Rutelli: “Please. Visit. Italia.it”

Niente da fare. Nato male, continua peggio: il sito Italia.it, è più sfortunato di Fantozzi.

Ereditato dall’ex ministro Lucio Stanca e partorito dall’attuale dicastero dei beni Culturali (quello di Francesco Rutelli), è costato 45 milioni di euro ma convince ben pochi, sia per i contenuti - piuttosto scarsi, se si pensa che lo stanziamento per testi, video e immagini è di ben 25 milioni di euro - sia per la tecnologia impiegata (altri 20 milioni) sia per quel logo (costato centomila euro) che il ministero della Grafica, in una lettera-manifesto bolla come un “Cetriolo”. Di più: la onlus nata per promuovere la cultura del progetto non si ferma e dice di avere intenzione di denunciare la Presidenza del Consiglio per “lesione dell’immagine del paese”.
Il vicepremier e ministro dei beni Culturali, Francesco Rutelli
E come se non bastasse, sul web sta in questi giorni spopolando il video del titolare dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, che nel “suo” inglese, invita gli stranieri a visitare l’Italia e il suo nuovo sito. Insomma un polverone che ha spinto il vicepremier a fare marcia indietro e chiedere ai blogger di aderire al progetto di rifacimento del portale: “Ci diamo un anno di tempo per rendere il sito definitivo, per correggere ciò che potrebbe essere migliorato”. Inglese compreso?

Commenti

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Il 10 Marzo 2007 alle 11:59 TheHague ha scritto:

La pronucia maccheronica di Rutelli è ben rappresentativa dello scarso livello di conoscenza che noi Italiani abbiamo di questa importantissima lingua.

Quale esempio diamo ai nostri giovani nelle scuole se un Ministro della Repubblica parla come un bambino delle elementari di molti paesi europei?

Please, studiate l’inglese, please, please!

Eugenio a.k.a. TheHague
http://www.thefrequentflyer.in.....fo/

Il 10 Marzo 2007 alle 16:26 jasone ha scritto:

mamma mia.
io non sarò una cima ma nemmeno ai livelli del nostro Ministro Beni Culturali.
Deluso perchè dovrebbe dare l’esempio.
Deluso seriamente per i buoni propositi non confermati nel sito web italia.it

Il 11 Marzo 2007 alle 19:51 Max ha scritto:

Speriamo che gli stranieri non lo vedano…non vorrei che venissero in Italia pensando che gli Italiani siano come lui…..

Il 19 Marzo 2007 alle 10:04 Panorama.it – Italia » Blog Archive » Italia.it non piace. Per Google è un sito di m… ha scritto:

[...] Il sito internet che dovrebbe servire a pubblicizzare, entro i patrii confini e all’estero, l’immagine dell’Italia è stato colpito dalla vendetta di Montezuma digitale. Da qualche giorno e ancora oggi se da Google, il motore di ricerca più famoso del mondo si digita “merda” , la ricerca dà come primo risultato proprio http://www.italia.it. Ma questa volta la politica non c’entra. Italia.it è rimasto vittima del Googlebombing, una tecnica che sfrutta un punto debole del motore di ricerca: viene attribuita importanza a una pagina in rapporto a quante volte è linkata da altri siti web. Di solito è una pratica utilizzata per denigrare un sito o l’argomento in esso trattato, ma viene utilizzata anche dagli spammer per posizionare in alto determinati siti ai primi posti sui motori di ricerca. Che il nuovo portale (e relativo logo) del turismo italiano non piacesse al popolo della rete (e non solo) si era capito da subito. Ereditato dall’ex ministro Lucio Stanca, realizzato da Ibm e partorito dall’attuale dicastero dei Beni Culturali (quello di Francesco Rutelli), costa troppo e convince poco: sia per i contenuti, sia per la tecnologia impiegata, sia per quel logo (costato centomila euro) che il ministero della Grafica, in una lettera-manifesto, bolla come un “Cetriolo”. Al di là della “provocazione” tecnologica, l’associazione sito-parola dice di quanti e quali commenti il portalone del turismo abbia suscitato ancor prima di debuttare in rete. Per segiuirne la cronologia è anche nato un nuovo servizio, messo in piedi da Scandalo Italiano. [...]

