
Era nell’aria e, siccome il vento non è cambiato, ecco la notizia dell’allontanamento del senatore Franco Turigliatto da Prc. Scontata? Certo, ma per il trozkista piemontese non meno dura da digerire: “L’essere espulso da Rifondazione mi addolora”.
E allora lui, il compagno che insieme a Fernando Rossi (ex Pdci) ha messo in crisi Romano Prodi, si sfoga in una conferenza stampa a Montecitorio. Affiancato e sostenuto dai suoi compagni di Sinistra Critica (l’area minoritaria e antagonista del partito), non cede di un millimetro: “Grazie per la solidarietà ricevuta ma questa scelta mi fa male. Pensavo che queste decisioni in stile sovietico fossero passate di moda. Ricordo che per Costituzione un parlamentare non è sottoposto a nessun vincolo di mandato”. Poi spiega: “C’è un problema di democrazia parlamentare se il nostro ruolo è solo quello di schiacciare un bottone e se non c’è libertà di coscienza”.
Infine, con un pronostico ferale, suona pure la campana al governo: “Alla fine, il governo cadrà perché ha segato il ramo su cui è seduto visto che il suo elettorato non lo voterà più”.
La decisione di allontanamento, presa dal partito di Giordano e Bertinotti, però, lascia scontenti molti compagni. Sinistra critica ha chiesto: “Un congresso straordinario del partito affinché la decisione di allontanamento venga revocata”.
Un sostegno che dalla sala stampa della Camera si è subito spostato sul web. Sul sito di Sinistra Critica sono arrivate a migliaia le firme per l’appello di solidarietà al senatore, per contestare la sua espulsione da Rifondazione Comunista e per appoggiare la coerenza con cui l’onorevole ha rappresentato le ragioni del pacifismo “senza se e senza ma”.
A inviare la propria adesioni, oltre ai vip mondiali dell’area No Global, come Noam Chomsky (linguista), Ken Loach (regista), Tariq Alì (scrittore), Gino Strada (Emergency), anche molti nomi dell’antagonismo locale: Piero Bernocchi (Cobas Scuola), Luca Casarini (Global Project), Giorgio Cremaschi (Segreteria Nazionale Fiom), Daniele Sepe (musicista), Alex Zanotelli.
E ora la sinistra è alle prese con l’amletico dubbio: Turigliatto è più scomodo dentro o fuori?
- Venerdì 2 Marzo 2007
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Commenti
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Il 6 Marzo 2007 alle 17:34 Panorama.it – Italia » Blog Archive » Afghanistan: tallone d’Achille ha scritto:
[...] Ne sono previsti una pattuglia nell’estrema sinistra: Salvatore Cannavò di Rifondazione, corrente trotzkista, alla Camera, la stessa di Franco Turigliatto. Il quale, come Fernando Rossi del Pdci, aveva annunciato il “no” al Senato sull’Afghanistan, anche in caso di fiducia. Altri potrebbero aggiungersene nell’area della sinistra massimalista, ma anche nella sinistra Ds. L’Unione andrebbe sotto quota 158, prevedibilmente intorno a 155-156, tenuto conto anche del recente acquisto Marco Follini. Insomma, a Prodi mancherebbe di nuovo quella maggioranza politica che il Quirinale giudica indispensabile perché il governo vada avanti. Naturalmente su un voto come questo non mancherebbe il sì dell’opposizione. Ma occorrerà verificarne le modalità: se fosse su mozioni distinte da quelle del governo, Prodi dovrebbe fare appello di nuovo ai senatori a vita, riaprendo un caso politico. Dal centrosinistra si moltiplicano appelli alle geometrie variabili, ultimo quello di Giuliano Amato. In pratica, su singoli temi non sarebbe uno scandalo il sostegno dell’opposizione per colmare i buchi della sinistra radicale. Una tesi che ha indispettito il Quirinale: “Un conto è il consenso ampio sulla riforma elettorale, un conto è l’autosufficienza del governo. In ogni caso, voglio capire” fa sapere Giorgio Napolitano. Anche perché lo stesso ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, aveva dichiarato: “Sulla politica nternazionale o abbiamo una maggioranza nostra, o andiamo a casa”. [...]
