Medico italiano mobbizzato… in Galles

Un cardiochirurgo italiano è al centro di una polemica scatenata dal Guardian : Vincenzo Argano, che avrebbe illecitamente mantenuto il suo lavoro presso un’unità cardiaca del servizio sanitario pubblico del Galles mentre era attivo anche in una clinica privata palermitana, Villa Maria Eleonora, dove oggi lavora a tempo pieno. Il medico afferma però di aver consegnato ben prima le sue dimissioni dal lavoro in Gran Bretagna. Contattato dal Guardian, avrebbe però ammesso di non essere certo che lo Swansea NHS Trust le abbia accettate. Ma che pensa di sì. Fin qui, in realtà, sarebbe quasi una storia di ordinaria amministrazione. Il punto è che a queste presunte irregolarità si sommerebbe una situazione poco chiara, fatta di minacce e lettere anonime che il medico dice di aver ricevuto.
Non solo: l’atmosfera generale della clinica era così pesante che il servizio sanitario nazionale, nel 2004, prese per la prima volta la decisione di chiuderla per un’intero settimana. Il motivo: “personale stressato”. E così Argano, “preoccupato per la sua salute”, dice, avrebbe deciso di volare lontano. Forse trascurando qualche dettaglio.

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Il 25 Settembre 2007 alle 11:42 marco.mazzei ha scritto:

Riceviamo dal Dottor Francesco Argano una richiesta di rettifica, che pubblichiamo. Quello che segue è il testo dell’articolo così come lo avrebbe scritto il Dottor Argano:

Primario Italiano rientra in Italia insoddisfatto della sanità Gallese

Un cardiochirurgo italiano è al centro di una polemica scatenata dal Guardian: Vincenzo Argano, è accusato di aver mantenuto il suo lavoro presso un’unità cardiaca del servizio sanitario pubblico del Galles mentre lavorava privatamente in una clinica palermitana, Villa Maria Eleonora, dove dal Marzo 2007 lavora a tempo pieno. Il medico afferma però di aver consegnato ad Ottobre 2006 le sue dimissioni incondizionate dal lavoro in Gran Bretagna. Contattato dal Guardian, avrebbe ammesso di non essere certo che lo Swansea NHS Trust le abbia accettate. Ma che pensa di sì. Fin qui, in realtà, sarebbe quasi una storia di ordinaria amministrazione. Il punto è che a queste presunte irregolarità si sommerebbe una situazione poco chiara, fatta di abusi amministrativi e lettere anonime che il medico dice di aver ricevuto.
Non solo: l’atmosfera generale del reparto ospedaliero gallese era così pesante che il servizio sanitario nazionale, nel 2004, prese per la prima volta la decisione di chiuderlo per un’intera settimana. Il motivo: “personale stressato”. E così Argano, “preoccupato per la sua carriera”, dice, avrebbe deciso di ritornare in Italia.

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