Il 6 Giugno 2007 alle 15:56 Se anche la Turchia ci sorpassa in turismo » Panorama.it – Economia ha scritto:

[...] Secondo l’ultimo rapporto del World Travel and Tourism Council, il nostro Paese, nel giro di un decennio, scenderà al 173esimo posto (su 174!) nel mondo per tasso di sviluppo turistico. In testa c’è la Cina, seguita dalla Croazia e subito a seguire Egitto, Turchia, Grecia e Spagna. Dall’altra parte dello Ionio si punta a rafforzare il primato di questi ultimi anni. Secondo la Tourism Investors Association, infatti, sulla Turchia convergeranno 15 miliardi di dollari nel prossimo triennio per la costruzione di nuovi alberghi, campi da golf, agriturismo e porti turistici. L’obiettivo è accogliere almeno il 3,5 per cento del flusso turistico mondiale. E raggiungere, entro sei anni, la quinta posizione al mondo e la terza nel Mediterraneo per affluenza di visitatori. Lo scorso anno i turisti in Turchia sono stati circa 20 milioni e nei primi quattro mesi del 2007 la crescita ha raggiunto il 14.9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006. Il 58 per cento dei visitatori sono europei e la maggioranza (il 17,3 per cento) è costituita proprio da tedeschi. Dalla nostra, c’è solo la consolazione che, dopo il disastro degli ultimi dieci anni, il 2007 sia un po’ più roseo. Secondo i dati presentati all’ultima rassegna Ttg (Agenzia stampa sul turismo) di Rimini, infatti, gli arrivi di turisti internazionali nel nostro Paese lo scorso anno sono cresciuti del 10,3 per cento (la media mondiale è stata del 4,5 per cento). Merito della celebre campagna del ministro Francesco Rutelli, Please, visit Italy? [...]

Il 18 Ottobre 2007 alle 19:20 Rutelli ci ripensa: Italia.it o cambia o è meglio chiuderlo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Vi ricordate del sito http://www.italia.it, il portale del turismo italiano? Quello che dovrebbe servire a pubblicizzare, entro i patrii confini e all’estero, l’immagine dell’Italia. Quello presentato, in un inglese che definire maccheronico è un eufemismo, dal ministro Francesco Rutelli, che lo aveva inaugurato come una vetrina per dare ancora maggiore lustro alla nostra bella nazione? Quello costato anni di programmazione, 45 miliardi di euro, centinaia di persone impiegate? Quello subissato di critiche per le spese, per problemi tecnici, per alcuni madornali errori e i contenuti piuttosto vecchiotti? [...]

Il 9 Aprile 2008 alle 10:32 Ai blogger non piace il sito di Expo 2015. E si candidano per rifarlo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E come se non bastasse, ai giudizi negativi di varia natura, si aggiungono quelli di carattere informatico. Oggetto degli strali è il sito di Expo 2015. “Partiamo già male con questo sito a dir poco inguardabile, tanto che citerei per danni chi ha permesso la messa on line di questo scempio” è uno dei primi commenti in internet alla notizia della vittoria di Milano su Smirne. Per i blogger si tratta di un portale inguardabile, che danneggia l’immagine dell’Italia. E il pensiero non può che volare a qualche mese fa, al disastroso sito Italia.it, per cui tanti furono i soldi spesi, quante le veementi critiche, le figuracce e gli errori contenuti. Infatti Lospremiagrumi scrive: “già col sito italia.it avevamo fatto ridere il resto del mondo, questa volta riderà il resto dell’universo … rovinate l’immagine del paese con queste operazioni di basso profilo!”. [...]

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