Il 1 Giugno 2007 alle 16:48 Bush a Roma il 9 giugno e i pacifisti non trovano pace » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Di qui? Di là? Un caos. I senatori pacifisti Franco Turigliatto (ex Prc) e Ferdinando Rossi (ex Pdci) saranno al corteo, il verde Angelo Bulgarelli andrà “da una parte e dall’altra”. Paolo Cento si asterrà, ma vigilerà “affinché non si verifichino repressioni feroci come a Napoli nel 2001″. L’imbarazzo di molti è palpabile. No Bush, ‘na fatica. [...]
Il 23 Gennaio 2008 alle 12:30 Governo: il sì a Prodi dei “non senatori” resta solo sulla carta » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sono sette. Tanti quanti i senatori a vita. E con il pallottoliere più che mai risicato, per Romano Prodi sarebbero (stati) la salvezza. Tanto più che i sette senatori - Rita Bernardini, Carmelo Conte, Gerardo Labellarte, Maria Rosaria Manieri, Dante Merlonghi, Marco Pannella e Giovanni Valente - hanno già dato il loro parere favorevole al governo. In una dichiarazione di voto “virtuale”, assicurano che avrebbero risposto con un “sì” alla fiducia che il Professore ha scelto di chiedere a Palazzo Madama: “Noi sottoscritti, Senatori della Repubblica dichiariamo che, qualora avessimo potuto esercitare i nostri diritti di eletti in occasione del dibattito sulla fiducia al Governo Prodi, avremmo partecipato al voto esprimendo il nostro sì”. Peccato, per Romano, che la loro dichiarazione resti virtuale: i sette senatori radicali non hanno infatti un seggio in Senato, visto che la Giunta delle elezioni, a larghissima maggioranza, ha rigettato tutti i ricorsi sui seggi contestati. Una questione che a Palazzo Madama si trascina dall’inizio della legislatura e per la quale a nulla sono valse le proteste di Rosa nel Pugno, Idv, Verdi, Nuovo Psi, Udc, perché si procedesse a un riesame dell’esito elettorale in ben cinque regioni: Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Liguria. Così l’arrabbiatissimo Marco Pannella non potrà andare a prendere il posto del contrario Franco Turigliatto, trozkista piemontese allontanato da Prc e ora unico membro di Sinistra critica che ha “per coerenza” annunciato il suo no alla fiducia. Di fronte al pronunciamento della Giunta, un polemico Roberto Manzione (Ud), uno dei relatori sui seggi contestati, parla esplicitamente di “decisone abnorme frutto di un’intesa politica fra maggioranza e opposizione, sull’asse Pd-Fi”; mentre il leader socialista Enrico Boselli ha annunciato per i prossimi giorni appello alla Consulta: “Siamo di fronte ad una decisione che viola apertamente le norme elettorali. Un vero e proprio abuso di potere che bisognerà cercare di contrastare individuando le forme e i modi per potersi appellare alla Corte Costituzionale”. [...]
Il 14 Marzo 2008 alle 15:31 Mi seguono di più se resto o me ne vado? La nuova moda dei candidati in tv » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] L’ultimo (in ordine di tempo) è stato Franco Turigliatto, leader della Sinistra Critica. Dicendosi incompatibile con il leader di Forza Nuova Roberto Fiore (”Una forza politica esplicitamente e dichiaratamente neofascista e neo nazista”, ha detto il senatore), ha abbandonato polemicamente gli studi di Porta a Porta. Il primo? Silvio Berlusconi, quando duellò in diretta con Lucia Annunziata, nella puntata del 12 marzo 2006 di In mezz’ora. [...]
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