla morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti in seguito agli scontri fuori dallo stadio “Massimino” di Catania durante la partita con il Palermo del 2 febbraio scorso. Il Tribunale del Riesame per i minorenni ha ripristinato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ipotizzando il reato di omicidio nei confronti del ragazzo. Il provvedimento emesso dal gip Alessandra Chierego era stato revocato dallo stesso giudice per le indagini preliminari per i minorenni il 4 giugno scorso, dopo il deposito di una perizia dei carabinieri del Ris di Parma. [...]

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